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L'indagine sul giornalista Sciacca

Iblis, per la violazione del segreto
gli atti tornano al pm


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Catania, iblis, inchiesta, raffaele lombardo, Cronaca
Per gli indagati di Iblis calma piatta, per i giornalisti una fretta indiavolata. Ma con l'effetto di essere bacchettati dal giudice. I pm della procura di Catania, che in questi giorni non hanno ancora deciso cosa fare sugli indagati dell'inchiesta Iblis, si sono visti restituire il fascicolo dell'indagine che vede sotto accusa il giornalista del Corriere della Sera Alfio Sciacca, chiamato a rispondere di violazione del segreto istruttorio per avere pubblicato sulla testata di via Solferino l'articolo che l'11 maggio 2010 per primo si occupò del presunto pestaggio subìto da Angelo Lombardo. Per Sciacca, indagato in concorso con un funzionario ignoto, era stata richiesta la citazione diretta a giudizio, che il giudice ha negato.
La motivazione è tecnica. Il giudice Rosa Alba Recupido, chiamata a decidere sulla richiesta del procuratore facente funzioni Michelangelo Patané e dell'aggiunto Carmelo Zuccaro, ha ritrasmesso gli atti ai pm perché per alcuni reati di competenza collegiale come per l'appunto la violazione del segreto istruttorio, la citazione diretta a giudizio non è prevista dal codice. La palla, dunque, torna ai pm e poi passerà da un'udienza preliminare. Ma prima sarà necessaria una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. Lo stesso atto che per gli indagati di Iblis richiede tempi biblici.