Il Gip di Palermo Fernando Sestito ha respinto, dichiarandola manifestamente infondata, l'eccezione di legittimità costituzionale della norma e regola l'imputazione coatta presentata dai legali dell'ex ministro Saverio Romano, imputato di concorso in associazione mafiosa. I difensori, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Franco Inzerillo, avevano eccepito l'incostituzionalità della disposizione di legge che non prevede, l'avviso di conclusione delle indagini, nei casi di imputazione coatta: fattispecie che ricorre nella vicenda Romano per cui la procura aveva chiesto l'archiviazione, mentre il Gip ha obbligato il Pm a formulare l'imputazione.
Nel corso dell'udienza preliminare, poi, il Pm Nino Di Matteo ha depositato un nuovo verbale di interrogatorio dell'ex manager della sanità privata, Michele Aiello, condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa. I legali dell'ex ministro hanno chiesto un termine per potere esaminare le dichiarazioni di Aiello e hanno presentato un'istanza in cui hanno chiesto di avere copia di tutte le intercettazioni dell'indagine denominata "Ghiaccio", che ha portato alla condanna di Aiello e dell'ex Governatore siciliano Cuffaro. Il giudice ha rinviato l'udienza al 18 gennaio.
Ultima modifica: 20 Dicembre 2011 ore 12:37
Come sono lontani i tempi dell'arroganza del ministrello contro i giudici. Senza il berlusca che lo protegge adesso la strada è spianata con il PID sull'acceleratore direzione rebibbia....