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In 500 sono stati salvati dalle motovedette

Trovati altri cadaveri a Mazara
"Quel morto è mio fratello"


Uno dei 14 tunisini gettati da un natante davanti le coste trapanesi ha riconosciuto una delle tre vittime: è il fratello di 27 anni. Il giovane, 22 anni, tra le lacrime ha detto che il congiunto non sapeva nuotare bene e non è riuscito a raggiungere la costa distante circa 100 metri dal punto dove sono stati calati in acqua. I cadaveri delle tre vittime sono stati portati nell'obitorio del cimitero comunale di Mazara del Vallo.

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, Cronaca
Un barcone con 208 migranti è giunto intorno alle 2 di questa notte a Lampedusa. L'imbarcazione, lunga circa 11 metri, è giunta autonomamente dalla Libia. A bordo c'era anche una donna con un bambino piccolo ed alcuni minori. Gli immigrati sono stati subito spostati in un centro di accoglienza. La traversata è durata 20 ore.
Un barcone con circa 200 migranti a bordo è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza circa 20 miglia a sud-ovest da Lampedusa. Lo si apprende dal Comando generale delle Capitanerie di Porto. Sul posto si sta dirigendo una motovedetta delle Fiamme gialle.

Il cadavere di un giovane extracomunitario è stato trovato oggi dalla Guardia costiera nel tratto di mare, di fronte alle coste di Mazara del Vallo, dove poco prima c'era stato uno sbarco di 14 migranti. Lo si apprende al Comando generale delle Capitanerie di Porto. All'alba di oggi, alle 4, polizia e carabinieri hanno rintracciato a terra, a Mazara del Vallo, 14 migranti che hanno detto di essere sbarcati poco prima con un gommone. Gli extracomunitari, di nazionalità ancora non accertata, hanno anche affermato - ma il racconto non è chiaro - che di altri tre di loro si erano perse le tracce, presumibilmente in concomitanza con lo sbarco. Le forze di polizia hanno quindi allertato la Guardia costiera che ha cominciato le ricerche nel tratto di mare davanti al luogo dove i migranti hanno detto di essere arrivati. Intorno alle 10 il ritrovamento del corpo di un uomo, apparentemente di giovane età. Del gommone utilizzato per lo sbarco nessuna traccia. Continuano gli accertamenti sull'episodio e le ricerche degli altri eventuali dispersi.

Sono in corso a Torretta Granitola, una frazione di Campobello di Mazara, le ricerche di altri due migranti che risultano dispersi nello sbarco avvenuto all'alba nel Trapanese in cui è morto un giovane extracomunitario. Alle operazioni partecipano una motovedetta e un gommone della capitaneria di porto di Mazara del Vallo e un elicottero dei carabinieri. Secondo i primi accertamenti, i migranti sarebbero arrivati con un gommone, che non si trova e che potrebbe essere rientrato alla nave 'madre' dalla quale era partito, e sarebbero stati lasciati in mare. Nelle operazioni di sbarco il giovane extracomunitario sarebbe caduto in mare annegando. Per avere però una conferma a questa tesi bisognerà però attendere l'esito dell'autopsia. A segnalare l'assenza di tre loro 'compagni di viaggio' sono stati alcuni dei 14 migranti soccorsi dalla protezione civile e dalla polizia di Stato. Uno degli extracomunitari sbarcati è stato trasportato nell'ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo perché febbricitante.

Sono stati trovati morti anche gli altri due immigrati dati per dispersi a Mazara del Vallo. Lo si apprende dal Comando generale delle Capitanerie di Porto. Il primo corpo è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza, presso la foce del fiume Arena: sul posto si é diretto una motovedetta della Guardia costiera che ha recuperato il cadavere e trovato, a circa 200 metri dal primo, anche il corpo senza vita del terzo migrante. Anche se i sopravvissuti hanno parlato di tre persone che mancavano all'appello, le ricerche di eventuali altri dispersi.

Sono circa 500 i migranti sul barcone avvistato stamane, da un elicottero della Guardia di finanza a 20 miglia circa a Sud di Lampedusa. La capitaneria di porto sta coordinando le operazioni di soccorso (cosiddetto evento Sar) in quanto il barcone è a rischio per l'alto numero di persone a bordo. Sei motovedette hanno raggiunto il natante e uomini della guardia costiera sono saliti a bordo. Questo finora è l'unico barcone avvistato e in fase di avvicinamento a Lampedusa dopo essere stato agganciato dalle motovedette. L'imbarcazione è a 16 miglia dall'isola. La notte scorsa era giunto sulla costa lampedusana un natante con 208 persone, tra cui 23 donne e tre bambini.

Uno dei 14 tunisini gettati da un natante davanti le coste trapanesi ha riconosciuto una delle tre vittime: è il fratello di 27 anni. Il giovane, 22 anni, tra le lacrime ha detto che il congiunto non sapeva nuotare bene e non è riuscito a raggiungere la costa distante circa 100 metri dal punto dove sono stati calati in acqua. I cadaveri delle tre vittime sono stati portati nell'obitorio del cimitero comunale di Mazara del Vallo dove è in corso una ispezione cadaverica da parte del medico legale. Intanto ai poliziotti, che hanno effettuato una prima identificazione, i migranti hanno detto d'essere partiti da un porto tunisino dopo avere pagato agli scafisti, anche loro tunisini, tra i mille e i millecinquecento euro l'uno. In serata i giovani maghrebini saranno trasferiti al centro di accoglienza di Kinisia, la tendopoli realizzata vicino Trapani per fronteggiare le ondate di emergenza degli arrivi di migranti

Sono 500 i migranti salvati in alto mare dalle motovedette che hanno agganciato il barcone in cui si trovavano che aveva un guasto al motore e che a causa di un corto circuito ha rischiato anche di prendere fuoco. Le persone salvate, tra cui 38 donne e nove bambini, di varie nazionalita', sono giunte sull'isola a bordo di sei scafi italiani della guardia di finanza e della guardia costiera. Due nigeriane quasi al termine della gravidanza, saranno portate in ospedale a Palermo.