Adesso è ufficiale. Da Caltanissetta è partita la richiesta per la revisione dei processi sulla strage di via D'Amelio. A firmarla il procuratore generale Roberto Scarpinato. Sono undici gli imputati dei dibattimenti “Borsellino” e “Borsellino-bis”. Sette hanno avuto l'ergastolo. L'istanza di revisione - trasmessa alla corte d'appello di Catania cui spetta l'ultima decisione - riguarda Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati al carcere a vita) e Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino (per loro pene fino a 9 anni).
Per i condannati detenuti il pg chiede la sospensione dell'esecuzione della pena; per Orofino, Tomaselli e Candura, che hanno già espiato la condanna, solo la revisione. La richiesta di rifare un nuovo processo si basa su una memoria di mille pagine in cui la Procura nissena, guidata da Sergio Lari, mette in discussione l'impianto processuale che si regge sulle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino. Fu lui ad autoaccusarsi di avere aver rubato la Fiat 126 che esplose nel '92 sotto l'abitazione della madre del magistrato. Una vicenda in cui si innesta quello che gli stessi inquirenti hanno definito “un colossale depistaggio”.
Sotto inchiesta ci sono Vincenzo Ricciardi, oggi questore di Bergamo, il dirigente della Criminalpol di Milano Salvatore La Barbera e quello della Mobile di Trieste Mario Bo. Il pool investigativo guidato da Arnaldo La Barbera, deceduto nel 2002, orchestrò il depistaggio? L'ipotesi è che su via D'Amelio si stata scritta una falsa verità che qualcuno avrebbe confezionato ad arte. Gli interrogativi sono ancora tanti, troppi. C'è un legame con un'altra inchiesta, quella sulla trattativa fra la mafia e lo Stato? Borsellino, venuto a conoscenza del patto scellerato fra mafiosi e pezzi delle Istituzioni, provò a mettersi di traverso e per questo fu condanato a morte? Di certo ci sono le dichiarazioni di due collaboratori: Fabio Tranchina e Gaspare Spatuzza. Da quest'ultimo è partita la demolizione dell'attendibilità di Scarantino. “Sono stato io - ha detto Spatuzza - a rubare la Fiat 126”.
Oggi è partita la richiesta di revisione. Chi è dentro per la strage meriterebbe di stare fuori. Qualcuno che è fuori, al contrario, dovrebbe trovarsi in galera. La richiesta di rifare i processi potrebbe essere seguita dall'emissione di nuove ordinanze di custodia cautelare.
Ultima modifica: 14 Ottobre 2011 ore 18:10
Revisione vuol dire che, in passato, la VERITA' è stata VIOLATA(participio passato).
Quindi c'è il rischio che, nel presente, la VERITA' sia VIOLANTE (participio presente).
Complimenti a tutti, investigatori, pubblici ministeri e giudici che hanno confezionato questa vergogna.
Ah scusate la mia ironia va indirizzata solo nei confronti degli investigatori, perchè i nostri pubblici ministeri e giudici sono bravi a prescindere e quindi non devono RISPONDERE MAI DI NULLA.
Con ossequio
La richiesta della revisione del processo chiesta dal procuratore generale Scarpinato è la naturale conseguenza di un ottimo lavoro svolto dalla pèrocura di Caltanissetta e, per essa, da dott. Sergio Lari.
C'è da domandarsi se questo errore giudiziario non poteva essere evitato se - in epoca non sospetta - molti potenti di Stato si fossero persuasi a fornire una leale collaborazione ai magistrati inquirenti.
Siamo certi che la procura di caltanissetta saprà andare a fondo perchè adesso bisgnoa capire chi e perché ha depistato le indagini, ha incolpato personaggi estranei alla strage di via D'Amelio e/o ha coperto i veri mandanti oltre chi autori materiali.
Andate avanti, non avendo riguardi per alcuno. Il vero giorno in cui si potranno davvero ricordare Giovanni falcone e Paolo Borsellino sarà quello in cui la cricca dei complici verrà definitivamente smascherata.
O tutto o niente
Capisco che il commento con cui davo più particolari sugli attuali detenuti le sia potuto sembrare superfluo e quindi l'abbia cassato, ma, mi creda, c'era qualcosa di molto interessante. Comunque, accipio.
...Si dice che sulla fornitura di dinamite il fabbricante sia lo stesso che ne ha REGALATO 21 candelotti a Ciancimino per fare credere che fosse OGGETTO (e non Soggetto) di minacce...
Complimenti vivissimi al pg Scarpinato ed al dottor Lari che, con coraggio, hanno messo in discussione sentenze passate in giudicato. Non sara' stato facile smentire le inchieste condotte da altri colleghi. Lo Stato ha bisogno di Uomini come questi, e non di vendicatori a tutti i costi. Un pensiero a coloro i quali da innocenti hanno trascorso tutti questi anni in carcere, senza alcuna prospettiva di essere creduti. Don Zingali, mio professore, diceva. Che DIO ci aiuti.