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Sì alla norma sulle minoranze linguistiche


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ars, assemblea regionale, Politica
La legge sui cinema si ferma ai titoli di testa. Quella sulle riserve agli enti locali si arena in commissione. Viene approvata la norma sulle minoranze linguistiche. All'Ars è ancora forte l'eco dell'arresto di Cateno De Luca. "Decadono i suoi emendamenti", dice il presidente Cascio, quindi si parte con l'esame dei ddl all'ordine del giorno. La discussione sulla riorganizzazione delle sale cinematografiche, relatore Buzzanca si ferma davanti a un subemendamento di Livio Marrocco. In particolare, la discussione s’è accesa sulla proposta di riqualificazione delle sale cinematografiche in nuovi esercizi commerciali “In pratica – ha detto Antonello Cracolici – vogliamo trasformare i cinema in salumerie”. Del ddl si riparlerà martedì prossimo. Approvata, invece, la legge sulle minoranze linguistiche in Sicilia. In questo caso è stato modificato interamente il primo dei due articoli. Si tratta di un aspetto tecnico, che consente di abbassare del 50% il cosiddetto “indice di riferimento” (cioè il numero minimo di studenti affinché una scuola esista). Nei casi di comuni “isolati”, insomma, basteranno 150 alunni per poter “aprire” una scuola che si occupi di minoranze linguistiche.

Nel giorno del giuramento di Giuseppe Sulsenti, entrato ufficialmente all’Ars in sostituzione di Riccardo Minardo (sempre nelle fila dell’Mpa) e dell’ufficializzazione della permanenza in carica di Santino Catalano, tiene quindi ancora banco ancora il caso De Luca. Da Panarello del Pd a Bufardeci di Foza del Sud, viene lanciato un richiamo alla politica: interrogarsi su se stessa, riflettere sulle modalità di selezione dei rappresentanti. Un ordine del giorno impegna il presidente Lombardo a promulgare la legge sui “soggetti fragili”, approvata all’Ars lo scorso il 14 giugno, senza l’articolo 3 (che prevedeva sistemi di utilizzo dei precari della sanità contrastante con l’articolo 97 della costituzione) impugnato dal Commissario dello Stato.

Non è arrivata, invece, tra gli scranni dell’Ars, il ddl sulle Riserve agli enti locali. La norma, tornata indietro dall’Aula alla commissione bilancio per volontà dei deputati di maggioranza, si è arenata. Alla base dello stop, il mancato accordo per il parere da esitare sui finanziamenti ai Comuni per le emergenze, gli interventi sui centri storici, gli asili nido, la polizia municipale. Qualcuno, nei corridoi, parlava di “effetto Trapani”. La volontà, insomma, di garantire anche i comuni della Sicilia occidentale, non considerati inizialmente dal ddl. Non a caso, a chiedere con forza, la settimana scorsa, il ritorno in commissione bilancio era stato il capogruppo dell’Udc, la mazarese Giulia Adamo.

E la “traduzione” di questa influenza trapanese la fornisce il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini: “Giulia Adamo – spiega – ha chiesto un milione di euro per compensare i danni subiti da Birgi in seguito alla guerra libica, oltre a 600 mila euro per le saline trapanesi”. Insomma, per soddisfare le “nuove” richieste (si parla anche di un milione per la città di Noto) serviranno 11 milioni che salteranno fuori “ritagliando” le voci già individuate ed esitate all’Ars una settimana fa. Il ddl dovrebbe essere definitivamente approvato in Commissione bilancio domani mattina e andare in Aula per il voto. È proseguita, poi, la discussione sui ddl relativi agli aiuti alle imprese, all’imprenditoria giovanile e alla cosiddetta “riforma delle Asi” approvati gli articolati, manca solo il voto finale. L’aula “riapre” domani pomeriggio.