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Vendeva esami in cambio di viaggi, condannato un professore


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Vendeva l'ammissione agli esami di Stato, per la maturità, in cambio di pacchetti-vacanze per sé e per i suoi familiari. Per questo un professore di un istituto tecnico di Palermo, Rosario C., è stato condannato dalla Cassazione ad un anno di reclusione per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, riferiti all'anno scolastico 2003-2004. Senza successo il docente, presidente della commissione per gli esami di Stato presso l'Itc 'Vittoria' di Palermo, ha contestato il verdetto emesso a suo carico dalla corte d'appello di Palermo il 9 febbraio 2010, chiedendo di essere assolto com'era avvenuto in primo grado. Il tribunale, infatti, aveva ritenuto che il soggiorno di una settimana pagato per il prof, la moglie e i figli, presso un hotel di Monastir, in Tunisia, comprensivo di viaggio aereo, non potesse essere equiparato ad un "compenso" (il valore del pacchetto era di circa due mila euro). Invece, ad avviso dei supremi giudici (sentenza 36251) non c'é dubbio che quelle vacanze omaggio sono da considerarsi come un "corrispettivo" per aver chiuso un occhio sui requisiti di ammissione di tre candidati privatisti che volevano ottenere la maturità senza aprire un libro. Così il ricorso del prof è stato dichiarato "inammissibile", con tanto di condanna a pagare anche mille euro per le spese di giustizia in Cassazione. Il docente era accusato di aver partecipato "ad una associazione criminale, attiva soprattutto sul territorio siciliano, ma con diramazioni anche nel Nord Italia, finalizzata alla commissione di svariati delitti di falso, truffa e corruzione. In pratica, i gestori di alcuni istituti privati si rivolgevano a membri interni 'compiacenti' per far superare senza sforzo gli esami agli studenti privatisti. Rosario C. è stato giudicato con rito abbreviato e la sua posizione è stata stralciata da quella del resto dell'organizzazione.