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seguo le manifestazioni delle forchette rotte, contro i delinquenti che hanno speculato sulla disoccupazione ,a cui sono legato tramite il famigerato articolo 23 , che in siciliano significa che ce lo hanno messo in quel posto...mio padre che era analfabeta mi diceva sempre che per cambiare la sicilia doveva essere liberata dai siciliani....dati agli squali.lottate e vi incoraggio sempre e non vi vendete per un piatto di lenticchie. informatemi quando la regione farà un corso di formazione per kamikaze che voglio essere il primo a iscrivermi...solidarietà sempre ...siete la mia unica speranza. io non ho trenta annni, ma 50. sono nauseato di tutto.
di nuovo interventi a sproposito sulla 104, io la uso per necessità e ho già fatto passare una visita perenne alla mia mamma, non la uso per farmi il bagno a mondello o lo shopping a sferracavallo, ma per fare file e controfile da medici , medicine e uffici postali visto che il rione belvedere in castelvetrano, fra denunce e ritardi nello stanziare 4 soldi, è ancora nel sottosviluppo.non abbiamo un fico secco di strutture, peggio di una zona del darfur...mi vergogno di essere siciliano e a chi dice che nelle zone in cui si abita ci sono solo poche cose, venite qui dove per oltre 4 mila persone non ci sono neanche quelle 4 cose...ho festeggiato un compleanno con un po' di oggetti come saponi e camice per avere uno straccio per presentarmi. oggi ho visto i messaggi papali sulla disoccupazione e il precariato, ho provato un senso di schifo e ho votato canale tv. ormai di questi messaggi ne ho le scatole piene.mi auguro che forchette rotte non si sia zittito...
anche giuliano o vivo o morto fu osannato , questa è l'unica verita' certa fra un mare di bugie e ,messina denaro farà la stessa fine fino a quando non ci sarà un nuovo fantoccio da portare in processione. a cvetrano siamo abituati a venerare i vitelli d'oro ,ma prima o dopo verra' la giustizia ,quella vera, l'unica speranza che ho, ma non festeggero' in piazza a tarallucci e vino come promette il sindaco. e questa antimafia da baraccone e chi si presta. paghino pure chi lo protegge , ma sul serio, con pene dure, anche se io preferisco un solo modo, l'espulsione generale dal territorio della sicilia e privi di diritti politici, ma per sempre. il patrimonio mafioso ancora deve essere consegnato ai comuni che hanno paura...vengano incamerati. subito.
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il programma telev. è exit. per quanto riguarda i cvetranesi la colpa non è solo loro ma della classe inutile che ha. quella che dirige il comune, gli appalti e rimane a galla per anni per colpa della regione che ha fatto questa legge elettorale con due mandati.
vergogna ,con il risultato di avere sindaci dittatori e le stesse facce. la legge non impedisce ai consiglieri di ripresentarsi per cui il sindaco no ,ma loro si'. via sindaci e via le giunte. poi parliamo dei gettoni di presenza, da simbolo a un secondo stipendio ,per cui persone che risultano articolisti tengono a scacco i loro colleghi e loro a sua volta in mano a sindaci marpioni...di questo la sign. chinnici tace, mentre perseguisce chi veramente usa la 104 per assistere i genitori ammalati di cui purtroppo uno mi è morto. con 1000 euro badare a tutto, tasse e bollette e rinunciare ai sogni e poi si è messi in croce da un'opinione rincitrullita da articoli scandalistici ad effetti speciali. io non devo andare in pensione perchè non ho i requisiti e uso la 104 per necessità e per ottenerla ho dovuto portare un 'anziana di 87 anni a due commissioni a cvetrano e a tp, come un pacco postale e tutto l'iter è durato un anno, altro che pochi giorni...finitela di dire sciocchezze. ora si parla di movimento delle forchette rotte, io avrei usato il forcone o partecipato ,pur cristiano, ad CORSO PER KAMIKAZE PALESTINESI...
@rita
credo che nella valutazione di personaggi come Igroia ti manchino elementi storici di sicuro peso. Ti invito a farti 4 domande:
- dov'era Ingroia quando nel 92' è stato ucciso Borsellino? la risposta la trovi mettendo Ingria in google e leggendo Wikipedia.
- che carriera ha fatto Ingria da quel giorno? e perchè? sul perchè non trovi nulla da nessuna parte, ci devi arrivare da sola.
- conosci Gioacchino Basile? cerca in google "Gioacchino Basile lettera aperta a Ingroia".
- dove vive Ingroia e la sua famiglia e che scorta usano?
Documentarsi prima di innamorarsi.
stefanopalmieri71@libero.it
Stimo Ingroia uomo intelligente. Ed è per questo che non gli perdono parole e atteggiamenti che mal si appattano con questa qualità. Anche stavolta trovo fuorviante il suo pensiero. "”Riusciremo a prendere Matteo Messina Denaro quando ci sarà un’intera comunità che lo vorrà." INTERA? Forse che Riina è stato preso a furor di popolo e non con un sapiente lavoro investigativo? E Provenzano, e tutti gli altri? Nicchi, Brusca...l'elenco è lungo. Ne manca solo uno: Messina Denaro. Questa chiamata al popolo, francamente, oltre che demagogica e contraria alla storia degli ultimi anni, mi appare anche una "excusatio non petita".
Il dottor Ingroia è un servitore dello Stato che rischia in proprio e per tutti noi e per questo, anche quando sbaglia (se sbaglia), bisogna prima ringraziarlo per quello che fa e poi, se vogliamo essere precisini, criticarlo per le sue esternazioni.
Detto questo, penso che in questo momento alla lotta alla mafia, sta facendo molto più male il governo Lombardo, gli assessori russo e chinnici e il pd. E questo indipendentemente se lombardo è colpevole o meno, se russo o chinnici stanno facendo bene o male, se il pd appoggiando lombardo prenderà 2 volti in più. Spiego perchè. Mentre con Cuffaro, sostanzialmente c'era una condanna assoluta del sistema mafioso, sia dell'allora opposizione che della magistratura che anche della stessa maggioranza pdl AN udc, spesso in imbarazzo e senza parole ma comunque fiduciosa nella magistratura, adesso si è capovolto il mondo e tutto è diventato relativo. Se su Lombardo queste stesse ombre fossero calate con il pdl al governo, apriti cielo. Gli stessi magistrati che ora si voltano dall'altra parte avrebbero preso le distanze, sarebbe intevenuta pesantemente l'anm, il pd avrebbe organizzato (giuste e sacrosante) manifestazioni di piazza, inchieste sull'unità, su repubblica (un po più cattive di quelle all'acqua di rose che fa ora) per non parlare di altro.
Insomma questa situazione sta dimostrando, purtroppo, che tutto può essere visto come si vuole, che qualche volta si fanno i distinguo e altre volte si ragiona a fasci, che si può essere definiti più o meno mafiosi non in base a come ci si comporta ma a seconda di chi si vota. Insomma, chiedo provocatoriamente per quale motivo la società civile, di cui giustamente Ingroia chiede la mobilitazione antimafia, dovrebbe mobilitarsi quando vede che il concetto di continguità mafiosa cambia a seconda di chi si è amici? Naturalmente in ogni caso le persone oneste continueranno a essere onesti e i ladri lo stesso, quanto meno perchè a un onesto che prova a rubare lo prendono subito, non ha l'attitudine, l'habitus mentale del delinquente e i cittadini onesti saranno sempre dalla parte della magistratura e dell'antimafia. Ma quanta fatica costa mantenersi coerenti, visto quanti falsi antimafiosi approfittano e strumentalizzano l'antimafia per conquistare posti di potere e di governo ed esercitare questo potere e governo nello stesso identico modo di quelli che loro stessi, a posizioni capovolte, definivano prima mafiosi e collusi. Finito questo "sfogo", di nuovo grazie a Ingroia e consiglierei, in genere ai magistrati (non ad ingroia che è abbastanza indipendente e comunque ideologicamente onesto), più visite nelle scuole e meno frequentazioni ambigue nei palazzi del potere, proprio per mantenere anche formalmente, l'indipendenza che giustamente reclamano e che è una garanzia per noi cittadini.
Qualche giorno fa, in un programma televisivo, non ricordo quale, furono mostrate delle interviste a gente comune di Castelvetrano e paesi limitrofi in cui veniva risposto, alla domanda di cosa pensassero di MMD, che questi era un "galantuomo", "una persona per bene" e probabilmente una ennesima vittima della magistratura. Questi sono i fatti crudi e semplici; al contrario mi risulta oscura la tesi di Anello (al naso).
Le parole del dottor Ingroia fanno calare il buio sulla concretezza dell’azione antimafia degli ultimi dieci anni. Sembra d’essere tornati ai tempi in cui la percezione della lotta era legata alle parole e alle sfilate e i demagoghi creavano atmosfere, utili innanzitutto a cementare il loro rapporto con chi li ascoltava. Spero che quello di oggi, proprio perché il dottor Ingroia è un magistrato che opera sul fronte, sia stato soltanto un infortunio dialettico-emotivo. Infatti, se è vero che la collaborazione sia del singolo che della coscienza collettiva sono insostituibili, è anche incontestabile che la fiducia nelle istituzioni che lo meritano ( e che ormai hanno conseguito grandi risultati) rafforza sia l’azione antimafia della società che l’edificazione delle coscienze che avranno responsabilità future. Oggi, per una sana antimafia, non funziona più sparare nel mucchio, ma abbiamo la fortuna di potere, nome dopo nome, affermare: questo sì e questo no. I buoni e i cattivi generici ormai sono (dovrebbero essere) materia di studio per una tesi di sociologia e di questa, della sociologia, sarebbe opportuno averne quotidiana consapevolezza.
Le parole del dottor Ingroia fanno calare il buio sulla concretezza dell'azione antimafia degli ultimi dieci anni. Sembra d'essere tornati ai tempi in cui la percezione della lotta era legata alle parole e alle sfilate e i demagoghi creavano atmosfere, utili innanzitutto a cementare il loro rapporto con chi li ascoltava. Spero che quello di oggi, proprio perché il dottor Ingroia è un magistrato che opera sul fronte, sia stato soltanto un infortunio dialettico-emotivo. Infatti, se è vero che la collaborazione sia del singolo che della coscienza collettiva sono insostituibili, è anche incontestabile che la fiducia nelle istituzioni che lo meritano ( e che ormai hanno conseguito grandi risultati) rafforza sia l'azione antimafia della società che l'edificazione delle coscienze che avranno responsabilità future. Oggi, per una sana antimafia, non funziona più sparare sul mucchio, ma abbiamo la fortuna di potere, nome dopo nome, affermare: questo sì e questo no. I buoni e i cattivi generici ormai sono (dovrebbero essere) materia di studio per una tesi di sociologia e di questa, della sociologia, sarebbe opportuno averne quotidiana consapevolezza.