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La lettera

L'assenza degli avvocati il 23 maggio


Il 23 maggio è passato. L'avvocato Francesco Billetta ci invia una lettera. Un utile spunto di riflessione.

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avvocato, falcone, strage, Cronaca
Mi fa riflettere la non presenza di un numero rappresentativo di avvocati all'incontro che vi è stato ieri mattina presso il Palazzo di Giustizia di Palermo per commemorare la persona di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. La storia della nostra città è segnata da accadimenti tragici che per la loro mportanza hanno inciso pure sulla storia stessa del nostro paese. oltare loro le spalle, o peggio cercare di farle cadere nel dimenticatoio, o addirittura del negazionismo com'è oggi di moda, ci danneggia per due motivi: perdiamo il tesoro profondo dei valori che quegli uomini hanno voluto tarsmeterci con il loro sacrificio ,  ci lasciamo navigare sulle onde dell'oblio del nostro egocentrismo che si nutre dell'acqua contenuta nella bolla in cui viviamo.

Tutti gli operatori di giustizia avrebbero dovuto sentire come proprio patrimonio culturale quella commemorazione, così come per tutti i momenti "importanti" della nostra città. Non parteciparvi in modo rilevante e concreto con una rappresentanza significativa è un appuntamento perduto. Mi permetto di osservare che il tempo non è ciclico, come distrattamente si pensa, ma lineare. Ciò che passa non torna mai più, anche se in fondo pensiamo che a tutto possiamo rimediare. L'avvocatura che siede nella aule di Giustizia avrebbe forse dovuto essere più attenta a quanto le stava accadendo intorno, fermandosi per una profonda riflessione anche - perchè no - aperta alla società civile. Sul punto sarebbe interessante una riflessione comune. Cordialmente.

Avvocato Francesco Billetta