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il 19° anniversario della strage

Via Notarbartolo sulle note di Baglioni:
ecco come Palermo ha ricordato Falcone


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23 maggio 1992, albero falcone, anniversario, francesca morvillo, giovanni falcone, via notarbartolo, Cronaca, Palermo
Si conclude sotto l'Albero Falcone, la giornata dedicata al rinnovo del ricordo del magistrato caduto, insieme alla sua scorta, nell’attentato di Capaci. Ancora una volta, l’albero cresciuto sotto il palazzo dove viveva Giovanni Falcone, diventa monumento e stele funeraria attorno a cui la popolazione deposita un pensiero, un segno, una bandiera e un fiore. Quell’albero è Falcone, ma anche Borsellino, Rocco Chinnici, Boris Giuliano, Peppino Impastato, Beppe Alfano, ed è intoccabile. Se qualcuno si azzardasse a staccarvi tutto quello che ricopre il suo tronco, in pochissime ore ci sarebbe una mobilitazione spontanea per arricchirlo ancora più di prima, esattamente come avvenne l’anno scorso.

Due i cortei attesi in quell’angolo di via Notarbartolo: uno con partenza dall’aula bunker dell’Ucciardone, l’altro con il concentramento in via D’Amelio, altro luogo simbolo di stragi e ricordi. Alle 16.30 però c’è già un buon numero di persone ai piedi del palchetto montato davanti l’albero: le facce dei giovanissimi si mischiano a quelle degli adulti e degli anziani, i marciapiedi sono occupati da frotte di ragazzi e scout, mentre i più accorti hanno preso possesso dei muretti ai lati della strada, dove appoggiarsi per scaricare la stanchezza. Alle finestre intanto iniziano a sventolare bandiere verde bianco rosso, e gli stessi colori riappaiono all’orizzonte, nelle centinaia di palloncini tenuti dai partecipanti ai cortei, che intanto cominciano ad avvicinarsi.

Poi iniziano a scorgersi gli striscioni, i cartelli e intanto qualcuno esce in balcone e applaude. È il momento più entusiasmante della giornata, perché segnato dal movimentismo, l’occasione di dimostrare tutta la passione civile in una mobilitazione sincera, spontanea. Chi è sceso oggi in piazza l’ha fatto perché consapevole, non vi era nulla da dimostrare a nessuno se non l’amore per la libertà e per la causa.

In via Notarbartolo, invasa dalla gente, rimbomba il microfono, c’è una voce inaspettata ed è quella di Claudio Baglioni. Il cantante a sorpresa è salito sul palco regalando “Strada facendo” e altre sue canzoni, ad un pubblico che cantava a squarciagola. Così la piazza si trasforma in un concerto e spalla a spalla con le altre persone, si canta e si grida di gioia. Anche l’Inno di Mameli viene eseguito da Baglioni in versione acustica. Poi d’un tratto i palloncini iniziano a volare, ad uno ad uno vengono liberarti dai lacci e si librano nel cielo fino a diventare puntini piccoli piccoli, sempre più in alto. Pochi minuti prima delle 18.00 squilla la tromba della Polizia Di Stato: è l’ora della strage. Silenzio.