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Il processo è iniziato nel 2006

La scomparsa di De Mauro
Il 10 giugno l'ultima udienza


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Dopo 41 anni si va verso la sentenza nel processo per la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro. La corte d'assise di Palermo, che sta giudicando Totò Riina unico imputato sopravvissuto, ha fissato per il 10 giugno nell'aula bunker di Pagliarelli l'udienza conclusiva. Dopo le eventuali repliche comincerà la camera di consiglio.

Oggi l'ultima parola è toccata proprio a Riina che ha rinunciato a rendere dichiarazioni spontanee. "Mi affido alla giustizia" ha detto. Il suo difensore, Giovanni Anania, aveva appena chiesto l'assoluzione per non avere commesso il fatto. Nulla, ha sostenuto, lega la figura di Riina al sequestro e all'eliminazione del giornalista de L'Ora la sera del 16 settembre 1970. Dal processo anzi emergono, a giudizio del legale, molti elementi che conducono alla cosca di Santa Maria di Gesù all'epoca guidata da Stefano Bontade su cui la difesa fa ricadere l'eventuale responsabilità organizzativa del sequestro. Riina sarebbe quindi chiamato in causa semplicemente come un "parafulmine". Così nell'udienza precedente aveva descritto il suo ruolo processuale l'altro difensore, Luca Cianferoni.

Il processo è cominciato il 4 aprile 2006. "Finalmente ci siamo..." aveva commentato il pm Antonio Ingroia che il 4 marzo 2011 aveva avviato la requisitoria conclusa, dopo l'intervento dell'altro pm Sergio Demontis, con la richiesta di ergastolo per il capo di Cosa nostra. Due le piste "convergenti": la morte del presidente dell'Eni, Enrico Mattei, su cui De Mauro indagava per la sceneggiatura del film di Francesco Rosi, e il tentato golpe di Junio Valerio Borghese su cui il giornalista avrebbe avuto informazioni di prima mano nella fase preparatoria del piano eversivo.

(fonte ANSA).