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La commissione verifica poteri

Incompatibilità: Buzzanca si salva


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ars, commissione verifica poteri, Messina, Politica
Il Pdl salva (per il momento) lo scranno di Giuseppe Buzzanca (nella foto). L’attuale sindaco di Messina rimane l’unico amministratore con una “doppia carica” (primo cittadino di comune al di sopra dei ventimila abitanti e deputato regionale). È questa la decisione della commissione “Verifica dei poteri” che a maggioranza ha deciso di non deliberare sull’incompatibilità di Buzzanca e di rinviare la trattazione del caso a un’udienza pubblica il prossimo 11 gennaio.

La presa di posizione della commissione s’è basata anche sulla decisione di ieri della giunta per le elezioni del Senato, che ha disposto la compatibilità invece tra le cariche di amministratore e parlamentare nel caso di Antonio Azzollini e Vincenzo Nespoli, sindaci di Molfetta e Afragola, entrambi del Popolo della libertà (Pdl). Così, i deputati in commissione hanno deciso di “stoppare” la decadenza di Buzzanca a maggioranza. I quattro voti contrari al rinvio di Termine, Panarello e Gucciardi del Pd, e Arena dell’Mpa, si sono contrapposti i cinque di Vinciullo, D’Asero, Campagna, Maira e del presidente dell’Ars Cascio.

Buzzanca, così, rimane l’unico deputato dell’Assemblea a mantenere la doppia carica, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne sanciva invece l’incompatibilità e imponeva ai politici di scegliere di dimettersi da una delle due cariche. Una scelta compiuta, nel corso delle settimane passate, da tutti i parlamentari regionali siciliani in queste condizioni: tra gli altri, l’ormai ex presidente della provincia di Caltanissetta Giuseppe Federico, passando per Salvino Caputo, Nino Dina, Giovanni Ardizzone, Raffaele Nicotra.

Ma in commissione non sono mancati i momenti di tensione. Perché alle ragioni di Buzzanca, difeso dall’avvocato Marcello Scurria, si sono contrapposte quelle di Antonio D’Aquino, ex assessore regionale all’Industria e agli Enti locali, e primo dei non eletti nel collegio di Messina, assistito dal legale Antonio Catalioto.
Quest’ultimo ha parlato di “atto dilatorio dell’Assemblea, che mantiene la doppia carica di Buzzanca, unico caso in Sicilia”. Ma secondo l’avvocato Scurria “l’atto di convalida dell’elezione di un deputato, stando all’articolo 51 del regolamento dell’Ars è un atto definitivo. E non può essere messo in discussione nemmeno dal pronunciamento della Consulta”.
Ribatte Catalioto: “Convalida definitiva? E allora perché si fanno le cause di ineleggibilità? E poi, un altro articolo del regolamento, il numero 61, prevede la possibilità di presentare ricorso entro la fine della legislatura”.
Fin qui, le schermaglie “giuridiche”, ma l’avvocato di D’Aquino  va oltre: “Quella di oggi – ha detto Antonio Catalioto - è una delle pagine più buie della storia dell’Assemblea regionale”. Immediata la replica del presidente Cascio: “Lei, avvocato, ha difeso l’eleggibilità di Santo Catalano. Non mi parli di pagine buie…”.