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Catania

Continuano gli sgomberi
Via i rom da viale Africa


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Continuano gli sgomberi a Catania. Dopo quello del "palazzo di cemento" nel cuore di Librino, oggi è toccato all'ex palazzo delle poste di viale Africa, popolato ormai da anni da abusivi e disperati senza tetto. In mattinata la polizia municipale, supportata da vigili del fuoco e polizia, ha effettuato lo sgombero della struttura, spostando, come previsto, le famiglie rom nel campo di calcio antistante all'aeroporto di Fontanarossa.

Vivevano in condizioni al limite dell'umanità i circa 350 inquilini del palazzo, i quali, sapendo dell'azione di stamane, hanno abbandonato per tempo la struttura, evitando così di finire nelle maglie dei rimpatri in quanto immigrati clandestini e privi del permesso di soggiorno.

La storia del palazzo è tutta catanese. Costruito dal cavaliere ("dell'apocalisse mafiosa", secondo il celebre articolo di Pippo Fava) Francesco Finocchiaro all'alba degli anni '80 proprio a ridosso della costa con una variante al piano regolatore furbetta, sarebbe dovuto servire ad ospitare la sede centrale delle Poste. Successivamente l'immobile venne acquistato dal Comune per farne una sorta di cittadella giudiziaria, ma da oltre dieci anni si attendono i fondi. E proprio in questo lungo lasso di tempo gli edifici, uno di sei piani e uno di tre, sono stati presi d'assalto dai migranti di diverse etnie che hanno trasformato la struttura in un vero e proprio hotel della disperazione, con tanto di piani divisi in base alle varie nazionalità per evitare eventuali scontri.

Un hotel a pochi passi dal centro cittadino e dal salotto buono della città.

Circa un anno fa, nel silenzio generale, venne trovato morto un tunisino di trent'anni, colpito da un malore e deceduto nel suo letto di fortuna. Adesso il campo di Fontanarossa ospiterà circa 40 famiglie e sulla scelta del luogo non sono mancate le polemiche.

I vertici della Sac, la società che gestisce l'aeroporto, hanno manifestato la loro disapprovazione, specie in vista della stagione turistica. Il presidente Mancini ha affermato che "un campo che raccoglie rom sulla strada principale dell'aeroporto non è un bel biglietto da visita. Non è una questione di razzismo, non c'è nemmeno l'ombra di discriminazione ma è una questione di ordine pubblico".

Mentre per alcuni somali, circa una ventina, che si trovavano dentro il palazzo si è attivata la catena della solidarietà che ha permesso loro di trovare delle strutture pronte ad accoglierli. Ma per la maggior parte dei 350 inquilini l'unica via per evitare il rimpatrio essendo clandestini è stata la fuga.

Nonostante le proteste della rete antirazzista catanese il sindaco Raffaele Stancanelli ha espresso soddisfazione: "Anche in questo caso stiamo ripristinando le regole della legalità garantendo condizioni dignitose e di sicurezza alle famiglie sgomberate".

Il primo cittadino etneo ha poi confidato "nel senso di responsabilità di tutte le parti in causa".