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Il Comune di Palermo

L'ingresso di Fds in Giunta
Arrivano Tamajo e Pergolizzi


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Ormai è ufficiale: saranno Aristide Tamajo e Michele Pergolizzi gli uomini indicati da Forza del Sud per entrare nella giunta guidata da Diego Cammarata. A confermarlo è stato il coordinatore provinciale del partito fondato da Gianfranco Micciché, Giacomo Terranova, che ha anche annunciato l’ingresso di un terzo nome fra qualche settimana. Le voci si rincorrevano già da tempo, ma solo ora la notizia ha assunto i crismi dell’ufficialità.

L’elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti, indicato proprio da Fds, aveva già dimostrato l’accordo con i partiti di maggioranza, Pdl e Pid, che adesso dovrebbe proseguire con la scelta di un candidato sindaco comune. Stretto riserbo sulle deleghe che verranno affidate a Tamajo e Pergolizzi, già in passato assessori con Cammarata, ma una cosa è certa: a nessuno dei due toccherà il Centro storico lasciato da Maurizio Carta. Con l’addio di quest’ultimo, la giunta scenderà a 14 componenti, quindi ci sarà spazio per le due new entry, mentre l’ingresso del terzo assessore, che molti individuano nella persona del consigliere Gerlando Inzerillo, dovrebbe richiedere il sacrificio di un altro tecnico ma il tutto potrebbe avvenire dopo i ballottaggi delle amministrative siciliane, quindi dopo il 13 giugno.

«Il percorso di riavvicinamento dei consiglieri di Fds alla maggioranza – ha dichiarato Terranova – era già cominciato a dicembre, con il nostro sostegno ad alcuni provvedimenti dell’amministrazione attiva. Ma voglio precisare che nell’ingresso in giunta del nostro partito non c’entra né il rapporto personale fra Cammarata e Micciché, né una semplice spartizione di poltrone, a cui non siamo mai stati interessati. Questa è una banalizzazione insopportabile. Abbiamo fatto un ragionamento politico che ci porterà a scegliere il prossimo candidato sindaco e i due partiti di giunta si confronteranno con noi per preparare insieme la prossima campagna elettorale. Saremmo potuti entrate prima, ma non lo abbiamo fatto perché ritenevamo indispensabile che si ponesse l’attenzione su alcuni temi per il bene della città, fra cui il destino dei lavoratori della Gesip e delle società partecipate che è per noi un punto nodale».

Terranova tiene anche a precisare che la scelta di sacrificare Maurizio Carta non è dipesa da Fds ma unicamente dal sindaco, cui toccherà la scelta anche del prossimo nome da immolare sull’altare della ritrovata alleanza. «Noi guardiamo al futuro e da ora, per noi, comincia la prossima campagna elettorale – continua Terranova - questi ultimi mesi serviranno solo ad approvare alcuni provvedimenti urgenti e a preparare il terreno, altrimenti avremmo continuato con l’appoggio esterno. Siamo invece entrati per un preciso ragionamento politico: preparare le prossime elezioni. Questo sarà solo uno scorcio insignificante di fine mandato, servirà a passare il mandato al prossimo sindaco, sul cui nome avremmo voluto già trovare un accordo con gli altri partiti di maggioranza».