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Governo politico, gli scenari

Lombardo e la spina Pd
Ecco i nomi dei "papabili"


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, Politica
Il Terzo Polo batte cassa e chiede a Lombardo un governo politico. Il requiem per la giunta tecnica sembra definitivo e dopo le richieste dei cracoliciani del Pd sono arrivate quelle dei centristi. La stagione dei tecnici, insomma, va a concludersi, Lombardo permettendo, ma le insidie sulla strada che porta alla nascita di un governo politico sono tante, nonostante l'apertura presidenziale con qualche cautela. E la prima, la più ostica, si chiama proprio Pd. Tra i democratici siciliani è scattata l'ora dei lunghi coltelli, il partito romano ha tirato un brusco colpo di freno a mano sull'ingresso in giunta del partito. L'aria è da scontro totale, con i cracoliciani e gli ex margheritini di Innovazioni a spingere per entrare al governo, chiudendo la fase da “donatori di sangue”, che garantiscono voti all'Ars lasciando nelle mani di Lombardo tutta la macchina amministrativa. I nomi dei papabili per l'ingresso in giunta circolano da un pezzo. In pole proprio Antonello Cracolici, che si dice possa prendere in mano l'Agricoltura o il Bilancio, ma nella lista ci sono anche Franco Rinaldi e Baldo Gucciardi, che subentrerebbero in quota Francantonio Genovese a Mario Centorrino. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo Bersani, che in sintonia col segretario Peppino Lupo ha stoppato il percorso verso il governo politico.

Lombardo, fin qui, è stato a guardare. Attendendo che le bizze piddine arrassero a conclusione e provando a tenerebuoni tra alti e bassi gli alleati terzopolisti. Che da oggi però lo incalzano chiedendo la fine dell'era dei tecnici (tra i quali, anomalia delle anomalie, resta anche Gianmaria Sparma, ormai lontano dai finiani dopo il ritorno al Pdl del suo referente Pippo Scalia), invocando le riforme sempre promesse e mai arrivate, che questa giunta tecnica non pare in grado di realizzare. Infatti, il presidente ieri sera ha parlato dichiarando il Pd imprescindibile. Cosa faranno i democratici?

Il quadro, per farla breve, è quello di massima incertezza. Aggravata dalla suspence sui tempi di sopravvivenza del malconcio governo Berlusconi. L'aria di smobilitazione a Roma si fa ogni giorno più consistente. E i terzopolisti guardano con gola alle future macerie del centrodestra. Tanto che nella nota di ieri, Udc, Fli e Api si sono ben guardati dal fare scomodi riferimenti al Pd. E, coincidenza, i coordinamenti provinciali dei partiti terzopolisti sempre ieri mettevano nero su bianco il proprio no alle primarie, tanto care al Pd.

I piani di “grande alleanza” da Sel ai centristi evocati nei giorni scorsi da Lupo svaniscono ogni giorno di più. Mentre si allunga l'ombra di una possibile (non probabile, ma neanche da escludere) separazione in casa Pd. Con l'ala “autonomista” di Cracolici e Lumia, e gli ex democristiani (che a Roma con Fioroni guardano con grande attenzione al Terzo polo), che potrebbe consumare lo strappo garantendo a Lombardo i numeri all'Ars (più di quindici deputati del gruppo potrebbero fare il grande salto) per un esperimento neocentrista. Fantapolitica, per il momento. Ma non troppo. E l'incalzare del Terzo Polo potrebbe accelerare i tempi della resa dei conti in casa democratica. Tanto che in casa Pd, per le prossime amministrative palermitane, l'ala ostile al governo politico ha ripescato il jolly Rita Borsellino, candidato ideale per ricompattare il vecchio Ulivo, lasciando al suo destino il fronte terzopolista, che malgrado le mezze aperture dei giorni scorsi, pare intenzionato a correre da solo al primo turno. Solo, o magari con quel pezzo di Pd a cui la linea Bersani non va giù. Fantapolitica, si diceva...