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L'intervista all'ex assessore comunale

Carta lascia l'incarico:
"Ho raggiunto i miei obiettivi"



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L’ingresso di Forza del Sud nella giunta guidata dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, sembra ormai essere imminente. In un primo momento saranno due gli assessori assegnati al partito fondato da Gianfranco Micciché, mentre per metà giugno dovrebbe aggiungersene un terzo. Cambiamenti che richiedono il sacrificio di qualche membro della squadra di governo e già si fanno i primi nomi, fra cui quello dell’assessore al Centro storico Maurizio Carta che, contattato da Livesicilia, conferma la sua uscita dalla giunta ma nega con forza che essa sia legata all’ingresso di Fds. E annuncia il suo ritorno al governo dell’università di Palermo, augurandosi che a prendere la sua delega sia il collega di giunta Mario Milone.

Assessore Carta, da settimane si rincorrono le voci su un rimpasto in giunta per permettere l’ingresso di tre assessori di Forza del Sud. Lei è indicato come uno di quei tecnici che potrebbero farsi da parte: può confermarci l’indiscrezione?

«Ieri ho incontrato il sindaco Cammarata e abbiamo fatto un’attenta valutazione del mio operato come assessore e un punto sul raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati nel 2009, quando sono stato chiamato a far parte della giunta. Una riflessione comune che ci ha fatto capire come gli obiettivi siano stati ampiamente raggiunti e abbiamo pertanto concordato che la mia esperienza al servizio della città poteva anche concludersi. Ho chiesto questa mattina al sindaco di poter tornare ai miei impegni professionali e soprattutto universitari, che nel frattempo sono aumentati. In un momento particolarmente delicato per il mondo accademico come quello attuale, è opportuno che torni a dedicarmi a tempo pieno all’università con la consapevolezza, chiara sia per me che per il primo cittadino, di aver realizzato quanto c’eravamo prefissati quando mi ha chiamato in giunta. Possiamo dirci soddisfatti dei risultati, abbiamo fatto tante cose importanti che mi hanno permesso, da urbanista, di poter contribuire al bene della città. Ma adesso ho bisogno di riappropriami del mio tempo, con la serenità e la consapevolezza di aver fatto bene».

Si dice che potrebbe essere Mario Milone, attuale assessore al Traffico, a prendere la sua delega al Centro storico.

«Queste sono decisioni che spettano al sindaco e non a me. Non ne ho pertanto la certezza anche se me lo auguro: quello al Centro storico è settore che richiede specifiche competenze e qualità che Mario Milone possiede tutte. Siamo amici e di lui ho una grande stima, in più conosce bene il settore dal momento che se ne occupava in prima persona prima di entrate nella giunta regionale, circostanza che ha portato me ad essere chiamato a prendere il suo testimone. Ho proseguito il suo lavoro, ho avviato tutta una serie di iniziative importanti e adesso toccherà al mio successore, chiunque sarà, portarle a termine».

La notizia del giorno è il rinvio a giudizio del sindaco Cammarata, per la nota vicenda dello skipper. Che idea si è fatto di quanto accaduto?

«E’ una vicenda che anzitutto mi addolora, vista la mia vicinanza umana e personale al sindaco. Sono sicuro, però, che il primo cittadino saprà dimostrare, come ha già dichiarato, la sua innocenza ed estraneità ai fatti che gli vengono contestati».

Il suo nome è stato spesso annoverato fra i possibili candidati alla successione di Cammarata. Cosa c’è di vero in queste voci?

«Siamo talmente lontani dalle elezioni che non so quanto possa essere utile discutere del dopo. In questo momento va continuata l’azione di rilancio della città, intrapresa da questa amministrazione ormai da tanti anni. Quello della successione è un argomento che non mi appassiona, la mia vita è il duro lavoro e non certo le chiacchiere da bar».

Visto che ha ormai terminato il suo mandato, è soddisfatto dei risultati che ha ottenuto?

«Certamente, sono molto soddisfatto e devo ringraziare il sindaco e i colleghi della giunta per avermi sostenuto nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Penso, ad esempio, al Piano strategico della città e al Piano integrato di sviluppo, inviati alla regione, o al Piano particolareggiato del centro storico, perché è importante ricominciare a discutere di cosa deve diventare il centro storico. Ma la cosa di cui vado sicuramente più orgoglioso è l’essere riuscito a sbloccare 32 milioni di euro per il recupero di tre grandi piazze storiche, ovvero piazza Bologni, piazza Marina e piazza della Vittoria, tutte situate lungo l’asse di via Maqueda. Un recupero che sarà accompagnato dalla pedonalizzazione, un traguardo che fino a un anno fa sembrava irraggiungibile e che ora invece si va materializzando sempre più».

Ha incontrato qualche difficoltà nel suo mandato a causa del suo essere un assessore tecnico e non politico?

«No, mai. La differenza fra l’assessore tecnico e quello politico è evidente solo all’ingresso in giunta, ma poi non c’è alcuna differenza. Non ho mai sentito indifferenza o conflittualità con i colleghi che presentano una maggiore sensibilità politica. C’è stata una grande sintonia con tutti e ho avuto il privilegio di avere il sostegno dell’intera amministrazione».