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Live Sicilia

Il gip si riserva di decidere

Lunedì 03 Ottobre 2011 12:35

Il gip di Palermo Piergiorgio Morosini si è riservato di decidere sulla rilevanza delle intercettazioni effettuate a carico del ministro dell'agricoltura Saverio Romano e del senatore del Pdl Carlo Vizzini, accusati di corruzione aggravata dall'avere favorito Cosa nostra nell'ambito del'indagine su presunte tangenti legate all'azienda Gas dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Il giudice, al termine delle discussioni di accusa e difesa, ha separato il procedimento a carico del ministro da quello a carico del senatore come richiesto dall'avvocato Vizzini Francesco Crescimanno. Presumibilmente, però, il magistrato fisserà l'udienza in cui renderà nota la decisione - la legge non fissa termini di emissione dell'ordinanza - contestualmente per entrambi gli indagati. Se, come sostenuto dal pm Nino D Matteo, il gip riterrà le intercettazioni rilevanti ai fini dell'indagine trasmetterà la richiesta di autorizzazione all'uso alle Camere di appartenenza del ministro e del senatore; se , invece, come ritenuto dagli avvocati Raffaele Bonsignore, che difende Romano, e Francesco Crescimanno, deciderà per la irrilevanza delle conversazioni ne ordinerà la distruzione. All'udienza di oggi, oltre alla discussione sull'utilità dei nastri, il legale del ministro Romano ha sollevato una serie di eccezioni sulla regolarità delle intercettazioni e ha sostenuto l'irritualità della decisione dei pm e dei gip di non consentire alle difese l'acquisizione delle copie depositate delle intercettazioni e degli altri atti messi a disposizione delle parti. Anche su questa eccezione il gip si è riservato la decisione.

 

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Commenti

  • 2011-10-03 13:37:55

    Ottima scelta quella della difesa del senatore Vizzini che ha chiesto di separare la sua posizione da quella dell'onorevole Romano. Che mandino pure le intercettazioni al Senato perchè, come si dice a Stoccolma, "aria netta non ha paura dei tuoni". Le registrazioni non aggiungono assolutamente nulla a quanto già a conoscenza dei pubblici ministeri. Se lo avessero voluto avrebbero potuto risparmiarsi questa fase visto che le intercettazioni risalgono al 2003 e sono in possesso dei pm palermitani dal 2008. Se le ritenevano fondamentali per la loro inchiesta per quale ragione i pm hanno atteso tre anni prima di chiederne l'utilizzo? Questo discorso ci porterebbe molto lontano e, per il momento, lo accantoniamo. Varrebbe la pena, tuttavia, capirne di più. Per questo ci auguriamo che il GIP Morosini decida in fretta per mettere la parola fine ad un'altra panzana della Ciancimino's story

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