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l'intervento dell'assessore alla sanità

Massimo Russo a tutto campo:
"La censura mi ha amareggiato molto"


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massimo russo, riforma, sanità, sicilia, Politica
Russo ha iniziato il suo lungo intervento nel corso dell'iniziativa organizzata da DemoS ricordando i proiettili recapitati al direttore dell'Asp di Palermo, Salvatore Cirignotta: “I segnali contano molto -ha detto – le pallottole, ve lo dico da magistrato, contano poco. Le minacce sono quelle che non si vedono, il pericolo è nella delegittimazione, nell'isolamento in atto, che colpisce l'assessore e qualche direttore generale. Ma non possiamo sempre restare prigionieri dello stesso stereotipo culturale, ne abbiamo le scatole piene di chi dice che si sta cambiando tutto per non cambiare niente. Che poi a dirlo sono i commentatori della domenica, è certa stampa e certi giornalisti, è una fetta risicata di opinione pubblica”.

Russo ha voluto ribadire il suo pensiero, secondo cui “questa riforma è una scommessa da praticare ogni giorno. Io non sono legato alla poltrona, ve lo garantisco, ma sono molto legato a un progetto di cambiamento. Sono contento della possibilità di confronto che mi è stata offerta oggi, a maggior ragione visto che qualche pallottola di gomma, in senso figurato, da questo mondo l'ho ricevuta. È vero, questo è stato un progetto iniziato con la ruspa. Pensavate forse che saremmo riusciti ad entrare nel sistema bussando alla porta come delle signorine e chiedendo il permesso di cambiare tutto? Ma la legalità è un sacrificio che va rispettato ogni giorno. In molti si chiedevano all'inizio se Lombardo avrebbe mai messo mano davvero al sistema di potere. Io posso dirvi quando è iniziato tutto: era una giornata uggiosa del maggio del 2008. Fu allora che Lombardo mi diede il mandato, spronandomi ad impegnarmi”.

Poi un passaggio sul dibattito in atto sulle amministrative di Palermo: “Vedo politici che passano il loro tempo a parlare di candidati e candidature, ma non creano gli strumenti per dare le giuste risposte ai siciliani. Abbiamo ereditato un bilancio con falle enormi che disperdevano tantissime risorse pubbliche. Chi ha messo a posto quei conti, per il suo agire non poteva che farsi dei nemici. Ma bisogna sempre ricordare che chi mi ha preceduto non è stato capace di chiudere 18 guardie mediche. Mi tremano i polsi a pensare che questa gente dovrebbe governare questa città. A Roma si mandavano documenti che avevano una certa veste e poi quando tornavano a Palermo venivano cambiati. A fronte di tutto ciò, bisognava ripartire facendo squadra, facendo scelte di pulizia, facendo entrare nell'assessorato aria fresca. Invece mi sono beccato un avviso di garanzia per aver nominato Maurizio Guizzardi, uno dei migliori manager in Italia. Non si sapeva nemmeno quanti posti letto avevamo, abbiamo trovato un sistema feudale”.

“Si parla tanto di giunta dei tecnici – ha aggiunto Russo – il problema non è la distinzione tra tecnici e politici, ma tra politici e politici competenti. Quando dicono che Russo fa le scelte senza consultare i territori sapete cosa intendono? Ve lo traduco io: vogliono dire che Russo non si è 'appattato'. E io aggiungo che non mi 'appatterò' mai. Questa riforma l'abbiamo fatta ascoltando i professionisti e le associazioni dei malati, imitando le Regioni cosiddette 'virtuose'. Qui nessuno chiede un consenso acritico, noi vogliamo dimostrarvi coi dati che abbiamo cambiato la sanità”. E ancora, nel suo lungo intervento, dopo alcuni accenni lanciati qua e là, Russo ha affrontato ancora una volta lo spinoso tema della mozione di censura: “Questo Paese ha vissuto un sogno, che era quello di Berlusconi. Il sogno che è quello della comunicazione che manipola la realtà. Ma oggi ci siamo svegliati coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti e ci siamo resi conto che la vera comunicazione la fanno i fatti, non i giornali. La censura mi ha amareggiato e molto, lo ammetto. Perché sono il primo assessore nella storia della Sicilia che per aver fatto il proprio lavoro e aver creduto nel cambiamento è stato censurato. La verità è che il cambiamento della sanità ha frantumato la maggioranza uscita dalle urne. Quello schieramento è morto in una riunione di giunta, quando ho presentato il ddl di riforma della sanità”.

Un ultimo passaggio, infine, anche alla vicenda giudiziaria che vede protagonista il governatore dell'Isola: “Mentre a Marsala il presidente Napolitano celebrava i 150 di Unità d'Italia, leggevamo su Repubblica che Lombardo sarebbe stato arrestato. Avete idea di che macigno sarebbe stato sulla mia vita? In certi momenti nella vita è più difficile restare che andarsene. Ma io non ho perso la buona abitudine di leggere le carte. E allora ho continuato la mia strada – ha concluso – convinto di stare facendo la cosa giusta”.