Intorno alla mezzanotte del trentuno, a Palermo, c'è stata la guerra. I divieti, i consigli, i sussurri hanno creato un effetto moltiplicatore. Botti come se piovesse. Il signore dell'appartamento accanto si è sbizzarrito nella balistica. Ha sistemato una specie di mitragliatrice nel vaso di gerani. Tre razzi alla Rambo, uno dopo l'altro. I primi due sono esplosi nel vaso, dilaniando i gerani in uno schizzo di petali rossi. Il terzo si è inerpicato fino al cielo. E non l'abbiamo visto più. Non abbiamo riconosciuto nemmeno il viso del Molotov di una notte folle. Solo un'ombra di profilo. E un paio di mani terroriste, affaccendate a preparare ordigni.
Poi è stata la volta del "baccarà". Uno dei cortesi padroni di casa, uomo dal tratto nobile e dalla cordialità genuina, ha mescolato le carte con fare noncurante e saputo, accollandosi l'onere del banco, accennando vagamente a certi trascorsi da giocatore: minuti aneddoti di carte, di "come" e di battute. Lì per lì, non si è dato perso al particolare, alle piccole cose gustose che fluivano dalla narrazione dell'ospite e che sono diventate di rilievo per la fresca memoria all'ultima mano, quando il banco ha spazzolato i resti delle puntate, lasciando macerie di ciste e portafogli infranti.
Si è fatta l'alba. Il momento ideale per andare a trovare Palermo.
Nessuno in strada. Un soprassalto di fortuna, come gli otto e i nove del simpatico anfitrione. Palermo senza i palermitani. Nella sua forma migliore. Via Libertà sgombra, con la sua strada liscia e le palazzine sopravvissute alle ruspe in una cornice di bagliori studiati dall'anima in transito di un angelo Caravaggio. Piazza Politeama arrossata dai fuochi in estinzione del Capodanno, cattedrale di voti trattenuti e liberati nel brindisi. Una sterzata con la coda dell'occhio al mare. La gobba dell'Ucciardone, un monumento all'inumanità, alla detenzione feroce di guardie, ladri e assassini, accomunati dallo stesso perimetro di pena. La Favorita. E qui perfino la voce di Ivan Graziani in macchina è stata una carezza superflua La Favorita ha la sua musica. Silenzio interrotto da lievi spostamenti di foglie. Di nuovo il mare, a Mondello, con un'insana voglia di tuffo, temperata dal buonsenso. Verrà l'estate. Forse ci saremo.
Dove l'abbiamo smarrita Palermo? Perché è meravigliosa e vera quando non ci siamo noi e sordida quando la violentiamo con la nostra cecità? Perché abbiamo regalato volentieri il marchio di esclusiva dannazione a un sindaco - sicuramente, dal canto suo, impreparato - senza trovare il coraggio di toccarci il petto con un dito e riconoscere la nostra colpa? Se il Comune avesse i soldi dovrebbe finanziare il montaggio di uno specchio gigante alla Marina. Ogni palermitano potrebbe specchiarsi e notare la bruttezza sulle sue guance, nei suoi occhi. Per fortuna il Comune non ha soldi.
Eppure, c'è sempre chi si lamenta da vittima a Palermo, brandendo il coltello dell'assassino. E c'è qualcuno che uccide i fiori per sparare due razzi, disposto a sacrificare l'incanto per il botto. Non resta altro da sperimentare che alzarsi presto e uscire all'alba, pur di godersi la favola di una città leggiadra come una carrozza fatata. La zucca piomba sulla scena, puntuale, alle otto del mattino. All'ultimo rintocco.
Ultima modifica: 02 Gennaio ore 10:30
L'incanto della bella addormentata, truce arpia al risveglio. E vabbè, iniziamo con l'inutile, insopportabile mia culpa mattutino del nuovo anno, solfa che sento da quando ho la capacità di intendere e volere e che quasi tutti noi palermitani ripetiamo. A che serve? Non abbiamo bisogno di specchi, il nostro volto è la città e la vediamo la mattina, a mezzogiorno e la sera. Ne conosciamo l'aspetto fisico e morale, sappiamo delle sue meraviglie e delle sue schifezze, e con questo? Basta mi sono rotto di questa ipocrisia continua. Chi può e ha il dovere di farlo invece di stare li a fare il moralista poetico, metta nero su bianco le schifezze che ci sono e che fanno un danno grossissimo a tutti: opere incompiute da anni che potrebbero risolvere problemi di viabilità, della sanità, della scuola, del turismo, intrallazzi e malaffare che potrebbero liberare potenzialità positive. Incentivate i cittadini a denunciare e poi agite di conseguenza con servizi andando a fondo ai perchè senza guardare in faccia nessuno. E però... la realtà, la politica... e più facile dire che la colpa è di tutti.
buon giorno, buon anno e buon lavoro Roberto
Ha ragione Angelo P.
Tuttavia penso che il pezzo sia scritto molto bene e faccia riflettere.
A me è piaciuto moltissimo.
P.S. non avrei usato la parola "sindaco".
Intanto bravo ed auguri all'autore.
inizio da fiaba.
buon anno a Roberto Puglisi
Aldilà degli auguri a tutti mi chiedo cosa possiamo sperare noi palermitani se il nuovo anno comincia con un sindaco di provata incapacità amministrativa, ideale e programmatica. Se la città, permanentemente insediata e assediata dalla mafia, il primo cittadino non riesce a comprendere che la lotta alla criminalità deve coincidere con l'impegno a rafforzare la cultura della legalità, del rispetto delle regole. Non ad infiacchirla con esecrabili atti omissivi come quello di non presentarsi parte civile nei processi con imputati accusati di gravi reati contro la pubblica amministrazione.
Si parla sempre di Palermo e dei palermitani che non hanno rispetto per la propria citta'.Io sono cresciuto nella Palermo degli anni '40 quando c'erano altri palermitani,che di rispetto per la propria citta' ne avevano tanto ed anche con le macerie dei bombardamenti era una bella citta'.Poi vennero gli uffici della Regione Sicilia e la citta' piano piano e' diventata quella che e' adesso.Certo se avessimo avuto altri amministratori tutto serebbe stato diverso ma questi abbiamo eletto e questi oggi ci piangiamo.L'attuale sindaco non e' altro che l'ultimo di una lunga serie di amministratori che non hanno voluto bene a chi li aveva eletti.Vogliamo parlare del Sacco di Palermo?
Questo tipo di articoli sono un pò come gettare l'amo con l'esca, in attesa che le prede abbocchino!
Sicuramente noi palermitani/e abbiamo le nostre responsabilità, ma come sostiene Angelo P ormai è la solita solfa! Basta!
Dice giustamente Mephisto che la città è diventata quella che è adesso ( non quella vista all'alba ) in quanto amministrata da gente che non l'ha voluta bene, da gente che non fà nulla per mettere veramente mano a provvedimenti seri in ambiti come la viabilità, il commercio abusivo in ogni angolo di strada, la sanità pubblica, gli edifici scolastici senza riscaldamento e/o fatiscenti, la sporcizia in quasi tutte le strade e la raccolta dei rifiuti ( ma che fine ha fatto la differenziata ? boh! ), i cantieri aperti in contemporanea che non finiscono mai, i gazebo, insomma le solite cose che ormai sappiamo tutti.
Palermo resta un'eterna incompiuta, una città molto bella ma poco vivibile dove quasi niente funziona. Non mi dilungherò a ripetere quali sono le attuali nefandezze a cui i palermitani civili devono sottostare quasi con rassegnazione da tanto, troppo, tempo, è certo comunque che esiste in buona parte dei cittadini quella cultura o per meglio dire sottocultura, che è alla base del vivere male. Palermo è stata quasi sempre amministrata male, l'attuale amministrazione poi è a dir poco deleteria, Palermo è popolata da politici provenienti per ovvi motivi da tutte le parti della Regione che molto fanno per la loro poltrona e poco per la città, ma a dirla tutta una buona fetta di palermitani, volgari, incivili e con quell'atteggiamento sppcchiosetto da mafiosetti, la rendono ancora più difficilmente vivibile. Resta in ogni caso la mia città, una delle più belle d'Italia, una Ferrari senza benzina.
Caro Puglisi. Mi sono stufato Anche io. E ce ne vuole. La recente storia dei gazebo insegna. Una mattina qualcuno si e' alzato e ha detto "toh, vediamo se sono in regola" e via con multe, sequestri e dissequestri. Lo stato c'è. Sono certo che i commercianti la prossima volta controlleranno bene le scadenze. Ad una condizione: certezza dei controlli. Estendo il ragionamento. Quante multe sono state elevate nel 2011 a chi getta i rifiuti per strada o fuori orario, a chi fa cagare i cani sui marciapiedi e potrei continuare quasi all'infinito. Ce lo dicano i vigili. Come dire. Se mio mio figlio cresce scapestrato ho due possibili approcci: assecondarlo o tenerlo a bada. Difficile stabilire la migliore strategia. Con i palermitani sappiamo pero' che il tono gentile ha fallito. Pugno duro ci vuole. Certezza che se metto la macchina in terza fila arriverà la multa. Poi pero' dovremmo educate i nostri cari politici. Anzi prima di tutto.
Sposo completamente l'intervento di Nihil. New York negli anni '80 era uno dei luoghi più inefficienti, sporchi e violenti d'America e un sindaco come Giuliani adottò il motto "Tolleranza zero", e partì mandando i controlli nella metro, per far pagare a tutti il biglietto e ottenendo, proprio per via dei controlli, anche una riduzione dei crimini, che allora tenevano lontani i cittadini dalla metropolitana. Da allora la città è rinata. Tolleranza zero ci vorrebbe anche a Palermo, partendo da chi sporca, da chi fa infrazioni automobilistiche, dall'abusivismo commerciale ed edilizio, ecc ecc... Qualunque popolo in assenza di controllo, con il menefreghismo dei governanti, farebbe come e peggio dei palermitani di oggi
Condivido in pieno Nihil e fabrizio sulle argomentazioni esposte che già sono state dette e ridette mille volte!
Purtroppo gli amministratori, sia politci che tecnici, non ci sentono o fanno finta!
La città è letteralmente PERSA ed è oggi nelle mani di chi è più scaltro, furbo e malandrino perchè tanto sa che nessuno lo toccherà.
E stiamo bene attenti che questa è una spirale molto pericolosa per l'incolumità e la sicurezza di noi cittadini.
E' vergogna vedere marciapiedi invasi da pseudo ambulanti che sprezzanti di tutto e tutti occupano intere aree,mentre magari passano tranquillamente pattuglie di vigili o forze dell'ordine!
La viabilità è nelle mani di 4 cani di "mannara" che fanno quello che vogliono in ogni angolo della città!
Per non parlare dei famosi gazebi che contribuiscono a rendere il traffico una bolgia!
Occorre il pugno fermo, non guardare in faccia nessuno e basterebbero pochi interventi per rendere almeno più vivibile questa città.
Altro che grande specchio!