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Mafia e droga, sei arresti


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, Cronaca, Messina
La polizia ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare, una delle quali ai domiciliari, nei confronti dei fratelli Giuseppe e Antonino Cutè e di altre quattro persone, tutti accusati di far parte del clan Mangialupi di Messina che avrebbe collegamenti on la criminalità calabrese e campana. Gli arrestati devono rispondere di associazione mafiosa produzione traffico e spaccio di droga. In particolare i fratelli Cutè avrebbero organizzato nella loro abitazione in Piazza Verga, nel rione Mangialupi, una vera e propria centrale dello spaccio dove grosse partite di sostanze stupefacenti venivano lavorate per il successivo commercio al dettaglio. Figura chiave nella gestione del traffico era la convivente di uno dei Cutè, unica donna tra gli arrestati, che oltre a presenziare alle trattative, partecipava alla fase del confezionamento e monitorava il controllo del territorio.

Al padre dei due Cutè, Alessandro, e allo zio Giovanni il Tribunale Misure di Prevenzione nel 2010 aveva disposto la confisca di una lussuosa villa a tre piani dove furono trovati marmi pregiati, vasche idromassaggio, mobili costosi, televisori lcd e divani in pelle, rubinetti del bagno rivestiti in oro, letti a baldacchino e altri arredi ricercati. La villetta era abusiva.

Gli arrestati
Le persone arrestate oggi dalla polizia nell' operazione "ruota libera", e considerate appartenenti al clan Mangialupi sono Antonino Cuté, 33 anni, Giuseppe Cuté, 30 anni, Mario Ieni, 51 anni, Carmelo Spadaro, 28 anni e Maria Quaranta, 27 anni, moglie di Giuseppe Cuté. I primi quattro sono in carcere, la donna ai domiciliari. A Spadaro il provvedimento è stato notificato in carcere, una sesta persona è ancora ricercata. Sono tutti accusati di associazione mafiosa e produzione e spaccio di droga. Durante l'arresto di oggi la polizia ha sequestrato anche 30 grammi di cocaina, 80 marijuana, 8380 euro considerati ricavato dell'attività di spaccio. La droga veniva confezionata all'interno dell'abitazione, messa in dei sacchetti sotterrata in alcuni terreni abbandonati. I due Cuté sono i figli di un importante esponenti del clan Mangialupi Alessandro detto 'u Liuni' mentro il loro zio Giovanni viene soprannominato 'u Liuneddu' è anche lui affiliato al gruppo Mangialupi.