L'impasse del governo Lombardo, sospeso tra la guida dei tecnici e le aspirazioni “politiche” finisce per estendersi agli altri livelli, quelli appena più bassi, della pubblica amministrazione. È ancora in stallo, infatti, la vicenda delle nomine dei dirigenti generali che avrebbe dovuto “celebrarsi” alla fine dell'anno appena concluso, ma che, tra rinvii e propositi di “riequilibrio” anche in seguito alle richieste sollevate dall'Udc poi fuoriuscito dalla giunta, non ha ancora scritto la parola conclusiva.
Per la verità, qualche parola è stata scritta. E lo hanno fatto soprattutto i sindacati. Qualche giorno fa, infatti, in un documento unitario, diverse sigle (Cgil, Cisl, Uil, Sadirs, Dirsi, Ugl e Siad) avevano parlato di “ennesimo spettacolo indecente messo in campo dalla politica del Governo regionale” e avevano lanciato l'allarme: i continui avvicendamenti e le rotazioni non sono riusciti finora a “garantire un minimo di continuità amministrativa, in spregio ai criteri di merito che hanno lasciato il passo a quelli dell’appartenenza politica”.
Oggi è il turno dei Cobas Codir: “Si rischia – affermano i segretari generali Dario Matranga e Marcello Minio - la paralisi dell’attività amministrativa in una dozzina di importantissimi dipartimenti se non si procederà all’immediata ufficializzazione delle nuove nomine o dei relativi interim. In qualche caso – aggiungono - sono addirittura diversi mesi che alcuni dipartimenti sono assegnati ‘ad interim’, senza la nomina prevista dalla legge con il sistema dello spoil system: si tratta ad esempio della Ragioneria Generale, delle Attività produttive, della Pesca”.
Ma non è, secondo il sindacato, solo una questione di “tempi”. Anche le modalità seguite finora per l'attribuzione delle nomine sarebbero discutibili sotto molti profili: “Per tutti i dipartimenti ‘decapitati’, - spiegano infatti i Cobas - fino a quando non verranno nominati i sostituti, nessuno avrà potere di firmare atti; inoltre, non si ha notizia dei dovuti atti endoprocedimentali necessari per il conferimento di ogni nuovo incarico: non c’è alcuna traccia – proseguono - di procedure a evidenza pubblica cui possano partecipare tutti i dirigenti aventi i requisiti; non sono stati banditi i concorsi per la dirigenza di prima fascia e, quindi, l’assegnazione di incarichi a dirigenti di seconda fascia e nella maggior parte di terza fascia fa scaturire vantaggi di carriera e l’erogazione di cospicue indennità in totale assenza di regole certe e procedure a evidenza pubblica; non si ha notizia di procedure di verifica sull’attività dei dirigenti generali al fine di valutarne il reale raggiungimento degli obiettivi”.
E, come sottolineato anche dai “colleghi sindacalisti” all'inizio dell'anno, anche i Codir vedono nella gestione degli incarichi ai direttori pratiche puramente clientelari: “Sembra che non abbia alcun valore – dicono Matranga e Minio - l’eventuale risultato conseguito da qualche dirigente generale, piuttosto sembra contare squallidamente esclusivamente l’appartenenza e la segnalazione politica: l’amministrazione e i siciliani sono ancora una volta in ostaggio della politica che sembra volere mettere davanti agli interessi della Sicilia e dei siciliani gli interessi di bottega”.
Ecco la situazione attuale dei dipartimenti, in attesa dell'attribuzione o dell'ufficializzazione delle nuove nomine.
Sono stati confermati al loro posto o il loro contratto non è ancora scaduto: Ludovico Albert (Istruzione e Formazione), Salvatore Barbagallo (Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per l'agricoltura), Rosa Barresi (Interventi strutturali per l’agricoltura), Felice Bonanno (Programmazione), Lucia Borsellino (Osservatorio epidemiologico), Gesualdo Campo (Beni culturali), Giovanni Carapezza (Segreteria generale), Letizia Di Liberti (Agenzia per l’impiego), Vincenzo Emanuele (Acqua e Rifiuti), Vincenzo Falgares (Infrastrutture), Gianluca Galati (Energia), Sergio Gelardi (Urbanistica), Rosolino Greco (Famiglia e politiche sociali), Maurizio Guizzardi (Sanità), Romeo Palma (Ufficio Legislativo), Marco Salerno (Turismo), Pietro Tolomeo (Comandante Corpo forestale).
Lasciano l’incarico: Giovanni Arnone (Ambiente), Francesco Attaguile (Affari Extraregionali), Ludovico Benfante (Autorità di certificazione dei fondi europei), Giovanni Bologna (Personale), Luciana Giammanco (Enti locali), Salvatore Giglione (Azienda Foreste), Pietro Lo Monaco (Protezione civile), Alessandra Russo (Lavoro), Salvo Taormina (Finanze).
Sedi già vacanti prima del 30 dicembre o già assegnate precedentemente ad interim: Ragioneria Generale (Vincenzo Emanuele ad interim), Attività produttive (Rosolino Greco ad interim), Pesca ( Salvatore Barbagallo ad interim).
Ultima modifica: 10 Gennaio ore 16:02
Anche qui c'è poco da dire: bisogna ammettere che è fallita tutta l'impostazione "privatistica" del rapporto di lavoro pubblico e ritornare a quando erano gli assessori i responsabili diretti della gestione amministrativa.
Oggi tutta la dirigenza della regione siciliana è chiaramente inadeguata ad assumersi le responsabilità tipiche di un manager privato, sia per cause endogene (impreparazione culturale, mancanza di cultura organizzativa e di vere competenze gestionali) sia per cause esogene (si diventa dirigenti generali e dirigenti di area e servizio non per meriti effettivi, concreti, misurabili e misurati, ma per diretta raccomandazione politica o, in molti casi, per semplice "scorrimento del tempo", per chè gli altri vanno in pensione!)
La Sicilia non può più permettersi questa amministrazione regionale, smettiamo di pagare centinaia e centinaia di migliaia di euro persone che sono dei semplici esecutori di direttive politico/personali e non dei managers responsabili di obiettivi e risultati!
un governo che sta portando la Sicilia nel baratro
io non direi rischio paralisi, visto che siamo in questa situazione da quando questo omino catanese si è insiediato a palazzo d'orleans, dobbiamo ringraziare chi ha votato per certa gente.
dovrebbero solo vergognarsi di quelo che stanno facendo alla Sicilia
quello non quelo
Aggiornatevi, per favore! Rosaria Barresi mantiene il suo incarico al Dipartimento interventi strutturali, ha l'interim del Dipartimento interventi infrastrutturali e della Pesca (tutti e tre dell'Assesorato risorse agricole e alimentari). Ci sono i Decreti del 5 gennaio 2012, firmati dal Presidente della Regione e notificati oggi. Vorrei anche segnalare il depauperamento di risorse umane in tutti i Dipartimenti in conseguenza delle fughe di fine anno (L. 104/92 e pensionamenti. Ci sono uffici in provincia che non possono andare più avanti! E non si possono promuovere PIP, SPO ed altro personale!!
Rischio paralisi perche si e' camminato fino ad ora??? Poi il presidentw aspetta di dare le prebende a qualche ascaro di turno. Segretario di partito che gli mantiene la sopravvivenza
@mi ri fanghi, il fatto è che chi lo ha votato per la stragrande maggioranza non può più riconoscerlo perchè quel voto è stato abbondantemente tradito. chi glielo tiene va dicendo che ci deve stare con il voto degli altri e con il loro voto alle prossime elezioni (sanno già che non ci sarà trippa per gatti), e intanto stiamo qui nel vuoto assoluto che prescinde dalle nomine dei dirigenti generali. in verità gli interm sono stati affidati, e se da un lato alcuni sembrano destinati ad essere reali periodi di passaggio, altri invece sono indicativi di futuri scellerati scenari che queste inutili e pericolose teste vanno tramando a danno della sicilia.
mmm gasparino sei molto informato...
La paralisi nell'attività amministrativa non deriva soltanto dalla mancata assegnazione degli incarichi ma, soprattutto, dall'adozione dell'esercizio provvisorio di bilancio.
Anche se i dirigenti generali fossero già stati nominati, non potrebbero programmare alcunchè nell'attività dei dipartimenti a loro assegnati.
Paradossalmente, potremmo addirittura dire che l'amministrazione regionale, adesso, sta "risparmiando": precisamente, le favolose retribuzioni che "non" è costretta ad erogare a dei manager impossibilitati a svolgere in concreto le loro funzioni....
Carmelo2 mi permetta, ma la sua soluzione è tipica di chi butta via l'acqua sporca ed il bambino assieme. Sono preparati ed adeguati gli assessori secondo lei? Anche se semi-analfabeti come è capitato spesso? No, lei scherza, non ci sono dubbi, e siccome la leggo spesso ed apprezzo i suoi commenti, condividendoli o meno, so che lei non è un qualunquista.
Piuttosto, che la dirigenza venga scelta per meriti e non per carriera politica. E se ormai i dirigenti sono quelli, che gli incarichi vengano affidati per meriti e preparazione.
L'unica soluzione sarebbe di abolire la famigerata legge 10, vera jattura e madre di tutti i mali di questa amministrazione.
Le direzioni regionali funzionavano, e il direttore rispondeva del suo operato, spesso era in contrasto con l'Assessore al ramo, ma poi di fatto erano quei direttori che garantivano il regolare funzionamento della macchina amministrativa. Adesso, dall'avvento dell'altissimo da greatmichael, tutto è subordinato ed effimero, come in una gigantesca partita a scacchi, dove le pedine sono i dipendenti e i dirigenti e il campo di gioco è rappresentato dal danaro della collettività.
...e tutto si misura in capacità di salivazione e lingua capiente ed umettante...
@ Orazio
Mi ero solo permesso di fare notare che nel Pubblico Impiego (tutto, non solo alla Regione) è praticamente improponibile la cosiddetta "separazione" e/o "distinzione" tra Politica e Gestione, con tutte le conseguenze che ne discendono, prima fra tutte l'assurdità di pagare come manager con soldi appartenenti ai siciliani persone che rispondono del loro operato solamente ai politici che li hanno nominati alla guida dei dipartimenti.
La prova delle mie considerazioni è che alla Regione ci sono due dirigenti generali condannati in primo grado dalla Corte dei Conti per danno erariale (Emanuele e Campo), che in una società privata sarebbero stati licenziati in tronco e che invece nella Pubblica Amministrazione restano tranquillamente al loro posto senza nessuna sanzione.
Non credo sia qualunquismo, è solo una ovvia constatazione, che però implica il fatto che pagare centinaia di migliaia di euro questi presunti "dirigenti generali" è un' offesa al buon senso e all'intelligenza.
Per il resto l'unico vero rimedio, come già sostenuto da "Terminator", sarebbe la completa abrogazione della legge regionale n.10 del 2000, con la quale è cominciato lo sfascio irreversibile dell'amministrazione regionale.
non resta altro da fare al governatore che tenersi tutto ad interim- visto che la sicilia è tutta commissariata. anzi sè vuole risolvere tutti i problemi nomini
quella grande mente di albert come unico direttore di tutti i dipartimenti.
visto che ha fatto tanto bene nel settore della formazione. caro presidente sappi che inizierà sicuramente da parte di tutti i dipendenti della formazione una campagna a tuo sostegno sè vorrai ricandidarti.
sono d'accordo con te salvatore
Mi si consenta di dissentire dall'affermazione che tende a incolpare l'impostazione privatistica del rapporto di lavoro. La legge 10/2000 è stata un enorme passo in avanti per la Sicilia, che stava restando irrimediabilmente indietro non solo rispetto al resto d'Italia ma anche agli altri enti locali siciliani. Non voglio fare nomi ma molti "vecchi" direttori regionali, qualcuno "resuscitato" all'inizio dell'era lombardiana, erano molto ma molto peggio di questi, erano abituati a navigare in un mare di soldi, con mentalità feudale, al limite della delinquenza, del tutto incapaci di modernizzare la regione.
Tanto è vero che lasciato il loro posto di comando, valgono meno del più scarso dei pensionati delle poste (con tutto il rispetto), nessuna autorevolezza, solo ridicole manie di grandezza non suffragate da niente di concreto. Con l'affermazione che si stava meglio quando si stava peggio non si risolve niente. Il problema in Sicilia è che ci sono commistioni e complicità gravi ed importanti tra chi deve controllare (magistrature varie) e chi deve gestire. Addirittura in questo governo si è arrivati al punto di mettersi dentro qualcuno con lo scopo non dichiarato ma evidente di "attaccare i cani". Come al solito il problema è di persone e non di leggi varie, per quanto fatte bene. Fin quando per chi ci governa l'onestà non sarà un valore e sarà attaccato più alla poltrona che alla propria dignità, non ci sarà legge che tenga, soprattutto se chi deve controllare non vede non sente non parla, impegnato a fare affari, conferenze varie o prepararsi anche lui a scendere in politica. Caligola nominò un cavallo, ora leggo di nomine di barbieri in ruoli importanti, non è che sia cambiato molto.
mi sembra di essere a berlino sotto i bombardamenti negli ultimi giorni del terzo reich
a proposito qualcuno ricorda come finì Hitler?
bel commento quello di omar, amaro e vero.Veramente indecente sta diventando la mostruosa capacità dei regionali nel sopportare questo andazzo, bisogna ancora tollerare ogni delegittimazione e insulto utile solo a giustificare la nomina degli esterni anche se barbieri?