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il senatore ha diffamato un giudice

L'Europa dà la colpa a Dell'Utri,
ma a pagare sarà l'Italia


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Pierluigi Onorato, ex giudice della Corte di Cassazione, aveva il diritto di citare per danni il senatore
Marcello Dell'Utri per diffamazione a mezzo stampa. A stabilirlo è la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che oggi ha condannato l'Italia per aver violato il diritto di Onorato ad avere accesso a un tribunale che si esprimesse sulla questione. I fatti risalgono al 2002 quando il senatore Marcello Dell'Utri, allora deputato, in seguito alla sua condanna da parte della Corte di Cassazione, rilasciò una serie di interviste in cui asseriva che la decisione presa dalla Corte di Cassazione era frutto delle posizioni politiche del giudice Onorato, "un magistrato militante, appartenente a una formazione politica avversa".

Pierluigi Onorato fece causa a Dell'Utri, ma il processo non ebbe luogo perché il Senato accordò al parlamentare l'immunità. Nel condannare l'Italia, imponendo un risarcimento a Onorato di 16 mila euro, i giudici hanno sottolineato che "nonostante sia legittimo per uno Stato assicurare l'immunità dei parlamentari affinché possano espletare liberamente la loro funzione, la stessa immunità non può estendersi oltre l'attività parlamentare".

Non è la prima volta che la Corte di Strasburgo si pronuncia contro l'Italia per un'interpretazione troppo estensiva dell'immunità parlamentare. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha già condannato l'Italia cinque volte per casi simili. La prima condanna risale al 2003, quando i giudici stabilirono che il procurtatore di Palmi, Agostino Cordova, aveva il diritto a citare per danni Vittorio Sgarbi. Con le ultime due sentenze invece la Corte ha stabilito che Cofferati aveva diritto a citare Taormina e Bossi per le loro affermazioni sul coinvolgimento dell'ex sindaco di Bologna nella morte di Marco Biagi.