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Le spine del governo Lombardo

Formazione e Sanità:
la fotografia di una crisi



, Politica
L'altra sera, scontri all'Ars, mentre si discuteva del disegno di legge sulla Formazione. Sull'Ansa una testimonianza che fa pensare: " In piazza c’era anche
Vincenzo Albanese, 53 anni, ex brigadiere dei carabinieri, in pensione dallo scorso febbraio. Tre mesi fa era in divisa assieme ai colleghi davanti la sede della Presidenza della Regione siciliana per difendere il palazzo da una ventina di attivisti dei centri sociali che stavano manifestando, ora s’è ritrovato dall’altra parte con la polizia che lo ha identificato mentre cercava di soccorrere due persone finite per terra durante gli scontri. 'Mi trovavo qui perché mio figlio fa parte delle centinaia di lavoratori degli enti che da mesi sono senza stipendio'". E' forse la chiusura di un cerchio. Un piccolo grande uomo che ha sempre difeso lo Stato partecipa alla presa della Bastiglia, contro i suoi stessi ideali. Contro i suoi colleghi di pochi giorni prima. La disperazione è grande. Troppo facile ridurre la gente in piazza a semplice caricatura di un privilegio che non c'è più. Sono bocche che hanno paura di restare senza pane. Cosa farebbero i lettori che si esercitano in eleganti affondi sul dovere e sull'etica, se toccasse a loro il dubbio quotidiano del pane e del companatico?

Altro capitolo. Interviene il ministro della Salute Fazio. E scatena un terremoto. Citiamo a saltare: "Il ministero della Salute ha in più occasioni evidenziato la perdurante criticità del sistema sanitario siciliano, da ultimo con un documento del marzo 2011 nel quale si evidenziano: la bassa percentuale di assistenza domiciliare agli anziani, la bassa disponibilità di strutture residenziali per anziani non autosufficienti e l’esistenza di elevati indici di inappropriatezza come, ad esempio, in relazione ai parti cesarei”.

Ancora: "Ma anche “alcuni impegni della regione contenuti nel piano di rientro restano caratterizzati da elevata criticità e le iniziative per rimediare agli inadempimenti degli anni 2007/8/9 sono state definite dal Tavolo previsto insufficienti. Permangono forti dubbi in ordine ai chiarimenti richiesti sullo schema di riordino del sistema di emergenza-urgenza”.

Ma come? Ci è stato detto che dovevamo avere pazienza perché le cose stavano cambiando. La Sanità siciliana opera ancora con dinamiche terzomondiste? Però - così ci è stato detto - le azioni messe in campo sono state lodate e apprezzate. In verità, le parole di Fazio non somigliano a un elogio. Sanno di stroncatura. Certo, Fazio sarà cuffarista. Anzi, sarà Cuffaro, momentaneamente evaso da Rebibbia. Di più - come scrive taluno - parla così perché gli hanno tirato le orecchie. C'è sempre una spiegazione logica. Fazio cuffarista e ascaro, come quasi tutti i medici che denunciano le condizioni difficili in cui agiscono, aggravate dai tagli. Sappiamo che l'assessore Russo (nella foto) non ama il termine "tagli". Eppure, è parola ricorrente tra i camici bianchi. Certo, sono cuffaristi con la medaglietta.

Oppure c'è un'altra scomoda e terribile verità. Ed è questa. Il governo Lombardo, ammesso che l'abbia mai avuta, ha perso la sua forza riformista. Vivacchia una tra prova d'aula e l'altra, però non può più incidere, non ha il potere di cambiare ciò che andrebbe cambiato, salvaguardando il popolo siciliano. La fotografia complessiva di una crisi è solare. Non nutriamo alcuna simpatia per le giunte precedenti. Ma ci sembra difficile nascondere i profili di un fallimento. Qui non si tratta di stringere la cinghia per rinascere. Facciamo i conti con una disperazione diffusa, senza risposte, senza prospettive. E domani sarà peggio. Intanto, a Palazzo il dibattito è affascinante: governo tecnico o politico?