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Il "no" dei lavoratori al piano industriale

Fincantieri, ancora proteste
I sindacati incontrano Lombardo


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fincantieri, palermo, protesta, Cronaca
Continua a Palermo la protesta degli operai Fincantieri. Dopo le mobilitazioni e i cortei dei giorni scorsi, una rappresentanza di lavoratori si è ritrovata, questa mattina, davanti a Palazzo Orleans per protestare contro i tagli previsti dall’azienda.

Il nuovo piano industriale del cantiere prevede, infatti, la chiusura degli stabilimenti di Sesti Ponente e di Castellammare di Stabia e la conversione del cantiere di Riva Trigoso, per un totale di oltre duemila esuberi che interesseranno anche la sede siciliana.

“Alla Fincantieri la situazione è tragica. Per quanto riguarda noi dell’indotto non c’è lavoro e non c’è nessuna prospettiva per andare avanti neanche con gli ammortizzatori sociali - riferisce Michele Casamento, uno degli operai scesi in piazza - . Aspettiamo risposte sugli ammortizzatori sociali, sulle cooperative che possano avviarci al lavoro. Non abbiamo, però, ricevuto nessuna risposta concreta”.

I lavoratori del cantiere navale di Palermo chiedono, dunque, maggiori certezze e rassicurazioni in vista dei tagli che potrebbero far perdere il lavoro a migliaia di famiglie. “E’ da tre anni che non lavoro. Siamo disperati. Ci promettono sussidi, disoccupazione, mobilità ma non c’è niente. Noi dobbiamo sapere cosa c’è”, dice Mosè, un operaio tunisino che lavora all’indotto da venticinque anni.

Alcuni rappresentanti sindacali hanno incontrato questa mattina il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per chiedere di rivedere il piano aziendale in vista del vertice convocato dal Governo la prossima settimana. Tra le proposte dei sindacati quella di mantenere l’attuale organico della sede palermitana e la produzione navale a cui l’azienda vorrebbe rinunciare.