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in seguito alle rivelazioni di spatuzza

Processi di via D'Amelio
Il pg chiede la revisione


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paolo borsellino, processo, revisione, strage, via d'amelio, Cronaca, Palermo
Adesso è ufficiale. Da Caltanissetta è partita la richiesta per la revisione dei processi sulla strage di via D'Amelio. A firmarla il procuratore generale Roberto Scarpinato. Sono undici gli imputati dei dibattimenti “Borsellino” e “Borsellino-bis”. Sette hanno avuto l'ergastolo. L'istanza di revisione - trasmessa alla corte d'appello di Catania cui spetta l'ultima decisione - riguarda Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati al carcere a vita) e Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino (per loro pene fino a 9 anni).

Per i condannati detenuti il pg chiede la sospensione dell'esecuzione della pena; per Orofino, Tomaselli e Candura, che hanno già espiato la condanna, solo la revisione. La richiesta di rifare un nuovo processo si basa su una memoria di mille pagine in cui la Procura nissena, guidata da Sergio Lari, mette in discussione l'impianto processuale che si regge sulle dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino. Fu lui ad autoaccusarsi di avere aver rubato la Fiat 126 che esplose nel '92 sotto l'abitazione della madre del magistrato. Una vicenda in cui si innesta quello che gli stessi inquirenti hanno definito “un colossale depistaggio”.

Sotto inchiesta ci sono Vincenzo Ricciardi, oggi questore di Bergamo, il dirigente della Criminalpol di Milano Salvatore La Barbera e quello della Mobile di Trieste Mario Bo. Il pool investigativo guidato da Arnaldo La Barbera, deceduto nel 2002, orchestrò il depistaggio? L'ipotesi è che su via D'Amelio si stata scritta una falsa verità che qualcuno avrebbe confezionato ad arte. Gli interrogativi sono ancora tanti, troppi. C'è un legame con un'altra inchiesta, quella sulla trattativa fra la mafia e lo Stato? Borsellino, venuto a conoscenza del patto scellerato fra mafiosi e pezzi delle Istituzioni, provò a mettersi di traverso e per questo fu condanato a morte? Di certo ci sono le dichiarazioni di due collaboratori: Fabio Tranchina e Gaspare Spatuzza. Da quest'ultimo è partita la demolizione dell'attendibilità di Scarantino. “Sono stato io - ha detto Spatuzza - a rubare la Fiat 126”.

Oggi è partita la richiesta di revisione. Chi è dentro per la strage meriterebbe di stare fuori. Qualcuno che è fuori, al contrario, dovrebbe trovarsi in galera. La richiesta di rifare i processi potrebbe essere seguita dall'emissione di nuove ordinanze di custodia cautelare.