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Sanità e disagi. La lettera

La Sanità perde la scommessa
E si è smarrito il diritto di critica


La vicenda della lettera firmata sui disagi all'Asp, con relativa replica del dottor Cirignotta (nella foto), non si placa. Ci scrive Renato Costa, sindacalista.

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, Cronaca, Palermo
Leggo con un senso di disagio la vicenda relativa alla sede di via Marchese di Villabianca della ASP 6. Un utente,con toni molto garbati, racconta il quotidiano inferno che attende gli utenti che necessitano di tale ufficio, attese snervanti, code estenuanti e a volte per ottemperare a procedure prive di senso logico. E’ il paradigma del nostro sistema sanitario regionale.

Da quasi due anni è in vigore nella nostra regione la legge di riforma del sistema, abbiamo (forse) risanato i conti, chiesto sacrifici ai cittadini (ticket e tasse) e agli operatori (riduzione del 5% dello stipendio accessorio) ma rischiamo di perdere la scommessa più importante: passare dal “curare” al “prendersi cura”, realizzare una sanità vicina al cittadino, avviare una medicina del territorio che, finalmente, risponda ai reali bisogni del cittadino, assistendolo nelle sue necessità ed evitandogli, appunto, disagi inutili quali dedicare intere giornate a chiedere la proroga dei diritti di assistenza per patologie che, essendo croniche per definizione, non sono suscettibili di guarigione. Ma tant’è.

Ma ciò che lascia sgomenti è il fatto che da qualche tempo si è completamente perso il diritto di critica che pare non potersi più liberamente esercitare se non si è disposti a essere tacciati di “nostalgici del passato”, “controrivoluzionari, legati a logiche vecchie e clientelari”, “finti progressisti” e chi più ne ha più ne metta. Non credo che questo atteggiamento sia conducente ad un corretto modo di affrontare il problema. L’audit civico, da qualsiasi parte arrivi, può e deve essere un elemento di analisi e di stimolo alla messa in evidenza di quelle criticità del sistema che possono essere superate solo con il sereno contributo di tutti. La sanità non deve e non può essere un terreno di scontro politico e, soprattutto, nessuno pensi che su questo tema si può divedere il mondo tra buoni (o che non esercitano diritto di critica) e cattivi ( che non perdono occasione per lamentarsi). La sanità è un’altra cosa, e fatta di persone, con le loro storie,le loro sofferenze, le fragilità,il bisogno di essere aiutati ma prima ancora di essere capiti.

Dovremmo per iniziare provare a sentire nostre queste sofferenze, lo dico prima ancora che da cittadino e dirigente sindacale, da medico, facciamo uno sforzo di comprensione intellettuale dell’altro,escludendo attitudini affettive personali e ogni giudizio morale, per dirla con una parola abbiamo bisogno di empatia, e quindi della capacità di ascolto non valutativo concentrato sulla esclusiva comprensione dei bisogni altrui. E’ la strada che devono praticare prima di tutto i medici, ma anche gli amministratori della sanità pubblica ed ovviamente anche i politici. Abbassiamo quindi i toni dello scontro, impegniamoci invece, ognuno per le proprie responsabilità, alla realizzazione di un progetto ambizioso che possa una volta e per tutte portarci a realizzare “ la buona medicina”.

Renato Costa

Segretario FP-CGIL Medici Sicilia