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Agnese Borsellino

"Mi vergogno di essere
una cittadina italiana"

Martedì 01 Novembre 2011 - 11:22
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"Via D'Amelio mi ha distrutto la vita. E' una brutta pagina della storia del nostro Paese. Mi chiamò l'ex presidente Cossiga un mese prima di morire, in quella telefonata mi disse: 'la storia di via D'Amelio è da colpo di Stato'". In un'intervista esclusiva a Left, in edicola venerdi' 4 novembre insieme a L'Unità, Agnese Borsellino, vedova del giudice ucciso da un'autobomba il 19 luglio 1992 a Palermo, parla per la prima volta della tragedia che ha sconvolto la sua esistenza e quella dei figli Manfredi, Fiammetta e Lucia. Come è accaduto che a quasi 20 anni le ombre sull'attentato non siano ancora dissolte, con i presunti responsabili della strage che sono usciti dal carcere? "Perché sono venduti e comprati tutti. Quando succedono queste cose sono coinvolti tutti. C'è il segreto di Stato, cose atipiche per cui trovare la verità non è facile", spiega la vedova Borsellino.

"Via D'Amelio non solo ha distrutto l'immagine dell'Italia. Ha distrutto la mia vita e io sono tra la vita e la morte. Questo è bene che sappiano le persone. Perché non sono una vedova come le altre, che si sono ricostruite bene o male una vita. Io ci soffro da venti anni e in silenzio. Io e tutta la mia famiglia". "Che parole vuole che ci siano? - conclude Agnese Borsellino -. Piango, anche se di lacrime ne ho versate tante. Mi vergogno di essere cittadina italiana. Spero che queste notizie facciano il giro del mondo".
Ultima modifica: 02 Novembre 2011 ore 18:47



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