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Live Sicilia

Cuffaro, che confusione...

Venerdì 28 Ottobre 2011 07:53

(R.P.) Estremismi siciliani. C'è chi pensa che Totò Cuffaro debba stare in galera a prescindere. C'è chi scambia un ricorso per una riabilitazione. I primi hanno appreso con sgomento della nota mossa dello studio romano. Criticano Cuffaro per quello che è. Lo attaccano per la sua identità di  politico clientelare. Ma mettono il piede in fallo quando invocano il carcere e le condanne non come frutto di un percorso processuale. Come incarnazione di un precetto morale. Si può sintetizzare: anche se Cuffaro non avesse commesso i fatti per cui è stato condannato, sarebbe opportuno gettare la chiave lo stesso. Perché? Perché si chiama Cuffaro. Si dimentica che, teoricamente, la legge punisce comportamenti illeciti. Non sanziona profili etici.

Comportamenti illeciti - e veniamo al secondo schieramento -  che sono stati sanciti a lettere di fuoco dopo tre gradi di giudizio. Se ci sarà un percorso oggettivo in grado di porre in discussione prove e circostanze, lo vedremo. Al momento non c'è. Ci sono le ipotesi (rispettabilissime) di un avvocato e di un condannato che stanno combattendo la loro battaglia. Dall'altro lato, c'è una sentenza definitiva. Un po' poco per gridare già allo scandalo. Un consiglio agli appassionati di storie giudiziarie. Ci sono mille casi di dubbia giustizia. Riguardano gli anonimi vinti delle prigioni, vessati da carcerazioni preventive, sentenze frettolose e avvocati ignavi. Non potreste appassionarvi anche dell'esistenza di costoro, per quanto coperti dal buio? Sarebbe un passo in avanti.
Ultima modifica: 28 Ottobre 2011 ore 08:45

 

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Commenti

  • 2011-10-28 12:21:46

    Caro Puglisi il problema è che il teorema e noi faremo di tutto per dimostrarlo, è che per la prima volta in Italia, con l'iniziativa giudiziaria " talpe in Procura ", si è sovvertito il responso del voto popolare che nel 2008, pur in presenza dell'azione giudiziaria sopradetta, ha scelto per la seconda volta a grande maggioranza Totò Cuffaro quale governatore della Sicilia.
    La cosa più grave comunque rimane il danno personale che hanno subito Cuffaro, Miceli, i loro affetti familiari e tantissimi amici fraterni.
    L' Italia culla del diritto può consentirsi questo? Si può sovvertire il corso della storia politica di una intera regione senza avere le prove, al di la di ogni ragionevole dubbio, della colpevolezza del personaggio politico più votato della Sicilia? Credo che il tema della questione sia questo e di ciò tutti dovremmo essere preoccupati, al di la degli schiramenti politici, delle simpatie personali, della condivisione politica e dei preconcetti morali.
    Fintanto che non sapremo essere sempre democratici, garantisti e rispettosi del pensiero altrui,a prescindere del vantaggio che possiamo conseguire dalla condanna di un avversario politico, la nostra ancor giovane democrazia sarà a rischio e potrà soccombere ad ogni tipo di dittatura.

  • 2011-10-28 12:25:35

    Articolo impeccabile.

  • 2011-10-28 13:09:25

    Caro Puglisi,
    nella parte finale del suo articolo c'è l'umanità di una persona che avendo l'arte della penna come professione si indigna dei tanti casi di malagiustizia, e, giustamente, anzi correttamente, nella mala giustizia, tira in ballo anche l'ignavia degli avvocati.
    Le chiedo, perché io non so darmi una risposta:
    come si può ripristinare una coscienza civile e democratica in una società che ha atteggiamenti che rispecchiano l'animo del Medioevo dove ci si beava e si festeggiava dei linciaggi nelle pubbliche piazze senza che ci fosse la consapevolezza della colpa? Perché è questo che si fà quando condanniamo una persona al linciaggio mediatico quando si è in presenza di un avviso di garanizia o peggio ancora anche con un'indiscrezione giornalistica.

    Purtroppo, nella società di oggi, hainoi, tutto ciò è diventato un mezzo lecito e fisiologico per la disputa e la contrapposizione politica, ma, invece, haimè, non si tiene conto che è diventata una prassi per regolare, come nel Medioevo, l'attività giudiziaria della nostra società in forma inquisitoria con i suoi "Tribunali delle misure di Prevenzione".

    PS
    Dopo tre anni è mezzo di provvedimenti d'inquisizione "preventiva", il 19 Ottobre ho avuto l'inizio del mio Processo con l'assegnazione del mio Giudice per stabilire le tappe per la celebrazione del mio processo (iter giudiziario). Ebbene, il Giudice ha chiesto al PM se aveva pentiti in carico da ascoltare per avviare le procedure di videoconferenza e se c'erano indagini bancarie a mio carico. Il PM ha detto di no e che aveva solo testimoni delle Forze dell'Ordine (quelli che mi pedinavano), intercettazioni telefoniche e intercettazioni ambientali fatti in carcere con carcerati che nemmeno mi conoscono ma che a suo avviso sono interessanti (ho letto le intercettazioni e se la mia condizione non fosse tragica ci riderei pure). Premetto che sono accusato di essere uno che riclava soldi della mafia e sono rimasto allibito nel vedere la faccia del Giudice quando si è sentito rispondere che non c'erano indagini bancarie sul mio conto infatti ho chiesto al mio avvocato come fosse possibile una cosa del genere e del perché lui non ne avesse fatto richiesta visto che io gli ho fornito tutti i documenti bancari in mio possesso. Lui mi rispose che aveva consegnato tutto nella corposa memoria difensiva e che diventavano oggetto processuale, infatti, aggiunse:"la faccia del Giudice l'hai vista?".

    Mi chiedo:
    Come può un PM imputare una persona di riciclaggio di soldi della mafia senza fare un'indagine bancaria? Non è come imputare una persona di omicidio e non fare esami balistici sulla pistola: che ne sò, verificare le impronte digitali o vedere se quell'arma almeno abbia sparato?.

    Certo, prima o poi sarò assolto ma in che mondo viviamo se la "Giustizia" è solo quella "preventiva"?


    Paolo Faraone

  • 2011-10-28 13:18:24

    Gentile Paolo Faraone, da tempo lei è un componente assiduo e intelligente della comunità di Livesicilia. Noi ospitiamo le sue ragioni, senza giudicare - per mancanza di controparte - le vicende che lei ci racconta. Pensiamo che lei abbia il sacrosanto diritto di esprimerle. Personalmente, a prescindere dal suo caso, ritengo che il sistema giustizia in Italia sia una macchina con molte responsabilità. E da cronisti raccontiamo lo scempio delle carceri. Ma - come lei sa - se il nome non fa gola, restiamo una minoranza. Affettuosi saluti.

  • 2011-10-28 14:18:39

    Ho da sempre ammirato la vostra sensibilità per i "nuddu mmiscati cu nnianti", questo vi fa Onore. Comprendo e reputo onesta la sua risposta. Tuttavia vi ringrazio della possibilità che mi date quando denuncio la mia infame condizione giudiziaria quando fate articoli sul Dott. Ingroia o simili idoli dell'antimafia, infatti, il mio scopo, è di provocarli proprio perché li sfido in un confronto/contraddittorio appunto per far emergere che la mia è solo la punta dell'icemberg di questo sistema creato dai mestieranti dell'antimafia (parte della magistratura e politici). Sono cosciente di abbaiare alla luna, purtroppo, ma cerco di allenare e mantenere vivo il mio innato spirito combattivo, per dopo.

  • 2011-10-28 16:11:25

    Condivido in pieno i contenuti dell'articolo. Aggiungo che fin tanto che la magistratura sarà in grado di decidere, in maniera diretta o indiretta, le sorti politiche del Governo del Paese o delle varie amministrazioni democraticamente elette, saremo una democrazia a scartamento ridotto. Una democrazia che vive sotto la tutela di persone cui non sappiamo nulla se non che hanno vinto un pubblico concorso di uditori giudiziari. Ma vi pare possibile?
    Ciò che ha fatto la Corte Costituzionale con il lodo Alfano, dal mio punto di vista, è esiziale per il funzionamento stesso delle istituzioni democratiche, la sua abrogazione parziale doveva essere evitata ed, anzi, bisognava estenderlo a tutte le alte cariche politiche della Nazione, compresi i presidenti di regione.
    In Italia dobbiamo ancora decidere se a comandare debbono essere i giudici o gli eletti.

  • 2011-10-28 17:19:58

    Dalla lettura degli altri commenti sulla notizia, mi parrebbe che non ci sono solo estremismi. C'è anche chi pensa che tra una condanna morale o politica ed una penale ce ne corra. E che se per una ragioni rispettabilissime Cuffaro lotti per la sua innocenza non vi sia nulla di male. E' più che legittimo.
    Personalmente penso che se dovesse avere ragione e trovare chi gliela riconosca (cosa ben più difficile e che ritengo improbabile per tanti motivi) sarò lieto che questo avvenga. Anzi è il mio augurio.
    Ho sempre dato atto a Live, in particolare a Roberto Puglisi, dell'encomiabile impegno sul problema della carcerazione preventiva e lo ribadisco. Spesso al proposito mi viene in mente il film "detenuto in attesa di giudizio" di Alberto Sordi, e mi pare che da allora (1971) è cambiato poco. Io lo farei vedere nelle scuole.
    Condivido l'esortazione ad appassionarsi agli altri casi di dubbia giustizia rivolto. E mi piacerebbe che se ne leggesse di più sui giornali.

    Ma, caro Puglisi, in generale quanto spazio il nostro giornalismo da all'accusa e quanta alla difesa?
    Come fanno i lettori ad appassionarsi se sui giornali (a parte LIVE) le accuse dei magistrati e gli arresti prevalgono massicciamente sulle notizie dei proscioglimenti?
    Sbaglio?

  • 2011-10-28 19:07:48

    ha rappresentato un sistema,un modus operandi, chiaramente c'è chi lo rimpiange, e chi ne fa volentieri a meno.
    detto ciò non bisogna entrare nel merito delle sentenze passate in giudicato, altrimenti finiremmo per diventare tutti esperti giuristi. Ora in italia già ci sono 50 milioni di commissari tecnici, che farebbero giocare a tizio piuttosto che a caio, non si sente proprio la neessità di avere 50 milioni di giudici e p.m.
    che ognuno faccia quello che sà fare!
    ..e abbia fede nella giustizia!

  • 2011-10-28 19:35:02

    "detto ciò non bisogna entrare nel merito delle sentenze passate in giudicato, altrimenti finiremmo per diventare tutti esperti giuristi. Ora in italia già ci sono 50 milioni di commissari tecnici, che farebbero giocare a tizio piuttosto che a caio, non si sente proprio la neessità di avere 50 milioni di giudici e p.m.
    che ognuno faccia quello che sà fare!
    ..e abbia fede nella giustizia!"

    Gabbasiserotte,

    Ma di che parli?? Avere fede?? E che sono Santi o discepoli eletti da Dio!!
    Al massimo puoi dire che DOBBIAMO rispettare la giustizia come fondamento della nostra democrazia, ma, per quello che è, dovremmo augurarci che ci fossero 50 milioni di commissari tecnici come nel calcio.

  • 2011-10-29 14:51:00

    Lo scandalo è che cuffaro è in carcere giustamente condannato mentre molti sono fuori. Si dovrebbe in qualche modo di processare anche quelli. Questo per non fare differenze. Se il governatore lombardo è da processare che si processi. Non serve a nessuno lasciare dubbi sull'onestà delle persone a capo della Regione Sicilia. Ancora di più non serve che cuffaro esca di prigione perchè i suoi avversari politici non subiscono il giusto processo. Quindi Cuffaro in carcere e la magistratura che continui a lavorare con buona pace di chi non crede ad una società migliore di quella che Cuffaro e compagnia ci hanno lasciato.

  • 2011-10-29 15:22:51

    amico64,

    anche se non condivido l'esasperazione delle manette devo dire che il tuo ragionamento è giusto, logico è coerente. Il tuo grido di giustizia per tutti altrimenti non è giustizia è degno di rispetto. Tuttavia, questo è il grido anche di chi non condivide questa condanna, infatti, pur rispettandola, si chiede: perché lui si e gli altri no? e si cade, giustamente, nel ritenere ingiusta anche la sua condanna!!

    PS
    Non ho capito come si possa fare per indurre la Magistratura a processare anche gli altri per buona pace nostra, Lombardo per esempio.

  • 2011-10-29 17:08:48

    a/prescindere il diritto alla difesa vale per tutti,anche per i condannati.....se no' tutti quei discorsi sui diritti umani ed altri pensieri carini che voi colpevolisti a prescindere fate .....non valgono a nulla.....

  • 2011-10-29 19:03:19

    oltre tutte le discussioni più o meno appassionate, partigiane e non avete pensato ch e queste due persone hanno subito uno l'interdizione da ogni ufficio pubblico e l'altro l'espulsione dall'ordine? cosa faranno dopo aver scontato la pena(giusta o sbagliata che sia)? che lavoro faranno? ma il carcere è o non è per la riabilitazione? e se tutto fosse stravolto dalla corte europea? i giudici che hanno sbagliato saranno interdetti a loro volta perchè non in grado di svolgere in modo ottimale il loro lavoro?

  • 2011-11-13 09:40:00

    purtroppo...con il sistema giudiziario italiano "Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia."

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