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La polemica

Per una Madonnina in più


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(R.P.) Per onorare il culto formale di un quadro, si dissipa la qualità del cristianesimo, il suo messaggio più vivido e vero. Per difendere un simulacro della Madonna, si buttano già la dolcezza, la pazienza e la tolleranza iscritte nel sorriso della Madre di ogni pace e di ogni vicinanza. Una preside avventata toglie un'immaginetta della Vergine per un ossequio verso la richiesta incauta e motivata di una persona di religione diversa. E si salpa per le Crociate.
Avremmo letto meglio, certamente, la morale della favola di una convivenza tranquilla. Simboli diversi nello stesso spazio. Libertà di culto fisicamente accessibili a tutti. C'è stato un eccesso di puntigliosità? Sì.

Nulla in confronto all'ira sacra di alcuni saraceni cattolici. Che si riparano dietro la materia, perché non credono davvero nelle cose dello spirito. Niente al cospetto dell'ateismo involontario della difficoltà di concepire Dio degli stranieri che non sanno scolpirsi una chiesa nel cuore. La lode all'inviolato riverbera negli sguardi delle sue creature di terra, cielo e mare. La preghiera è il canto di ogni giorno per il fedele. Invece noi abbiamo bisogno di segnare confini, di scacciare l'infedele dal tempio. Abbiamo bisogno di simboli e totem, in assenza dei quali non sappiamo più riconoscere il volto della nostra missione.

Da questa mordace polemica contro un banalissimo e veniale eccesso - che lo moltiplica a sua volta in un gioco di specchi deformanti - ne esce peggio l'uomo pio che grida il suo vade retro "perché loro ti tagliano a pezzi se sei cattolico". Vero. Però abbiamo sempre affermato la nostra superiorità in nome di supremi valori di civiltà e tolleranza. E'proprio  il peso della differenza che è stata appoggiata sullo scaffale del diritto, come alibi delle crociate moderne contro i turchi. E vedi un po' cosa si arriva a mettere in discussione - (s)ragionando in termini di quantità e non di visione - per una Madonnina in più.