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Agrigento

Mafia, quattro arresti


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, Agrigento, Cronaca
 I carabinieri del reparto operativo stanno eseguendo, fra Realmonte e Porto Empedocle, nell'Agrigentino, quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip del tribunale di Palermo, Fernando Sestio, e richieste del sostituto procuratore della Dda Rita Fulantelli. Le misure riguardano presunti mafiosi dediti all'estorsione. L'operazione, in codice, è stata denominata 'Dna', perché‚ gli arrestati sono direttamente o indirettamente imparentati fra di loro e con alcuni importanti boss di cosa nostra agrigentina.

Gli arrestati
Sono persone ritenute vicine all'ex capomafia agrigentino Gerlandino Messina. Si tratta di Filippo Focoso, 41 anni, di Realmonte, fratello di Joseph Focoso, boss mafioso catturato nel 2005, e di Domenico Seddio, 38 anni, di Agrigento, residente a Porto Empedocle; Francesco Luparello, 37 anni, di Realmonte; Salvatore Romeo, 52 anni, di Porto Empedocle.

Un contributo importante all'inchiesta antimafia denominata "Dna" è stato dato anche dagli imprenditori vittime di estorsione. Il titolare di una struttura ricettiva dell'Agrigentino, non di un ristorante di Realmonte come scritto in precedenza, ha riferito ai carabinieri del reparto operativo: "Ricordo che quando ho assunto la moglie di Francesco Luparello, nonché cugina di Focoso, non avevo bisogno di personale. La donna inoltre non aveva i requisiti richiesti per ricoprire la figura professionale per la quale è stata presa". Secondo i carabinieri del reparto operativo di Agrigento, l'imprenditore si sarebbe trovato "in una condizione di assoggettamento" sapendo che Luparello e Focoso facevano parte dell'ambiente mafioso. L'imprenditore ha, inoltre, raccontato che "per motivi di lavoro, in più occasioni, aveva avuto a che fare con la famiglia Focoso come anche con la famiglia di Gerlandino Messina di Porto Empedocle e d'aver sempre avuto nei loro riguardi un trattamento di favore praticandogli sconti consistenti, riuscendo a malapena a rientrare nelle spese di gestione".