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Formazione. Caos all'Ars

Una serata di guerriglia



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Quattro feriti e tre fermati. Questo il bilancio parziale e non ancora ufficiale dello scontro avvenuto in serata nei pressi della sede dell'Assemblea regionale tra le forze dell'ordine e i lavoratori della Formazione professionale, in maggioranza del Cefop.

Secondo i racconti di alcuni dei presenti, che avevano deciso di effettuare un sit-in davanti a Palazzo dei Normanni per seguire l'andamento della seduta d'aula in cui si sarebbero stati presentati alcuni emendamenti al disegno di legge sulla Formazione, la situazione sarebbe precipitata quando si è diffusa la notizia dello stralcio di questi emendamenti.

Modifiche, per capirci, che avrebbero creato le condizioni per garantire un minimo di stabilità ai lavoratori in grande sofferenza da molti mesi. I dipendenti della Formazione, così, avrebbero dapprima bloccato le uscite dell'Ars. A quel punto sarebbe partita la richiesta dall'interno dell'Assemblea di far intervenire le forze dell'ordine. Sarebbe nata così una colluttazione. "Ci hanno caricato  -raccontano alcuni lavoratori - mentre stavamo semplicemente manifestando il nostro dissenso, in maniera non violenta".   Tre di loro sarebbero anche stati fermati e portati in questura. Altri sono stati soccorsi dalle ambulanze per una serie di malori. Una donna sarebbe stata colpita al collo da una manganellata.

Le testimonianze (Fonte Ansa)
''Eravamo seduti per terra con le mani alzate, non stavamo facendo niente di male - dice Piera Gentile, dipendente dell'ente di formazione Cefop - a un certo punto, alcuni agenti si sono avvicinati, prendendoci di peso. Un poliziotto mi ha strappato la camicia, un altro ha scaraventato per terra una mia collega''. Vincenzo Sansone, anche lui del Cefop, dice che tutto è stato ripreso ''con i telefoni cellulari''. In piazza c'era anche Vincenzo Albanese, 53 anni, ex brigadiere dei carabinieri, in pensione dallo scorso febbraio. Tre mesi fa era in divisa assieme ai colleghi davanti la sede della Presidenza della Regione siciliana per difendere il palazzo da una ventina di attivisti dei centri sociali che stavano manifestando, oggi s'è ritrovato dall'altra parte con la polizia che lo ha identificato mentre cercava di soccorrere due persone finite per terra durante gli scontri. ''Mi trovavo qui perché mio figlio fa parte delle centinaia di lavoratori degli enti che da mesi sono senza stipendio - riferisce - Durante il parapiglia, ho tentato di soccorre due persone; a quel punto mi si è piantato davanti un poliziotto e mi ha bloccato, subito è arrivato un altro agente. Mi hanno chiesto i documenti e mi hanno identificato''.