Lo bolla come il "figlio scemo", lo accusa di avere una "mente disturbata" e smentisce le sue rivelazioni ai giudici - a cominciare dai presunti rapporti tra il padre, Vito Ciancimino, il premier Silvio Berlusconi e altri esponenti politici di primo piano - definendolo un "bugiardo patologico. Roberto Ciancimino demolisce le dichiarazioni rese ai magistrati dal fratello Massimo, che erano state invece parzialmente confermate dalla madre, Epifania Scardina.
Mio padre – scrive Roberto Ciancimino - non ha mai conosciuto il presidente Berlusconi e non ha mai effettuato investimenti nelle società del gruppo Fininvest. Non ha mai conosciuto il senatore Marcello Dell'Utri e non lo ha mai associato a nessuna presunta 'trattativa'". Sostiene inoltre che il padre non avrebbe avuto rapporti neppure con il ministro Saverio Romano, con il senatore del Pdl Carlo Vizzini e con l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, anche loro chiamati in causa dal fratello. Una parte della lettera è dedicata anche al misterioso "signor Franco o Carlo", il fantomatico agente dei servizi segreti che secondo Massimo Ciancimino sarebbe al centro di misteriose trame.
Roberto lo definisce "un personaggio fumettistico che, a parer mio, è frutto della mente disturbata di mio fratello visto che nessuno a parte lui lo ha mai visto". L'ultima stoccata riguarda proprio il "tesoro" di famiglia, che secondo Roberto non esiste: "quale padre con un figlio notaio e due figli avvocati ne affiderebbe la gestione a un figlio diplomato a stento con il minimo dei voti e che non si è certo distinto per particolare acume?".
Ma il diretto interessato, dagli arresti domiciliari replica attraverso i suoi legali: "Mio fratello ha avuto tre anni per parlare. Perché lo fa solo adesso?". E' uno scontro senza esclusione di colpi, quello tra l'avvocato Roberto Ciancimino, che ha condensato le sue critiche in due lettere inviate al Giornale di Sicilia, e il fratello Massimo, superteste della cosiddetta trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato, attualmente ai domiciliari con l'accusa di detenzione di esplosivo. Sullo sfondo di questa querelle familiare la confisca di beni per 60 milioni, un "tesoro che sarebbe appartenuto al padre, dopo la sentenza della Cassazione che il 5 ottobre scorso ha condannato per riciclaggio Massimo Ciancimino e gli avvocati Gianni Lapis e Giorghio Ghiron.
Un provvedimento contestato da Roberto Ciancimino, il quale sottolinea nella sua lettera che "la quasi totalità dei beni confiscati non erano intestati ai tre imprenditori condannati" e che "un bene può essere considerato illecito solamente dopo un procedimento nel quale devono necessariamente intervenire tutti i soggetti che vantano diritti su di esso". E dunque anche gli altri tre figli dell'ex sindaco mafioso di Palermo, che hanno invece sempre mantenuto un "basso profilo" rispetto all'atteggiamento disinvolto e un po' spaccone del fratello minore.
Ultima modifica: 14 Ottobre 2011 ore 15:04
e non lo poteva dire ad ingroia, primaaaaaa.
tutte queste affermazioni le avrebbe potute fare anche tre anni fa quando il fratello ha iniziato a parlare con i Magistrati. Perchè parla solo ora? e poi per dire cosa? se sapeva tutte queste cose sui rapporti sociali e sull'attività del padre avrebbe fatto meglio a raccontarle ai magistrati.
forse è l'aspetto economico della vicenda che fa assumere toni così forti ma è solo una mia sensazione personale. inoltre in generale i titoli accademici non sempre sono indice di superba intelligenza.
berluschi e compagnia ringraziano.
Buona pure che il tesoro non esiste quindi Ciancimino senior avrebbe fatto una specie di volontariato disinteressatamente.
... ho saputo che stasera addirittura è stato intervistato al tg5.... tutti lo ringrazieranno per le affermazioni fatte...insomma suo padre era al centro del rapporto mafia-politica (per 40 anni) ma non conosceva nessuno e non faceva investimenti finanziari? il tesoro, poi, un miraggio!
Roberto Ciancimino afferma che il tesoro di don Vito non esiste. Questo mi pare la dica tutta... ma non era Massimo il figlio interessato a salvare il patrimonio?
Ma immagino che, siccome non ha il vizio di collaborare con i magistrati e non è superteste in nessun processo, questo Ciancimino sarà presentato dai media come credibile e nessuno dirà che non c'è da fidarsi in quanto figlio di mafioso e in quanto il suo unico scopo è recuperare il patrimonio...
Viene spontaneo chiedersi perché queste cose le dica solo ora e non prima, solo ora che la sentenza va definitiva con conferma della confisca dei beni.
E' evidente che anche l'avv. Roberto si rende ben conto che la scelta di collaborare con la magistratura del fratello è stata deleteria rispetto a qualsiasi possibilità di cercare di recuperare qualcosa. Meglio prendere le distanze e tenersi buoni i potenti accusati dal fratello?
La cosa singolare è che questa lettera sembra scritta dal buon sen. Marcellino DELL'UTRI... "il figlio scemo", "mentalmente disturbato", ah! parole già sentite!
E' un classico dopotutto utilizzare parenti e familiari per buttare fango su testimoni e collaboratori di giustizia e per intimidirli. Le carte se le stanno giocando tutte, ma prima o poi finiranno.
Mi sembra che con queste affermazioni gravi e che si commentano da sole Roberto Ciancimino però trascini nel novero dei mentitori anche la madre che ha raccontato ai pm dei contatti di suo marito don Vito con Berlusconi, addirittura di una cena a Milano a cui ha preso parte anche lei.
E il fratello più grande Giovanni (anche lui avvocato) che ha deposto al processo Mori-Obinu e poi con Massimo Ciancimino e Francesco La Licata ha scritto "Don Vito", confermando molte cose raccontate da Massimo sul padre, la vicinanza e il rapporto di maggiore confidenza tra don Vito e Massimo rispetto agli altri figli e soprattutto racconta nel libro della volta che fu avvicinato a Roma da un misterioso personaggio con auto blu, quello che Roberto Ciancimino chiama "personaggio fumettistico"...
E poi ci sono tantissimi documenti autografi di don Vito depositati al processo Mori in cui si fa riferimento per esempio a Dell'Utri, la testimonianza del banchiere Scilabra che li ha ricevuti insieme nel suo ufficio in cerca di un prestito per le aziende di Berlusconi... C'è il famoso assegno per Berlusconi... E tanto altro.
Oltre al fatto che per esempio del "personaggio fumettistico" era stata a dicembre scorso individuata l'utenza telefonica dalla DIA e dalla Procura di Palermo e piano piano ci si stava avvicinando a scoprirne l'identità: ecco che allora scattano le "operazioni a garanzia della democrazia, tutte in attesa di essere eseguite" preannunciate nell'aprile 2010 con una lettera di minacce contenente cinque proiettili di kalashnikov.
@Giro di Walter -
Penso che una qualsiasi indagine debba essere fatta a 360 gradi e uno di questi "gradi" debba comprendere anche l'audizione dei familiari, quanto meno come persone informate dei fatti. Nel caso specifico delle citate dichiarazioni del signor Massimo Ciancimino spero l'abbiano fatto e in modo particolarmente attento.
Ipotizzando che nel prosieguo delle indagini l'audizione sia regolarmente avvenuta, suppongo che una delle domande poste possa avere riguardato l'interesse di capire se tutto quello che dichiarava il signor Massimo Ciancimino corrispondeva a realtà.
Dalla lettera pervenuta alle redazioni da parte del signor Roberto Ciancimino mi sembra di capire che la richiesta di audizione e la conseguente domanda da porre non c'è mai stata.
Giustizia giusta ?
@ sabina: già, affermazioni ridicole... nel primo commento sei stata fin troppo prudente, a voler pensar male davvero che come dice Andreotti si fa peccato però... si potrebbe pensare ad una cosa pilotata..... da chi può promettere interessamento per la faccenda dei soldi confiscati in cambio di certe dichiarazioni.... ma solo a voler pensar male eh!
...........Non si può sorvolare le montagne
non può andare dove vorresti andare
sai cosa c'è ogni cosa resta qui
qui si può solo piangere
e alla fine non si piange neanche più........
( V. Rossi )
Carlotta Ciancimino Messerotti.
Il commento di Jone mi sembra un po più dell'intervento di un lettore informato. Informati ce ne siamo, pochi, ma ce ne siamo. Jone opera, in questa pagina, una perorazione delle ragioni pro Massimo Ciancimino. Anzi pro linea complessiva di quella parte di Procura che segue il caso. Lo segue con tanta "passione" da entrare in guerra, poi ricomposta, con la Procura di Caltanissetta.
Sullo spessore intellettivo e comportamentale di Massimo Cinacimino abbiamo raccolto, ormai da tempo, un florilegio di commenti e ricordi da parte di chi lo ha conosciuto da ragazzo. Quindi nessuna novità. Ma Jone tira in ballo Dell'Utri.
Sulla dinamica testimoniale della madre invito a rivedere il di lei intervento ad Anno Zero. Ne emergono le caratteristiche e ciascuno può farsene un'idea.
In questo nuovo scenario mi ha colpito un argomento di Roberto Ciancimino: “quale padre con un figlio notaio e due figli avvocati ne affiderebbe la gestione a un figlio diplomato a stento con il minimo dei voti e che non si è certo distinto per particolare acume?”. E' dalla risposta a questa domanda che bisogna partire per capire.
Infine una nota ilare: Jone e qualcun altro si chiedono il perché Roberto Ciancimino stia offrendo queste sue rivelazioni soltanto ora. Dio mio... Questi commentatori dànno fiducia al "temporeggiatore" di professione Massimo e non accettano il ritardo di Roberto? La partita del "perché solo ora?" la vince Massimo cento a uno. Ma sulla bilancia di Jone & c. l'uno vale più dei cento. Inquietante.
Fatemi capire: Massimo fa mille dichiarazioni dal 2009 al 2011 contraddicendosi. Viene dimostrato che alcuni documenti (tutti ipoteticamente rilevanti) sono manipolati; è detenuto per aver trasportato candelotti di dinamite per l'Italia; viene intercettato mentre parlava con mafiosi calabresi...Perchè (quasi) nessuno si è posto il problema dell'attendibilità?
Ancora, Brusca: 5 gg dopo l'udienza di Roma (in cui si era contraddetto più volte) si ricorda che riina gli parlò del papello nel periodo in cui doveva essere ucciso un altro mafioso...quindi ricordandoo questo omicidio è riuscito a collocare il colloquio..peccato che aveva già parlato in passato di questo omicidio senza MAI parlare del papello..Anche qui, come mai (quasi) nessuno si è posto il problema sull'attendilità?
Infine vorrei ricordare tutti quelli che si sono svegliati una mattina ed hanno ricordato nitidamente tutto quel periodo...Come mai (quasi) nessuno si è posto il problema?
Sarebbe interessante sapere cosa passa nella mente dei pm Ingroia e Di Matteo in questo momento. Il loro testimone chiave si sta sciogliendo come un ghiacciolo d'estate. Non solo è un pataccaro, accusa che lo ha portato agli arresti per avere accusato ingiustamente il prefetto De Gennaro, ma ora è anche "il figlio scemo" con l'aggravante di essere - a detta del fratello che lo conosce bene - "un bugiardo patologico".
Per fortuna da sei mesi Ingroia ha messo Massimo Ciancimino in quarantena per evitargli di sparare altre invenzioni (leggasi c....te). Perchè, se dovesse crollargli anche l'impalcatura sulla trattativa, un magistrato serio quale lui è dovrebbe chiedere il trasferimento in altra sede per avere preso una grossa cantonata.
Massmo Ciancimino, dunque, è stato sconfessato dal suo stesso sangue. L'unico che potrebbe dargli credito è il padre. Per questo sarebbe cosa buona e giusta che in procura organizzassero una seduta spiritica alla ricerca di conferme sulle innumerevoli dichiarazioni de relato.
P.S.: ma chi paga il dano alle persone ingiustamente postte sotto inchiesta dai pm palermitani che, prima di agire, non hanno effettuato le opportune verifiche e cercato i relativi riscontri?
Metà verità e metà falsità!!!!!!!!!
il punto non è come mai Roberto ha messo tre anni a parlare (che vuol dire...che se Giovanni Sergio e Luciana parleranno tra 4 o 5 anni saranno ancora meno credibili?) ma invece è come mai i magistrati non hanno ritenuto di ascoltare le verità degli altri fratelli? quando Massimo ha cominciato a parlare di cose inverosimili (tra l'altro è famoso sin da bambino per spararle grosse) era ovvio farle confermare o almeno chiedere riscontro agli altri, evidentemente le verità di Ciancimino junior facevano comodo ad alcuni inquirenti. non c'è altra ragionevole spiegazione
e l altro fratello Giovanni da che parte sta?
ma massimo ciancimino, che firma un commento, anche se lo firma la moglie, non è ai domiciliari? congratulations!
tranquilli sarà un prossimo candidato al Parlamento. Indovinate in quale partito?
Una che li ha consciuti bene non può esimersi dal commentare:
Allora...prima di tutto è doveroso fare i complimenti a Roby.
E' l'unico dei fratelli che ha sempre mantenuto le distanze dagli altri.
Fece pure un concorso per magistrato e, se non avesse avuto il cognome che aveva, oggi magari potrebbe essere un procuratore aggiunto.
E' vero che parla oggi che gli hanno toccato il patrimonio, ma è pure vero che ha SEMPRE parlato di suo fratello come il "pallonaro".
Chiedete a chiunque abbia frequentato il circolo Lauria o il Country di Mondello; quando Massimo, tra i 18 ed i 28 anni, parlava delle sue nuove imprese o dei suoi affari milionari, Roberto interveniva sempre e diceva : "Massimo ! ma che minchiate dici?" e Massimo rispondeva a lui(Roberto) :"non ne capisci niente! sei il solito bacchettone fuori moda!" guarda qui io invece che "mi ho comprato" la macchina nuova!, la tua è tutta invidia!"
Chi ha conosciuto la famiglia Ciancimino ha assistito a centinaia di questi battibecchi tra il laureato bacchettone e l'ignorante mitomane gradasso pieno di soldi.
Ma nessuno, tra noi, credette mai che uno fosse meglio dell'altro, in fondo, si trattava sempre dei figli di un "presunto mafioso", e quindi non era facile capire chi
dei due dicesse il vero e chi no...
Massimo esibiva soldi, macchine, orologi, ville, donnette e raccontava STORIE FAVOLOSE
Roby studiava, voleva fare il magistrato, usava una polo ed un paio di jeans a stagione. Raramente lo si vedeva con una ragazza.
Roby o Massimo (al lauria lui preferiva farsi chiamare "Il NaNo") , Massimo o Roby...
E gli altri fratelli?
Si diceva che era furbi e si esponevano di meno.
Tuttavia si raccontava di patrimoni immensi tra l'italia e il canada.
Di Massimo si diceva che era un pò emargianto dai fratelli che lo ritenevano "superficiale" nel raccontare le "cose di famiglia" ai quattro venti.
Una volta, addirittura, subito dopo il primo arresto del padre, Massimo si presentò al circolo Lauria con una macchina nuova fiammante (una Range Rover ultimo tipo)(all'interno della quale suonava a tutto volume un pezzo di Sinatra), e parlando dell'arresto disse candidamente :
"tanto non sanno che papà ha un conto in svizzera dove ci sono 6 miliardi"
Ebbene il giorno dopo i magistrati erano già sulle tracce di quel conto ed i fratelli erano impazziti perchè proprio Massimo li aveva indirizzati lì.
Questi erano i Ciancimino. Chi dica la verità poco importa. hanno rovinato Palermo e la Sicilia intera. punto
PS PER CARLOTTA
Complimenti per il tuo avvocato...
Mi piace proprio! Fresco e bello.
Sano e pulito...
Freschezza, onestà e rigore morale.
E' Perfetto.
Un suggerimento, chiudi con il passato e porta con te tuo figlio, lontano da tutto questo.
Salvalo
Un amico
sebastiano: vatti a coricare
@nano
per questo "avvertimento" a carlotta ora su di te indagheranno la Dia, la Digos, la Cia, il Kgb (lo riaprono apposta), il signor Franco, l'Aise, l'Aisi, il Csm, la Forestale e anche gli uffici del catasto.
io mi dissocio, ad ogni buon conto
@mastro_pino_intantara: quando mi viene sonno.
@ermete
Minacciare? Indagine?
Ma figurati! se io sono nelle condizioni di minacciare qualcuno!
Non riesco nemmeno a minacciare il mio cane di non farlo uscire...
Dicevo solo a Carlotta di andare via con il suo nuovo compagno e portare con se suo figlio, lontano dalle polemiche e dai riflettori. Solo questo.
Altro che.
Ciao