D'Agostino (Mpa): "Clientelismo?
L'Udc ne è il padre fondatore"
Venerdì 13 Gennaio 2012 21:22
"Questo Governo, tanto disprezzato dall'on. D'Alia, è lo stesso che l'Udc ha sostenuto per anni, un Governo che, a sua volta, ha sostenuto le fragili ragioni del nuovo Udc animato dallo stesso D'Alia, nella rifondazione post-cuffariana. A parte l'ingratitudine, c'è il tentativo maldestro e incoerente di provare a smarcarsi per ricollocarsi sul mercato del voto siciliano. Ma pensa davvero di fare fessi i siciliani il buon D'Alia? Non è che tende a sopravvalutarsi? E' mai possibile che un progetto sia credibile fino a quando lo si sostiene e non è piu' tale quando non risulta conveniente ai propri interessi di carriera personale?". Il vicecapogruppo dell'Mpa all'Ars, Nicola D'Agostino, risponde a muso duro al coordinatore siciliano dei centristi Gianpiero D'Alia.
"Scappare dopo che da Roma ci si chiede di fare tagli dolorosi al bilancio è da vili - continua l'autonomista - e denunciare trucchi al bilancio è la peggiore bassezza che ci si potesse attendere, da chi lo ha condiviso fino a ieri pienamente. Anche il riferimento al clientelismo è roba per bambini e vien da ridere se l'ammonimento viene dall'Udc che del clientelismo è padre fondatore. In tal senso sarebbe il caso di fare una bella verifica sulle scelte e decisioni dell'ass. Piraino, soprattutto quelle effettuate l'ultimo giorno prima delle dimissioni. Gli attacchi sulla Sanità si commentano da soli, poichè è grande la incapacità a resistere davanti agli interessi economici. Quanto al Terzo Polo, è evidente che non c'è mai stato: in 17 anni Casini e soci sono stati bipolaristi convinti, ora continuano ad esserlo, dopo una breve pausa che ci aveva illuso e sorpreso. Ma il coraggio non è di tutti, e senza che ne abbia a male D'Alia, la Sicilia dopo aver sperimentato le innovazioni coraggiose di Lombardo non si merita di ritornare al peggiore passato, fatto di giochetti e tradimenti. Per fortuna, nel frattempo i siciliani sono cambiati in meglio".
"Scappare dopo che da Roma ci si chiede di fare tagli dolorosi al bilancio è da vili - continua l'autonomista - e denunciare trucchi al bilancio è la peggiore bassezza che ci si potesse attendere, da chi lo ha condiviso fino a ieri pienamente. Anche il riferimento al clientelismo è roba per bambini e vien da ridere se l'ammonimento viene dall'Udc che del clientelismo è padre fondatore. In tal senso sarebbe il caso di fare una bella verifica sulle scelte e decisioni dell'ass. Piraino, soprattutto quelle effettuate l'ultimo giorno prima delle dimissioni. Gli attacchi sulla Sanità si commentano da soli, poichè è grande la incapacità a resistere davanti agli interessi economici. Quanto al Terzo Polo, è evidente che non c'è mai stato: in 17 anni Casini e soci sono stati bipolaristi convinti, ora continuano ad esserlo, dopo una breve pausa che ci aveva illuso e sorpreso. Ma il coraggio non è di tutti, e senza che ne abbia a male D'Alia, la Sicilia dopo aver sperimentato le innovazioni coraggiose di Lombardo non si merita di ritornare al peggiore passato, fatto di giochetti e tradimenti. Per fortuna, nel frattempo i siciliani sono cambiati in meglio".
























visto gli ultimi aggiornamenti ISTAT per D'Agstino la residenza di Lombardo hai tempi dell'UDC risultava essere su MARTE...
Le dichiarazioni dell'on D'Agostino sono davvero sorprendenti se rese da esponente politico del partito di Lombardo, il più brillante, lucido, ed efficace stratega delle lottizzazioni selvagge condotte a tutti i livelli, con personaggi di scarso profilo professionale, a tutto vantaggio personale ed a scapito della sicilia e dei siciliani.
Avere il coraggio di sbattere la porta e di avviare una stagione coerente con quella gia' avviata da Mario Monti e' segno di amore nei confronti di una terra definitivamente mortificata dalla lucida follia e dai biechi tornaconti poco politici e molto soggettivi del disonorevole Raffaele Lombardo e sodali.
D'Alia non può essere credibile se a Palermo il suo punto di riferimento più importante è il sen. Galioto ex AMIA ed a Messina il sen. Naro Finmeccanica.
La politica che i siciliani desiderano è altra cosa rispetto a quanto immagini D'Alia.
Complimenti davvero!Se qualcuno vuole capire come l'mpa ha militarizzato la sanità, ha "acquistato" quà e là consiglieri, ha distribuito contributi e perfino buoni-spesa che dovevano andare ai bisognosi, nonché finanziamenti per l'agricoltura e la pesca, venga ad Acireale, Aci catena, Aci S'Antonio, Zafferana, e poi vada a Giarre, Maletto e Bronte.
Suvvia, tutti questi complimenti per chi è più clientelare dell'altro...
E non buttatevi giù !
Per non scontentare nessuno, diciamo che la (U)DC ha inventato e definito il metodo. L'MPA l'ha declinato e perfezionato per rederlo accessibile anche a fasce meno preparate culturalmente.
@alex "hai tempi dell'udc" la "h" non era il caso di usarla
@fabio 62 "Avere il coraggio di sbattere la porta e di avviare una stagione coerente con quella gia’ avviata da Mario Monti e’ segno di amore nei confronti di una terra definitivamente mortificata dalla lucida follia e dai biechi tornaconti poco politici e molto soggettivi del disonorevole Raffaele Lombardo e sodali." credo che nemmeno tu credi a quello che dici!!!
@patrizia non sai che d'alia l'innovatore farà una rivoluzione in sicilia insieme a naro e galioto!!!
giuseppe naro da WIKIPEDIA
Vicende giudiziarie [modifica]
Nel settembre 1992 il presidente Naro, nove assessori e il responsabile dell'ufficio contratti della provincia, insieme a Massimo Piccione (titolare dello studio fotografico Worldvision Enterprises di Milazzo ed editore dell'emittente privata Il Tirreno), vengono raggiunti da avviso di garanzia per lo scandalo delle "foto d'oro". Lo studio fotografico di Piccione ha offerto e venduto all'amministrazione provinciale 462 ingradimenti fotografici (raffiguranti panoramiche dei 108 comuni della provincia), al prezzo complessivo di 357 milioni di lire (in media, quasi 800.000 lire a foto)[11]. Naro e il sindaco democristiano di Messina, Mario Bonsignore, si dimettono a causa dello scandalo[12]. Il processo di primo grado si conclude nel dicembre 1993; tra gli imputati Naro è quello che riporta la condanna più grave: tre anni per abuso d'ufficio continuato ed in concorso, senza il beneficio della sospensione della pena[13]. La condanna definitiva in Cassazione è a 6 mesi di reclusione[14].
Nel 1993 Naro (insieme a Bonsignore e ad altri politici) è di nuovo al centro di una inchiesta giudiziaria su fatti di corruzione e concussione negli appalti locali per circa 4 000 miliardi di lire, la cosiddetta Tangentopoli messinese[15][16]. Il 30 maggio 1998 il GUP di Messina rinvia a giudizio Naro e Bonsignore, insieme a una ventina di altre persone. Nell'aprile del 2002 il Tribunale di Messina condanna Bonsignore a due anni e sei mesi, Naro a un anno e sei mesi per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d'asta.[17][18]. La vicenda si conclude definitivamente nel 2007 quando la Corte Suprema di Cassazione assolve Bonsignore con formula piena, mentre Naro e altri condannati usufruiscono della prescrizione del reato [19][20].
Nel 1993 Naro è arrestato per un presunto abuso d'ufficio, riguardo l'acquisto di un palazzo del valore di 24 miliardi di lire pagato 30, ma viene successivamente assolto con formula piena.
Nel giugno 1994 una seconda inchiesta sulle "foto d'oro" si conclude con 19 rinvii a giudizio: l'accusa rivolta a Naro, ad alcuni ex assessori provinciali, a funzionari e al fotografo Massimo Piccione è di abuso d'ufficio per un appalto bandito a trattativa privata nel 1990 per la manifestazione culturale Taormina Arte[21]. Anche in questo caso Naro usufruisce della prescrizione del reato.
Inchiesta Enav [modifica]
Nell'agosto 2011 Giuseppe Naro è accusato dall'imprenditore Tommaso Di Lernia per aver incassato da questi 200 000 euro da consegnare al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. La vicenda si inserisce nell'ambito dell'inchiesta Finmeccanica in cui sono coinvolti altri personaggi politici italiani[22]].
AVETE LETTO BENE
462 ingradimenti fotografici (raffiguranti panoramiche dei 108 comuni della provincia), al prezzo complessivo di 357 milioni di lire (in media, quasi 800.000 lire a foto)[11]. Naro e il sindaco democristiano di Messina, Mario Bonsignore, si dimettono a causa dello scandalo[12].
d'alia l'ON Romano Saverio farà terrà bruciata attorno a te
@u catanisi se si dovessero riportare tutte le vicende giudiziarie - anche in estrema sintesi -- che hanno investito il 90% dei soggetti che hanno costituito il PID, a partire dal suo leader maximo Saverio Romano che dovrebbe fare terra bruciata intorno all'UDC, non credo che basterebbero 100 pagine. Il dato oggettivo rispetto al quale nessuno può obiettare e' che il PID e' uscito definitivamente ed irrimediabilmente (come giusto che fosse) fuori da qualunque panorama politico di oggi come di domani, e di ciò bisogna ringraziare l'illuminato statista che lo fortemente voluto e per il quale da un lato ha ottenuto un ministero e dall'altro ha probabilmente contribuito alla definitiva mazzata ricevuta dal suo molto più amato ed ascoltato leader.