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Su “S” Catania

La verità di Incarbone:
“Io, Lombardo e Firrarello”


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Gli imprenditori catanesi vanno tutti a Londra. Lombardo ci ha illusi dicendo che avrebbe fatto qualcosa di serio per la Sicilia ma stiamo ancora aspettando”. Eccola, la versione di Mariano Incarbone, l’imprenditore di Icob rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame dopo l'arresto nell'ambito dell'operazione Iblis: l'imprenditore ha concesso un'intervista all'edizione catanese di “S”, nella quale si parla a tutto campo della vicenda che l'ha riguardato e dei politici catanesi. Ai quali riserva pesanti stoccate: “Semplicemente oggi non esistono se non in foto e in televisione – dice -. Nella realtà sono dei fantasmi”.

Ovvio che le domande vertano su Raffaele Lombardo, il presidente catanese della Regione coinvolto nella stessa inchiesta: “Ma mi guardi – taglia corto Incarbone -. Le pare possibile che Raffaele Lombardo avesse uno come me quale suo uomo di punta per la gestione degli appalti?” Personalmente nella vita lo avrò incontrato un paio di volte. Una, più o meno nel 2000, durante la prima campagna elettorale per l’elezione a sindaco di Catania di Umberto Scapagnini, di cui Lombardo era il vice designato. Si trattava di una riunione tecnica ed eravamo una decina di persone nella stanza, mica c’ero solo io. Altre volte l’ho incontrato a Rosolini, una volta ho partecipato ad un convegno all’Excelsior nel 2008”.

Ma Incarbone conosce, e bene, anche l'arcinemico di Lombardo, Pino Firrarello. Con lui condivide il paese di origine, San Cono. “Addirittura – spiega - qualcuno ha anche scritto che sono un suo parente, notizia del tutto infondata. Il fratello del senatore era parroco a San Cono quando io ero bambino. Ovvio che in un paesino minuscolo ci si incrociasse tutti. Del resto lo stesso Lombardo è di Grammichele, poco più in là”.