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Live Sicilia

Adesso resta soltanto lui

Mercoledì 07 Dicembre 2011 17:29

Ora ne resta solo uno: Matteo Messina Denaro. Con l'arresto del capo dei Casalesi Michele Zagaria, che segue di appena un mese quello del capo della cosca di San Luca Sebastiano Pelle, il capo di Cosa Nostra è l'ultimo grande boss ancora libero. Nell'elenco dei 'latitanti di massima pericolosita' del Viminale, tolto Zagaria, restano dieci nomi: ma è indubbio che il personaggio più importante sia Messina Denaro, l'uomo che il prossimo 26 aprile compirà 50 anni, nato a Castelvetrano in provincia di Trapani, sposato e amante della bella vita. Attorno a lui, ormai da tempo, gli investigatori hanno fatto terra bruciata ma, nonostante ciò, non sono ancora riusciti a stanarlo; convinti che, come tutti i grandi boss, si nasconda nel suo territorio, protetto da quell'omertà che gli ha consentito una latitanza che dura ormai da 18 anni. Proprietario di un impero di milioni accumulati con droga, estorsioni e controllo degli appalti, Matteo Messina Denaro è soprannominato Diabolik, dalla passione per il personaggio del celebre fumetto di cui, si dice, volesse copiare le mitragliatrici sul cofano dell'auto.

Il boss deve scontare l'ergastolo per le stragi di Roma, Milano e Firenze: avrebbe custodito in una cava del trapanese parte dell'esplosivo usato per le bombe agli Uffizi a Firenze e alla chiesa di San Giorgio al Velabro a Roma. Matteo è considerato un'esponente dell'ala militarista di Cosa Nostra per i suoi legami con Giovanni Brusca e Leonluca Bagarella, ma quando hanno arrestato Bernardo Provenzano, fautore di una linea più morbida, ha preso il comando della mafia. E proprio con 'zio Binnu' teneva una fitta corrispondenza attraverso i pizzini. "Io non andrò mai via di mia volontà - scrisse in uno di questi - ho un codice d'onore da rispettare". I pentiti lo descrivono come un assassino spietato, capace di strangolare con le sue mani la donna, incinta, del boss rivale, dopo averlo ucciso. Accanto al numero uno di Cosa Nostra, tra i superlatitanti ci sono altre figure di spicco della criminalità organizzata, anche se l'elenco si assottiglia sempre più.

Uno dei boss più ricercati (dal 1993) è Domenico Condello, dell'omonima cosca di Reggio Calabria: dopo l'arresto di Sebastiano Pelle, stanato dai carabinieri un mese fa a Reggio Calabria, è di fatto l'ultimo grande latitante della 'Ndrangheta ancora in circolazione. Nell'elenco c'é anche Attilio Cubeddu, il bandito sardo coinvolto nel sequestro Soffiantini e fuggito nel 1997 dal carcere di Badu e Carros dove era detenuto e c'é Pasquale Scotti, il più vecchio tra i ricercati in circolazione, nell'elenco dal 1985: era l'uomo di fiducia di Raffaele Cutolo. Gli altri sono Vito Badalamenti (ricercato dal 1995 per associazione mafiosa); Michele Antonio Varano (dal 1993 per associazione mafiosa); Francesco Matrone (dal 2007 per omicidio); Giuseppe Giorgi (dal 1995 per associazione mafiosa); Marco Di Lauro (dal 2005 per associazione mafiosa) e Giovanni Motisi (ricercato dal 1998 per associazione mafiosa).

(Fonte ANSA)
Ultima modifica: 07 Dicembre 2011 ore 19:35

 

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Commenti

  • 2011-12-07 19:31:24

    ....per candidarsi a sindaco!

  • 2011-12-08 11:09:28

    E' solo una questione di geografia: anche se vanno in galera, questi, continuano a comandare da dietro le sbarre.

  • 2011-12-08 13:05:13

    CURIOSITA'

    Si può fare il sindaco da dietro le sbarre o c'è incompatibilità?

  • 2011-12-08 18:31:32

    ADESSO RESTA SOLTANTO LUI ???
    Perche' gli altri si sono fatti frati?

  • 2011-12-08 23:39:20

    Cara Redazione di Livesicilia,

    Sicuramente tra i 10 Superlatitanti rimasti, il Condello Domenico della 'ndrangheta e Matteo Messina Denaro di Cosa nostra, rimangono le "primule rosse" più accreditate per essere catturate.
    Resta solo da capire come si sono mossi gli investigatori,ossia se si sono dati un criterio d'indagine su cui sviluppare l'eventuale cattura.
    Essendo i Superlatitanti di materia e di competenza Regionale:oggi in Campania, oggi in Sicilia, oggi in Calabria.
    Pertanto, se hanno seguito una scadenza prioritaria in base alla pericolosità ed all'importanza del soggetto individuato,in teoria ci si dovrebbe aspettare la cattura dei primi della lista.
    Altrimenti attendere il nr.10, scelto dalla lista stilata dal Ministero dell'Interno,e considerarlo come il più "vulnerabile".
    Per poi convogliare tutte le energie investigative sulle"Primule rosse".
    Grazie...-

  • 2011-12-09 00:00:33

    Vabbe', solo critiche e sfoghi, niente di costruttivo e propositivo. E' vero, meglio che me ne torni a paperopoli.

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