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Live Sicilia

"La trattativa c'è stata"

Martedì 18 Ottobre 2011 12:54

"Ci siamo sempre più convinti, perché ci sono risultanze che lo dicono, che la trattativa vi fu, e che andò avanti un passo alla volta". Lo ha detto Antonio Ingroia, sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, parlando della presunta trattativa tra Stato e Mafia risalente al 1992. Trattativa che, ha spiegato Ingroia a margine del Forum nazionale contro la Mafia in corso a Firenze, sarebbe andata avanti "raggiungendo dei piccoli accordi, concessioni reciproche, da una parte e dall'altra". Anche per questo, secondo il magistrato, continuare a indagare sugli eventuali mandanti esterni delle stragi del '92 e del '93 "non solo ha senso, io credo che sia nostro dovere: è un obiettivo. La cosiddetta seconda repubblica nacque all'indomani delle stragi e della trattativa. Fino a quando noi non avremo la verità piena sulle stragi, sui loro mandanti, sulla trattativa e sul suo esito, non avremo fatto chiarezza sull'origine della nostra repubblica: e credo che, da cittadini di una democrazia, se questa vuole essere matura e compiuta - ha concluso Ingroia - dobbiamo conquistare la verità".

La Procura di Palermo indaga per capire se i politici della lista nera di Cosa Nostra furono risparmiati dall'uccisione grazie a "un parziale esito" della trattativa tra Stato e Mafia. E' un'altra affermazione di Ingroia. "I politici vennero risparmiati - ha detto, a margine del Forum nazionale contro la Mafia in corso a Firenze - ed è oggetto della nostra indagine verificare se questo cambio di obiettivo strategico, perché poi si uccise Borsellino, si fecero le stragi nel '93, fu determinato anche da un parziale esito della prima trattativa''. Ingroia ha spiegato che "era già noto, e ora stiamo ricostruendo con pazienza un mosaico indiziario dal quale emerge che certamente, l'hanno dichiarato molti collaboratori di giustizia, ci sono molte fonti convergenti, che c'era una lista di uomini politici che Cosa Nostra voleva eliminare, o perché ritenuti in qualche modo avversari, o perché ritenuti in qualche modo ex amici, ex alleati, che non erano stati all'altezza degli impegni assunti con Cosa Nostra". A quel punto, ha detto il magistrato citando le dichiarazioni di Giovanni Brusca al processo Mori, "Brusca era stato incaricato da Riina di preparare l'attentato all'allora ministro Mannino", ma "poi Riina gli disse che non doveva farsi più, perché poi si fece la strage di via D'Amelio".

La sentenza di condanna all'ergastolo per Francesco Tagliavia rappresenta "una importante conferma dibattimentale" dell'attendibilità del pentito Gaspare Spatuzza, secondo Antonio Ingroia. Interpellato dai cronisti sulla possibilità che questo dato favorisca la riapertura di alcuni processi relativi al periodo '92-93, Ingroia ha risposto sottolineando che ''ogni Procura fa le proprie scelte, le proprie valutazioni", e che la sentenza di Tagliavia "é una sentenza che aiuta le indagini di tutte le Procure, non solo di Firenze, ma anche di Palermo e Caltanissetta, che stanno lavorando su quella delicata fase della nostra storia".

Non è mancato un riferimento alle intercettazioni. "Se dovesse passare il disegno di legge sulle intercettazioni così com'é, rischiamo di mettere una pietra tombale per sempre su quella verità. Un dato è certo senza intercettazioni non si sarebbero scoperte neanche le cose che sono state scoperte fino a oggi sulle stragi del '93, e tutto quello che è accaduto negli anni successivi. Noi saremmo orfani di quella verità non compiuta ma importante, conquistata ad oggi, e magari grazie alle intercettazioni si potranno conquistare altri pezzi di verità". Ingroia, che ha parlato a margine del Forum nazionale contro la Mafia in corso a Firenze, ha inoltre criticato l'ipotesi di prescrizione breve, che "in generale avrebbe conseguenze sulla credibilità della Giustizia. Sarebbe un altro colpo alla credibilità e all'autorevolezza della Giustizia in Italia: e ogni volta che si colpiscono l'efficienza e la credibilità della Giustizia, si finisce per rafforzare il potere delle 'giustizie alternative', come la pseudogiustizia mafiosa".

(Fonte ANSA)
Ultima modifica: 18 Ottobre 2011 ore 18:40

 

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Commenti

  • 2011-10-18 14:01:29

    La credibilita' e l'autorevolezza della giustizia viene distrutta giorno dopo giorno da personaggi come ingroia....il ddl intercettazioni non prevede alcuna restrizione per i reati di associazione mafiosa....pensi piuttosto al suo supertestimone, il sig. Ciancimino, e pensi anche a lavorare invece di partecipare a convegni, forum, interviste e manifestazioni politiche....non abbiamo bisogno di magistrati come ingroia che cercano gloria e visibilita' ma di uomini onesti e leali nello svolgimento del loro servizio pubblico quali furono Livatino, Falcone, Borsellino, Chinnici e come sono Ayala....e tutti quelli che non vanno sulla stampa ma aiutano il nostro paese ad essere migliore e sicuro....
    P.S.
    Chiedo alla redazione come mai non avete dato risalto alla lettera del fratello di ciancimino

  • 2011-10-18 15:26:17

    I magistrati palermitani, che fanno bene ad indagare sulla famigerata trattativa Stato/mafia su cui altri loro colleghi hanno sorvolato allontanando la verità, farebbero bene a frenare le interpretazioni giornalistiche le quali sembrano andare a briglia sciolta. Hanno il dovere di precisare per distinguere le posizioni di chi ha avallato l'accomodatamento con la peggiore feccia umana e chi vi si è opposto denunciando le intimidazioni di Cosa Nostra e la loro penetrazione nei palazzi della politica. Perchè, sia gli uni che gli altri, sono entrati nel mirio della cupolo mafiosa la quale ne aveva decretato l'eliminazione. Solo che bisogna distinguere chi doveva essere ammazzato perché era venuto meno ai patti sanciti per aggiustare la sentenza del maxiprocesso, da chi invece ne ha denucniato le infiltrazioni facendo saltare il banco del malaffare. Il procuatore Ingroia, tanto presente nei comizi ed assai loquace quando si è trattato di proteggere le propolazioni di Massimo Ciancimino,farebbe bene a frenare le parole in libertà. Per un senso di giustiizia e per dare il giusto merito ai politici perbene.

  • 2011-10-18 16:00:44

    Se non ci fossero persone come Lei sig. Mario, non ci sarebbe bisogno per i Magistrati di evidenziare le storture della politica, ne per i cittadini comuni di partecipare a manifestazioni e scioperi per reclamare diritti e condizioni di vita che ci stanno togliendo.
    Sig Rombodituono il discorso vale anche per lei sempre solerzio a commentare solo determinati articoli.

  • 2011-10-18 16:16:53

    E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago... che il pm Ingroia mi convinca della bontà di quanto va dichiarando in giro.

    Francamente non ci vedo nessuna novità sostanziale. Il canovaccio di recitazione è sempre lo stesso. L'unica differenza è il nome del cosiddetto pentito di turno. Infatti Massimo Ciancimino, a causa delle note vicende, è stato sostituito da altri figuri, con vari nomi, e tutti più o meno parlano "de relato".

    In tutto ciò non capisco perché non si tenti di rispondere alla PRIMA delle domande: chi, perché e perché in quel modo volle la morte di Falcone.

    Rispondendo a questa, si avrebbe forse una ricostruzione rapida e veritiera di ciò che è accaduto.

  • 2011-10-18 16:50:22

    @io
    Non capisco come si possa attaccare la gente che dice cose reali....i mAGISTRATI INFATTI NON DEVONO EVIDENZIARE LE STORTURE DELLA POLITICA MA APPLICARE LA LEGGE E NON FARE COMMENTI SU TUTTO, IL SUO EROE INGROIA HA TROVATO IL TEMPO PER ANDARE ANCHE DA MARZULLO A PARLARE DI CINEMA MAGARI LO VEDREMO ANCHE DA PIERO ANGELA DOVE CI SVELERA' I SEGRETI SULLA NASCITA DEL MONDO, POI MI SPIEGHERA' CHI NEGA LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI COMUNI A MANIFESTAZIONI E SCIOPERI, MA MI FACCIA IL PIACERE

  • 2011-10-18 17:51:30

    Trattativa ci fu, lo chieda il prode Ingroia al suo "amico di cordata" Scalfaro.

  • 2011-10-18 17:58:19

    @ Ipazia,
    che fa si distrae? Che c'entra Falcone? Non è più all'ordine del giorno. E' stata soltanto la mafia. La bizzarra mafia che alla più facile scelta di un agguato a Roma, dove il giudice passeggiava senza scorta, con armi leggere, ha preferito la molto più complicata via dell'esplosione "ad effetto".
    A proposito dei figuri di cui parla, Ipazia, stanno, dopo averlo denigrato, rivalutando la figura di Elio Ciolini. Che spettacolo!
    Povera Patria

  • 2011-10-18 19:02:04

    Dott. Ingroia,
    cc'havi raggiuni Lei. L'assassi iri tutti sti mali lingui. Certu, Lei l'havi a capiri ca un semu illuminati comu a Vossia, però, si voli parrari ri trattativa seriamenti ci rugnu a possibilità ri vidiri u me casu giudiziariu.
    Nel mio caso non c'è trattativa ma un trattamento di inquisizione con l'ausilio di leggi infami e di repressione razziale. Certo, non le darà risonanza mediatica ma forse la illuminerà sui danni sociali che queste leggi speciali provocano nei soggetti caduti nella rete di un pescato con il metodo dello strascino.

    Non vada a Firenze per spiegare le sue tesi scientifiche sulla mafia a gente che non sanno e non immagginano nemmeno di cosa sta parlando (é come spiegare la tabellina ad un neonato ed essere soddisfatti perché lui ti ride).


    PS
    Paolo Faraone

    p.faraone@live.it
    (sugnu sempri io)

  • 2011-10-18 19:22:26

    "Se non ci fossero persone come Lei sig. Mario, non ci sarebbe bisogno per i Magistrati di evidenziare le storture della politica, ne per i cittadini comuni di partecipare a manifestazioni e scioperi per reclamare diritti e condizioni di vita che ci stanno togliendo.
    Sig Rombodituono il discorso vale anche per lei sempre solerzio a commentare solo determinati articoli."

    Io,
    fammi un favore prendimi tu un appuntamento con il tuo Eroe e poi parli di storture e diritti da reclamare.

    Gente come te parla e si sente di saper discutere di come si possono curare certe malattie senza aver mai visto un'ammalato e le sue sofferenze, ma, la cosa più abberrante e che non volete nemmeno sapere che molti malati vengono dichiarati tali e ricoverati coattivamente solo perché passavano nei paraggi dell'ospedale. Tanto è fisiologico e comunque i posti letto devono riempirsi per mantenere il sistema.


    PS

    sono sempre io

  • 2011-10-18 19:35:14

    ancora non sanno che pesci pigliare perchè questi magistrati se la fidano solo ad ascoltare delle intercettazioni telefoniche (ed a quel tempo non si mettevano sotto controllo i telefoni di parlamentari, ministri, capo del governo ecc.ecc.). Altri metodi di indagine figurarsi.
    E quindi veniamo al punto dott. ingroia: trattativa ci fu. Con comodo, dico con comodo magari cominci a passare oltre le supposizioni e a fare qualche nome dei personaggi coinvolti.
    Ma in considerazione che l'età dei personaggi in ballo c'è, ed anche io ho una certa età, la preghiamo di darsi una mossa e giustificare lo stipendio suo e di tutti i suoi superconsulenti.

  • 2011-10-18 20:03:00

    Per Allanzatu da Chianti
    la sua ironia, pur se amara, mi ha fatto sorridere. Poi ho letto di Elio Ciolini e mi sono rammaricata della mia mite reazione. Non c'è proprio nulla di cui sorridere. Confesso che non lo sapevo. Dove ha letto la notizia? Saluti seri.

  • 2011-10-18 20:49:50

    COMPLIMENTI... UN ANTONIO INGROIA VALE BENE UNA CENSURA A GIOACCHINO BASILE.
    VERGOGNATEVI!!!!

  • 2011-10-18 21:02:17

    @ Ipazia,
    le riporto un passaggio dell'articolo di Repubblica di oggi a firma Bolzoni Viviano.
    ...Quello di Parisi non è un "avviso" di routine. Ed è subito evidente. Passano altri quattro giorni e il ministro dell'Interno Vincenzo Scotti riferisce di "un piano destabilizzante" in un'audizione alla commissione Affari Costituzionali del Senato. Ma tutti danno addosso a Scotti. Non gli credono. C'è anche una misteriosa fuga di notizie sul telegramma di Parisi e salta fuori il nome di una delle "fonti confidenziali" che segnala gli attentati: è un detenuto, tale Elio Ciolini, con un passato di depistatore e calunniatore. Ciolini in quel momento è nel carcere di Sollicciano, dove sconta una pena a nove anni per false rivelazioni sulla strage alla stazione di Bologna. Tutti dicono che è un bluff. Tutti tranne il ministro Scotti e il capo della polizia Parisi che nel suo dispaccio scrive di "fondati indizi sull'esistenza di un progetto di destabilizzazione del sistema democratico del nostro Paese". Probabilmente Parisi, oltre a Ciolini, ha altre "fonti". Ma il suo allarme cade incredibilmente nel vuoto.
    ...
    Saluti seri

  • 2011-10-18 21:46:54

    Lei fa delle affermazioni offensive e pesanti, non suffragate da nulla che non siano le sue personali convinzioni. Se non è in grado di esprimersi con moderazione, è lei che si censura da solo. Saluti.

  • 2011-10-18 21:59:04

    Ripropongo il post che vi deve essere sfuggito, grazie.

    Cerco di spiegare meglio la storia Ciolini.
    Il giudice Leonardo Grassi il 6 marzo del 1992 riceve una lettera del Ciolini in cui c’è scritto: “nel periodo marzo-luglio di quest’anno avverranno fatti intesi a destibilizzare l’ordine pubblico come esplosioni dinamitarde…sequestro ed eventuale omicidio di esponenete politico Psi, Pci, Dc sequestro ed eventuale omicidio del futuro Presidente della Repubblica…”
    Ciolini continua raccontando di un piano eversivo messo a punto nella ex-Jugoslavia nel settembre del 91. Grassi, visti i precedenti di Ciolini, chiude la lettera in un cassetto. Ma il 12 marzo del 1992 viene ucciso Salvo Lima e Grassi capisce che Ciolini qualcosa deve saperla. Il giudice scrive a Scotti (allora ministro dell’interno) che a sua volta allerta, tramite Parisi, prefetture questure etc.
    Tutti questi fatti sono noti da decenni e raccontati, per esempio, in un libro di Torrealta.
    Saluti serissimi e allanzati

  • 2011-10-18 23:45:56

    Che la trattativa c'è stata è poco ma sicuro ormai.

    Mi rendo ben conto da cittadina che avere tutta la verità sarà molto difficile, ma io non mi accontenterò di mezze verità.

    E' importante capire perché i progetti di attentati contro i politici si fermarono, perché si cambiò strategia, perché si anticipò l'assassinio del giudice Borsellino, perché poi si diede il via alle stragi sul Continente.
    E' importante indagare seriamente sui mandanti occulti, sul ruolo degli apparati e dei servizi. So che la Procura di Palermo lo sta facendo pur tra mille ostacoli.

    A me non sta bene per esempio quando sento parlare di strage di via D'Amelio voluta da Riina per dare nuovo impulso alla trattativa o perché Borsellino si era messo di traverso, era di ostacolo alla trattativa. Non mi basta.

    A me interessa sapere chi era dietro a Riina, chi gli ha suggerito una strategia politica che non poteva certo essere farina del suo sacco né faceva parte del modo di agire storico di Cosa Nostra. Quindi chi suggerì la strategia decisa nella riunione della commissione nel '91 e chi poi ordinò a Riina di anticipare l'omicidio di Borsellino e non dare più esecuzione a quello di Mannino. Chi "riempiva la testa di minchiate" a Riina, secondo l'espressione di don Vito. A chi si riferiva Riina con la frase detta a Messina Denaro "i massoni vosiru ca si fici chistu". Questo voglio sapere.

    Perché non furono stragi di sola mafia ma stragi di Stato.

    C'è molto oltre da indagare sul prima, durante e dopo la trattativa nelle sue varie fasi. Ci sono gli esponenti delle istituzioni e i politici che hanno trattato con la mafia. Ma ci sono anche i mandanti occulti dietro la mafia da scoprire. quelli che muovevano le fila di tutto. Altrimenti avremo sempre e solo una mezza, parziale verità. Ma non avremo verità per salvare la democrazia e giustizia per i nostri morti.

  • 2011-10-18 23:49:23

    per Allanzatu da Chianti

    Grazie.Seriamente.

  • 2011-10-19 08:35:35

    "Che la trattativa c’è stata è poco ma sicuro ormai." Scrive Jone.

    Ed io voglio partire da qui. Intanto mettiamoci d'accordo sui termini: dicesi "trattativa" quel tentativo fatto da alcuni uomini delle Istituzioni presso mafiosi di calibro novanta, al fine di far cessare le stragi nel nostro Paese. A prescindere dal giudizio etico che si vuole dare su tale attività, chiedo: ma perché oggi fior di Procure si affannano su questa "trattativa" (tutto sommato benefica) e trascurano di indagare sul patto scellerato che portò i mafiosi a "fare" le stragi? E chi volle quelle stragi, oggi che fa? continua a depistare come fece allora, con i vari Scarantino e i vari pentiti che sulla via di Damasco ritrovavano memoria e ricordavano anche ciò che non sapevano? Quando si dice i miracoli!

  • 2011-10-19 13:16:59

    A chi si lamenta dei tempi occorre precisare che per ingroia questa è l'inchiesta della "vita lavorativa", nel senso che di quì alla pensione ce ne avrà da atturrare sulla "trattativa che c'è stata".
    Attenzione occorreva questa sua precisazione per noi che siamo nel web; se invece la nostra fonte di informazione fossero stati i cani randagi che circolano per strada, ce l'avrebbero data per sicura una quindicina di anni fà.
    Il problema che i nomi che ci sono in gioco sono ben altisonanti e mi pare ingiusto, oltre che inutile, menzionare quì solo quei due ormai passati a miglior vita.
    Sapeva niente il capo del governo o il capo dello stato o il ministro dell'interno o il ministro della giustizia di quegli anni?
    Spirugliati ingroia, lo capisci il siciliano?

  • 2011-10-19 19:10:05

    Da ieri pomeriggio cerco di postare un duro commento duro nei confronti dei "teoremi infruttuosi" (sic.) di Antonio Ingroia, ma non ho avuto molta fortuna perchè la redazione ritiene che faccio affermazioni offensive e pesanti, non suffragate da nulla che non siano le sue personali convinzioni.
    Per questo, SPERANDO NELLA CORTESE OSPITALITA DELLA REDAZIONE, propongo ai lettori il mio link facebook, dove potranno leggere di quelle mie affermazioni.
    http://www.facebook.com/pages/Gioacchino-Basile-sindaco-di-Palermo/221509287909464
    Saluti

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