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Live Sicilia

Amanda, una storia palermitana

Martedì 04 Ottobre 2011 09:54

(R.P.) Guardando Amanda Knox, uno si chiede: e se fosse brutta, grassa e palermitana? E se non avesse il suo ricco corredo americano alle spalle, con l'esercito di fan accreditati che si sono battuti per lei?
Ci sono enigmi intrecciati in quel sorriso di liberazione, c'è il dubbio supremo e sostanziale. Ci sono domande che irritano il buonsenso. La prima è la più elementare e riguarda il polso malandato della giustizia. Ha ragione Vittorio Zucconi quando scrive che è stato pur sempre un giudice a firmare l'epilogo del "lieto fine". Ma, retrocedendo di frammento in frammento, si rintracciano i riflessi scuri della fiaba della bella americana restituita all'affetto di mamma e papà. Se un magistrato ha avuto ragione ora, un altro ha avuto torto ieri.

Secondo i benpensanti è una garanzia del sistema che sa ammettere i suoi sbagli. Purtroppo, in mezzo, ci sono anni di galera. C'è lo scandalo di carcerazioni preventive e assurde che sfiorano il caso in specie - aspettando la sentenza definitiva - e allargano la visuale sul tetro panorama delle prigioni italiane e siciliane. Le cosiddette garanzie della giustizia mal si accordano con le condizioni di detenzione del regime carcerario. L'ombra accecante di una colpevolezza frettolosa e il tenue chiarore di una innocenza sempre presunta, fino all'ultimo timbro, non sono coerenti rispetto al tempo che fa invariabilmente dietro le sbarre. La fallibilità degli uomini in toga non rende meno orribile la certezza della tortura che si commina negli istituti di pena, specialmente di questa terra.

Alla luce della friabilità di una valutazione che può essere capovolta in sedi successive, anche le battaglie quasi solitarie che Livesicilia ha portato avanti sulle nostre prigioni acquistano un senso diverso. A ben guardare c'è un filo che lega le lacrime di Amanda e l'ultimo detenuto palermitano dell'Ucciardone e l'agnello sacrificale che adesso sta scontando una condanna forse immeritata. Per la sua unica e massima colpa: non chiamarsi Amanda.
Ultima modifica: 04 Ottobre 2011 ore 10:53

 

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Commenti

  • 2011-10-04 11:47:21

    ha ragione berlusconi quando dice che la giustizia non funziona!!! in primo grado si condannano in appello assolti??? io non capisco....

  • 2011-10-04 11:47:22

    <> Ma che riflessione è?


    <>Ma che stupidità!

    In un qualsiasi processo se le prove non sono schiaccianti e se, come in questo caso, le uniche prove vengono screditate da ulteriori prove scientifiche...o ti chiami Amanda...o sei cicciona...brutta e baffuta....sei sempre Innocente!

  • 2011-10-04 11:49:58

    Bell'articolo, dott. Puglisi. Ci obbliga ad ulteriori riflessioni su temi che non vorremmo mai affrontare, forse per la paura di restare impigliati, nostro malgrado e da innocenti, nelle maglie di una amministrazione della Giustizia fuori controllo, forse per quello stesso istinto di conservazione che non ci fa pensare alla nostra caducità.
    La considerazione che mi viene spontanea è amara e figlia del nostro tempo. E rispondo alla sua domanda con un'altra: e se fosse solo bella, bella e basta? Nessun avvocato dall'America per aiutare i colleghi italiani, nessuna campagna di sensibilizzazione, nessun articolo sui quotidiani americani e non, nulla, solo la bellezza come unica arma. Sarebbe stata sufficiente? Non sarebbe finita sul rogo come molte altre coetanee che ostentano superbamente l'unico talento che hanno?
    Credo che la differenza, qui, l'abbiano fatta i periti nominati dalla Corte, e credo che un'ampia riflessione onesta e priva di pregiudizi vada svolta da tutti coloro che hanno responsabilità nel campo dell'amministrazione giudiziaria. Credo anche che chi non ha condotto le indagini in modo oggettivo ed efficiente, in questo e in altri casi, debba essere per il futuro esonerato da questo tipo di responsabilità e trovare collocazione in altri rami dall'Amministrazione pubblica.

  • 2011-10-04 12:03:27

    più che bella o brutta io penso:
    bianchi e ricchi: assolti "negro" e povero: condannato

  • 2011-10-04 12:21:53

    è tristemente vero Anthony....

  • 2011-10-04 13:16:46

    Quindi le nostre galere sono piene solo solo di donne brutte e di "negri"?
    Che tristezza leggere certi commenti...

  • 2011-10-04 13:45:28

    quoto Ipazia tranne che per la frase "e trovare collocazione in altri rami dall’Amministrazione pubblica"

  • 2011-10-04 14:26:48

    " Ma che riflessione è?

    Ma che stupidità!

    In un qualsiasi processo se le prove non sono schiaccianti e se, come in questo caso, le uniche prove vengono screditate da ulteriori prove scientifiche…o ti chiami Amanda…o sei cicciona…brutta e baffuta….sei sempre Innocente!"

    Caro Giovanni,
    intanto, a proposito della differenza tra brutti e belli, una Corte d'Appello non autorizza mai, per prassi giudiziaria, il riesame delle prove scientifiche ad un povero mortale.

    Dott. Puglisi,
    c'è anche da dire che nel girone infernale delle carceri italiane esistono pochissime isole felici per pochissimi eletti. Il carcere di Terni per esempio, dove era ospitato Sollecito, se non fosse per la mancanza di libertà, è una struttura che farebbe invidia ai piu progrediti standard del civile Occidente europeo.

    PS
    Non per nulla tra quei pochi eletti del carcere di Terni soggiornano quelli che l'opinione pubblica da per sepolti vivi: L'ergastolano Riina jr, Provenzano prima che per gravi malattie fosse spostato in strutture adeguate, ecc..

  • 2011-10-04 15:20:37

    Tristemente quasi solitario l'impegno di Livesicilia sul problema dell'eccesso di carcerazione preventiva. E' uno dei motivi per i quali apprezzo molto il Responsabile, il Coordinatore e la redazione di questa testata.
    Troppa voglia di manette in giro perchè questa barbarie sia sentita.

    La giustizia è malandata per tante ragioni, comprese le colpe dei magistrati ma non solo.
    Se viene il dubbio che alcuni esiti giudiziari dipendano dalla bellezza, dal colore della pelle e, aggiungo io, dall'appartenenza politica, in che razza di società viviamo?
    Bisognerebbe fare qualche riforma? Ma c'è il clima di condivisione di principi di civiltà o si cade nella tentazione di usare le indagini e i processi per fini politici contro l'avversario?
    Ad oggi guai a parlare di cambiamenti. Si corre il rischio di essere tacciati di "non avere rispetto dell'autonomia della magistratura" o di "andare contro la Costituzione". E così resta tutto com'è e per gli errori nessuno paga (o meglio paghiamo di tasca sempre i soliti che contribuiamo con le tasse).

    Se si può, meglio evitarla la giustizia. Come la peste.

  • 2011-10-04 16:40:22

    Tanto il "negro" è già dentro !!! E la chiamano giustizia , se poi un padre di famiglia si porta dal supermercato due pacchi di pasta per sfamare i suoi figli si fa i suoi anni dentro . repubblica delle banane 

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