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Dopo l'annuncio del piano industriale

Fincantieri, scatta la protesta


Mobilitazione degli operai di Fincantieri oggi a Palermo. Gli operai - guidati da Fiom, Fim e Uilm - dopo un'assemblea che si è protratta per circa quattro ore si sono mossi in corteo lungo via Notarbartolo e, dopo una breve sosta presso l'albero Falcone, si sono diretti all'assessorato delle Infrastrutture, dove una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Pier Carmelo Russo.

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(di Alice De Paola)



Mobilitazione degli operai di Fincantieri oggi a Palermo. Gli operai - guidati da Fiom, Fim e Uilm - dopo un'assemblea che si è protratta per circa quattro ore si sono mossi in corteo lungo via Notarbartolo e, dopo una breve sosta presso l'albero Falcone, si sono diretti all'assessorato delle Infrastrutture, dove una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Pier Carmelo Russo (che ha confermato gli impegni assunti dalla Regione per la ripartenza e lo sviluppo del cantiere). I manifestanti hanno bloccato, con un presidio di due ore, viale Regione Siciliana, per fare tappa in Prefettura. Al prefetto i lavoratori hanno chiesto di inviare al governo nazionale e al ministro Romani un documento in cui si esprima la loro posizione e “tutta la preoccupazione”.

La protesta arriva in Sicilia sulla scia della mobilitazione nazionale, seguita all'annuncio del nuovo piano industriale 2010-2014 presentato dai vertici del gruppo a Roma.

Il Piano prevede la chiusura dei cantieri di Castellammare di Stabia (Napoli), Sesti Ponente (Genova) e la conversione del cantiere di Riva Trigoso, per un totale di 2551 esuberi tra diretto e indotto. Circa 1151 esuberi riguarderanno i cantieri di Monfalcone, Marghera, Riva Trigoso, Ancona e Palermo.

Secondo il segretario della Fiom Cgil di Palermo, Francesco Foti “ Il Piano non fa il punto con il protocollo di intesa siglato il 7 giugno scorso da Fincantieri, Regione Siciliana, Comune di Palermo, Autorità Portuale e Fintecna (titolare di Fincantieri)”.

“Il piano Fincantieri - dichiarano i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm - è inaccettabile”. Le sigle sindacali sollecitano un incontro con il presidente della Regione Lombardo entro la settimana, in vista del vertice del 3 giugno convocato dal Governo con parti sociali ed enti locali, per rivedere il piano industriale.

I sindacati chiedono a Governo e ministero del Tesoro (che detiene il ruolo di azionista di maggioranza di Fincantieri) il mantenimento dell'attuale organico in forza a Palermo, 540 dipendenti tra operai diretti e indotto (che attualmente rischia di perdere 200 unità); il mantenimento delle tre missioni produttrici (costruzioni, riparazioni e trasformazioni navali) seriamente minacciato dal nuovo piano, che rinuncia alle costruzioni navali (con una pesante ricaduta su tutto l'indotto); e un serio piano industriale, che preveda finanziamenti e commesse pubbliche.