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il consigliere udc salvo mirabile

"Il bilancio è uno stipendificio e il Pdl
ha dimostrato di non saper governare"


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La giunta Cammarata dovrebbe approvare oggi il bilancio, ma il centrodestra a Palermo è in subbuglio. I già precari equilibri fra Pdl e Pid, a causa della bocciatura del budget di Amat, e le tensioni dei due partiti di governo con Fds, che reclama maggiore spazio, sono stati resi ancora più instabili dall’esito del primo turno delle elezioni amministrative che ha sancito una forte perdita di consenso per i berlusconiani. Oggi si terrà un vertice di maggioranza per parlare del dopo-Cammarata e del bilancio che
Salvatore Mirabile, capogruppo dell’Udc non ufficiale, non esita a definire “ingessato”, annunciando presto la nascita a Sala delle Lapidi del gruppo che farà capo al nuovo partito di Raffaele Lombardo e denunciando la volontà politica di non risolvere i problemi delle partecipate per tenere in pugno i lavoratori a fini elettorali.

Consigliere Mirabile, la giunta dovrebbe approvare oggi il bilancio e mandarlo al consiglio comunale. Cosa si aspetta che contenga?
"Purtroppo ci aspettiamo un bilancio lacrime e sangue, a scapito soprattutto dei servizi sociali, dei disabili e in generale dei più deboli. Il problema cardine di questa amministrazione è proprio il bilancio ingessato, ma non potrebbe essere altrimenti visto che il comune paga quasi 20.000 stipendi al mese, è uno stipendificio a tutti gli effetti. Questo ha inevitabilmente ripercussioni su tutti i servizi della città, è il dramma di Palermo. La vicenda aziende ha assorbito tutte le risorse economiche di questo bilancio, è tutta spesa corrente per gli stipendi, non ci sono soldi per gli investimenti".

Voterete il bilancio così com’è?
"Noi ormai prestiamo attenzione solo ai bisogni della città e ai servizi per i più deboli, vedremo cosa approverà giunta, esamineremo e dopo un’approfondita analisi faremo le nostre valutazioni. Vedremo se c’è spazio di manovra, anche se lo ritengo improbabile. Il bilancio è fondamentale per questa città, soprattutto se c’è la possibilità di migliorare la qualità di vita dei palermitani".

Che idea si è fatto della vicenda delle società partecipate?
"Il problema è che, secondo me, non c’è la volontà politica di far uscire dallo stato di bisogno i lavoratori. La vicenda della Gesip e delle altre partecipate non è stata una novità. Nel bilancio del 2010 si sapeva che alla voce Gesip c’erano zero soldi, quindi sarebbe stato normale porsi il problema di cosa fare: si doveva fare a quel tempo quello che stiamo facendo, in fretta e furia, oggi, in modo da avere molto più tempo. Questa amministrazione così ha dimostrato di non avere cultura della programmazione, di saper gestire solo le emergenze. Mi chiedo, da consigliere e da cittadino, perché, pur sapendo perfettamente che non c’erano i soldi, la politica non si sia mossa prima per affrontare i problemi anche di Amia e di Amat. Ecco perché mi chiedo se c’è la volontà di risolvere i problemi oppure c’è l’interesse a tenere i lavoratori sempre in pugno, così da avere vantaggi elettorali".

Lei è capogruppo dell’Udc, ma né lei né il suo collega Luigi Di Franco fate capo ai casiniani. Come mai allora vi chiamate così?
"Sulla carta siamo l’Udc, ma in realtà siamo vicini al deputato regionale Riccardo Savona e quindi al presidente Lombardo. Presto ratificheremo in consiglio questa vicinanza attraverso un cambio di denominazione, aspettiamo che il governatore dia vita al nuovo soggetto politico".

Se tra due settimane si votasse anche a Palermo, il suo gruppo con chi si schiererebbe?
"Mi sembra prematuro parlare di alleanze, ci sono situazioni in evoluzione anche per vicende interne al Pd. Da alcuni sondaggi risulta che il Pdl è in grande difficoltà, per aver dimostrato in questi anni di non saper affrontare i problemi di una città come Palermo, lasciata in uno stato disastroso. Tutti i giorni cittadini vedono le strade sporche, usufruiscono di servizi pessimi, quindi possono giudicare l’operato di questa amministrazione. Certo, se ci fosse un cambiamento radicale negli uomini del Pdl, qualche elemento di novità o quantomeno un ricambio generazionale, è chiaro che valuteremmo l’ipotesi di un’alleanza col Pdl, come penso farà l’Udc dopo i deludenti risultati delle amministrative. Dall’altro lato c’è anche una parte del Pd che guarda al centro e proviene dalla dc di sinistra, a cui guardiamo con attenzione".

Perché il consiglio comunale è fermo?
"L’improduttività del consiglio coincide con l’impossibilità di poter indirizzare la spesa verso settori di interesse strategico da parte di politici e consiglieri, e questo ha portato allo smembramento dei gruppi. La capacità di spesa si è andata assottigliando ed è rimasta riservata a pochi e quindi molti consiglieri, non potendo indirizzare la spesa, hanno delegittimato i capigruppo che sono rimasti attanagliati alle loro posizioni e questo ha fatto sì che si costituissero tanti gruppi, difficili da coordinare. In conferenza dei capigruppo siamo undici, dodici, in pratica troppi. Dovremmo affrontare il piano regolatore del porto o quello di edilizia popolare, dovremmo dare risposte al sociale che è in sofferenza, ma in queste condizioni diventa difficile trovare una sintesi".