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In agenda l'elezione dei revisori dei conti

La lunga settimana di Sala delle Lapidi


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bilancio, comune, palermo, revisori dei conti, sala delle lapidi, Politica
Elezione del collegio dei revisori dei conti e nuovo regolamento per il controllo analogo delle società partecipate: Sala delle Lapidi torna a riunirsi questa settimana per affrontare questioni tutt’altro che facili. La conferenza dei capigruppo di Palazzo delle Aquile, riunitasi ieri, ha convocato infatti la seduta per stasera e domani sera con all’ordine del giorno due scottanti questioni.

Oltre al bilancio, sarà infatti l’elezione dei revisori dei conti il nuovo campo di scontro in consiglio comunale. Il collegio, composto da tre membri, viene eletto ogni tre anni da Sala delle Lapidi e ha il delicato compito di valutare e verificare la situazione economica del comune di Palermo, nonché la contabilità e il bilancio. Un incarico assai delicato, specie in un momento come questo in cui le casse del capoluogo siciliano soffrono una terribile crisi.

Il mandato dell’attuale collegio è scaduto lo scorso 15 aprile e il consiglio ha al massimo 45 giorni di tempo per eleggerne un altro, altrimenti i consiglieri rischiano di doverne pagare le conseguenze anche sul piano penale, secondo alcune interpretazioni dell’art. 235 del Testo unico degli enti locali. In queste ore si susseguono frenetiche trattative fra i gruppi, visto il particolare sistema di votazione: ogni consigliere potrà votare un solo candidato (sono in tutto una cinquantina) e le operazioni di voto dei tre saranno contestuali, il che significa che normalmente almeno uno va alla minoranza.

Ma la paradossale situazione numerica di Palazzo delle Aquile, in cui le opposizioni sono in realtà maggioranza, potrebbe lasciare al centrodestra una sola delle nomine. Un pericolo concreto per il sindaco Diego Cammarata visto che i revisori, oltre a certificare la bontà delle singole operazioni, hanno anche la responsabilità di esprimere un parere obbligatorio sul bilancio approvato dalla giunta, prima che arrivi in consiglio, in venti giorni al massimo. Una tempistica che non gioca a favore del primo cittadino: essendo stato approvato ieri il bilancio dalla giunta, i venti giorni scadranno oltre il 30 maggio (termine entro il quale va eletto il nuovo collegio) e i revisori uscenti hanno già fatto sapere che non hanno intenzione di porre la propria firma su un bilancio che diventerebbe così di competenza del nuovo collegio, nominato per 2/3 dalle opposizioni. Ieri mattina a Piazza Pretoria si sono riuniti i partiti di maggioranza, ovvero Pdl, Pid e Fds, per trovare un accordo sui nuovi revisori e superare i contrasti nati dalla bocciatura del budget di Amat e dall’ostracismo di cui sono vittima i miccicheiani da parte dei propri alleati, sia al comune che alla provincia. Dal summit la maggioranza ne è uscita nuovamente compatta, con l’intenzione dichiarata di cominciare subito la ricerca del candidato alla successione di Cammarata. Altro tema caldo sarà il nuovo regolamento del controllo analogo, che dovrebbe coinvolgere nel controllo delle società partecipate anche la giunta e l’ufficio Società ed enti controllati.

Attualmente il controllo preventivo, in itinere e consuntivo di quanto fanno le ex municipalizzate è affidato in toto a Sala delle Lapidi, che nel 2009 decise di appropriarsi delle funzioni in questione nella speranza di sottrarre all’amministrazione attiva la gestione delle aziende. Ma i recenti problemi che hanno riguardato Gesip, Amia, Amia Essemme e Amat e la mancanza di collaborazione da parte degli uffici hanno convinto i consiglieri a tornare sui propri passi. Inizialmente il progetto, redatto dal Ragioniere generale, prevedeva di scaricare interamente sulla giunta e gli uffici i compiti di controllo e gestione ma ho trovato la ferma opposizione dell’ufficio Società ed enti controllati, che da tempo lamenta la carenza di personale idoneo allo svolgimento dei propri compiti. A quel punto il consiglio ha nuovamente modificato il progetto, accettando di mantenere la competenza delle funzioni ma solo a patto che fossero coinvolti anche la giunta, i revisori dei conti e gli uffici competenti, così da essere messo nelle condizioni di poter lavorare rispettando i tempi previsti. Basti pensare che i budget delle partecipate per il 2011 sono stati esitati in queste settimane, nonostante il termine fosse scaduto il 31 dicembre dello scorso anno.