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PALERMO 2012

Pdl nel caos, Milazzo attacca Cascio:
"Facile pontificare, si tagli lo stipendio"



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La campagna elettorale per le prossime comunali di Palermo non è ancora ufficialmente cominciata, ma le tensioni all’interno dei partiti e degli schieramenti continuano a salire arrivando pericolosamente al livello di guardia. Se nel campo del centrosinistra è ormai sicura la spaccatura fra Pd e Idv, a causa di un’ipotetica alleanza con il Terzo polo che vive le fibrillazioni fra Mpa e Udc, il centrodestra è stato finora a guardare. Solo la discesa in campo di Marianna Caronia, nelle scorse settimane, ha fatto guadagnare le pagine dei giornali a un centrodestra silente e che, almeno ufficialmente, non ha ancora deciso su chi puntare per le prossime amministrative del capoluogo siciliano.

Ma a destare dal torpore il centrodestra ci ha pensato Giuseppe Milazzo, consigliere comunale del Pdl, che ieri, nel corso di una riunione con i propri sostenitori, ha attaccato a testa bassa il presidente dell’Ars Francesco Cascio, dato per mesi come sicuro candidato a Villa Niscemi ma che declinato ben presto l’invito a una candidatura, lasciando l’amaro in bocca a tanti nel suo partito. “Ognuno è libero di fare le sue scelte – ha detto Milazzo – ma a tutti piace occupare comode poltrone dalle quali pontificare, magari criticando anche chi governa, senza doversi misurare con le difficoltà di governo di una città complicata. Noi lo abbiamo fatto, ma soprattutto lo ha fatto il sindaco Cammarata che ha governato perdendo la maggioranza e tenendo il fronte di una coerenza politica imposta dalla linea del partito, rimanendo il riferimento anche di quelli che hanno chiesto restando su comode poltrone”.

Un riferimento, neanche troppo velato, proprio a Cascio ma soprattutto un attacco dietro al quale è facile intravedere l’ombra del primo cittadino. Non è un mistero, infatti, che Milazzo sia il consigliere più vicino a Cammarata e il sospetto che la mossa sia stata dettata proprio dalla voglia del sindaco di togliersi qualche sassolino dalla scarpa non appare affatto infondato. “A tutti piace stare ‘ingattati’ e godere di posizioni di rendita – ha continuato Milazzo – e vorrei che il nostro presidente Cascio ci spiegasse perché il Pdl fa opposizione a Lombardo e Marcello Gualdani viene nominato all’Iacp di Palermo”.

Ma la filippica del consigliere Pdl si è spinta anche più in là, passando anche al capitolo dei costi della politica: “Ho sentito che Cascio è intenzionato a dare seguito alle lodevoli iniziative del Presidente del Senato (ovvero l’eliminazione dei vitalizi per i senatori, ndr) ma il presidente dovrebbe fare di più: tagliare i 120.000 euro al mese per consulenze e rappresentanza e i 7.000 euro che percepisce in aggiunta ai 15.000 da deputato”. Un attacco in piena regola, manifestazione di un malessere diffuso nei confronti del passo indietro di Cascio per la campagna elettorale, dettata, secondo molti osservatori, dalle troppe incognite e dal rischio di una sconfitta. Ma la querelle è l’ennesimo episodio di un rapporto tormentato, quello fra l’inquilino più alto di Sala d’Ercole e i compagni di partito, che ha vissuto più di una criticità. Basti pensare al rapporto, ormai ridotto ai minimi termini, con il presidente di Sala delle Lapidi, Alberto Campagna, un tempo fedelissimo di Cascio, a quello con Cammarata, mai particolarmente affettuoso, e a quello con Milazzo, il cui cognato, consigliere della V circoscrizione, sarebbe passato proprio con Cascio in questi ultimi giorni.