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La trattativa romana

Gesip, piano di salvataggio
Ma la polemica non si spegne


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cammarata, gesip, massimo primavera, roma, Cronaca, Politica
"Il tavolo romano serve a prendere e a perdere tempo, non è utile né alla Gesip, né a Palermo". Non usa giri di parole il capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi,
Davide Faraone, per commentare il comunicato stampa diramato dal sindaco Diego Cammarata sul tavolo interministeriale apertosi ieri a Roma. Un comunicato con cui il primo cittadino annuncia che verrà redatto un piano industriale che riguarderà tutti i dipendenti del Comune e delle società partecipate, specificando che i lavoratori della Gesip potrebbero essere utilizzati, fino ad esaurimento del bacino, “nel turn-over che si andrà determinando nei prossimi anni”. Il piano verrà stilato nel corso di una serie di incontri fra i tecnici dei ministeri e del comune e sarà poi tradotto “in una norma che troverà spazio nella manovra finanziaria di giugno”.

"63 parole per non dire nulla", commenta sarcastico Faraone, per il quale è necessario aprire le porte ai privati come ha fatto Chiamparino a Torino, perché "le aziende per funzionare devono rispondere al mercato che non è quello politico ed elettorale. Cammarata e compagni fanno i liberali a fasi alterne. Il sindaco avrebbe fatto bene ad incontrarsi prima con le parti sociali e poi ad andare a Roma, invece sta accadendo esattamente il contrario".

Perplessità condivise anche da Vincenzo Carauna, della Cgil: "Siamo preoccupati perché non si parla più dei soldi necessari alla proroga, i 40 milioni sono diventati 20 e potrebbero diminuire ancora. Non sappiamo quale sarà l’esito della trattativa, se arriveranno i soldi e quanti ne arriveranno". Le sigle sindacali non sono state invitate agli incontri romani di ieri ma dovrebbero essere coinvolte nei prossimi giorni. "Ad oggi – continua Carauna – abbiamo solo buoni propositi. Da tempo avevamo proposto l’apertura del tavolo interministeriale, adesso vedremo, per il momento siamo all’oscuro di tutto. Non sapevamo che il piano sarebbe stato inserito nella manovra finanziaria, le uniche cose che sappiamo le apprendiamo dalla stampa".

Decisamente più fiducioso il commissario liquidatore di Gesip Massimo Primavera, che era a Roma per partecipare al tavolo di lavoro. "Non so quando arriveranno i soldi, ma certamente è importante che si stia parlando di una piano strutturale serio che rilanci le partecipate. Se ci danno solo i fondi per tirare fino a dicembre, a gennaio saremo punto e a capo". Primavera tiene a precisare che non è un politico ma solo un tecnico e che continuerà ad essere tale, come liquidatore della Gesip. "Adesso Comune e Governo lavoreranno per evitare che 2.000 padri di famiglia vadano in mezzo a una strada, mi si stringe il cuore solo a pensarci. Certo sarà un lavoro complesso, ho sentito alcuni rappresentanti dei sindacali per informarli di quanto è avvenuto. Sono comunque fiducioso perché tutti gli attori della vicenda hanno l’intenzione di trovare le soluzioni adeguate. Se non ci riusciremo perderemo tutti, Palermo in primis".