Dirigenti, paralisi alla Regione
Mercoledì 18 Gennaio 2012 19:56 di Accursio Sabella
Sono passati venti giorni dalla scadenza naturale dei contratti. Ma il governo regionale, finora, ha confermato pochi dirigenti generali, ricorrendo per la maggior parte dei dipartimenti “scoperti” a incarichi ad interim. Il risultato? Una burocrazia paralizzata. O che viaggia a piccoli passi. Quelli necessari a non dare l'impressione di essere completamente ferma.
Sono del 27 dicembre scorso le delibere che hanno distribuito le nomine per i dipartimenti regionali in scadenza. Sono stati confermati al loro posto Marco Salerno (al Turismo), Pietro Tolomeo (Territorio e ambiente), Rosaria Barresi (Interventi strutturali per l'agricoltura), Vincenzo Falgares (Infrastrutture), Gesualdo Campo (Beni culturali) e Felice Bonanno (Programmazione).
Tra questi, qualcuno ha anche ricevuto uno dei dieci interim assegnati da Lombardo. Ci riferiamo, ad esempio, alla Barresi (che adesso guida anche il dipartimento degli interventi per la Pesca e quello per le Risorse agricole) e a Falgares (incaricato anche di guidare il dipartimento della Protezione civile). Ma il “re” degli interim è Giovanni Carapezza, già a capo della segreteria generale, incaricato di occuparsi anche dell'Ufficio speciale dell'Autorità di certificazione dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea, del dipartimento regionale delle autonomie locali e quello della funzione pubblica e del personale (dal quale è “uscito”, suscitando un generalizzato disappunto, Giovanni Bologna).
“Evidentemente – ironizza il segretario generale Cisl Fp Palermo Luigi Caracausi – Carapezza e la Barresi dispongono di poteri da supereroi, per riuscire a reggere contemporaneamente tre o quattro dipartimenti. Ma il problema – aggiunge – è un altro: lo spoil system ignora la meritocrazia. Non si può paralizzare una Regione solo per logiche politiche. Anche perché – conclude – a piangerne le conseguenze sono i cittadini, le imprese, le associazioni che devono dialogare con una Regione acefala”.
Già, perché la paralisi, a detta dei sindacati, è dovuta proprio al fatto che l'interim porta dei dirigenti a occuparsi di dipartimenti che spesso non conoscono a fondo, e nei quali rimarranno pochi mesi.
Gli altri interim sono andati a Pietro Tolomeo (Foreste), Letizia Di Liberti (Lavoro), Sergio Gelardi (Finanze e credito) e Romeo Palma (Affari extraregionali). “È chiaro – spiega il segretario regionale dei Cobas Codir Dario Matranga – che un dirigente che sa di essere 'a tempo' non si prenderà responsabilità che non sono sue. E si limiterà all'ordinaria amministrazione. Oggi, la Regione – aggiunge – non fa altro che gestire le emergenze. E sono già passati venti giorni dalla scadenza dei contratti: può la Sicilia – si chiede infine Matranga – in un momento economico come questo, concedersi questo lusso?”.
Ancora più duro Enzo Abbinanti, segretario della Funzione pubblica della Cgil: “Siamo stanchi – ha detto – di assistere, a ogni crisi politica, a questa guerra per la spartizione dei posti di sottogoverno. Si tratta, anche in questo caso, di un'invasione di campo della politica nei confronti dell'amministrazione. E gli incarichi a interim – prosegue Abbinanti – sono la dimostrazione di come si voglia continuare a 'giochicchiare'. Ma il rischio oggi – conclude – è di mettere sottosopra l'amministrazione, causando danni enormi ai lavoratori e ai cittadini”.
E la vicenda degli incarichi ai direttori è giunta anche all'Ars, dove il presidente della commissione Attività produttive Salvino Caputo ha presentato un'interrogazione con la quale chiede di fare chiarezza: “Come si può pensare – dice Caputo – che un solo dirigente possa coprire diversi dipartimenti, spesso centrali per la macchina regionale? Sei o sette nominati oggi gestiscono tutti i rami dell'amministrazione. E posso dire – rivela – che alcune lamentele sono giunte anche da alcuni di questi dirigenti, che spesso non ce la fanno a seguire materie diverse e impegni così pesanti. So di qualcuno – prosegue – che ha rimandato indietro alcune carpette con atti da firmare perché era all'oscuro del contenuto di quegli atti”. E anche per Caputo, questo immobilismo potrebbe avere effetti disastrosi per la Sicilia: “Pensiamo – dice – alla predisposizione dei bandi comunitari, che rischiano di saltare a causa di questi rallentamenti. Oggi la Regione è dimezzata per colpa del comportamento irresponsabile di Lombardo e del suo governo. Ma del resto – conclude – il progetto di Lombardo è palese: si vuole riservare questi posti solo per poter portare avanti, nelle prossime settimane, una contrattazione politica”.
Sono del 27 dicembre scorso le delibere che hanno distribuito le nomine per i dipartimenti regionali in scadenza. Sono stati confermati al loro posto Marco Salerno (al Turismo), Pietro Tolomeo (Territorio e ambiente), Rosaria Barresi (Interventi strutturali per l'agricoltura), Vincenzo Falgares (Infrastrutture), Gesualdo Campo (Beni culturali) e Felice Bonanno (Programmazione).
Tra questi, qualcuno ha anche ricevuto uno dei dieci interim assegnati da Lombardo. Ci riferiamo, ad esempio, alla Barresi (che adesso guida anche il dipartimento degli interventi per la Pesca e quello per le Risorse agricole) e a Falgares (incaricato anche di guidare il dipartimento della Protezione civile). Ma il “re” degli interim è Giovanni Carapezza, già a capo della segreteria generale, incaricato di occuparsi anche dell'Ufficio speciale dell'Autorità di certificazione dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea, del dipartimento regionale delle autonomie locali e quello della funzione pubblica e del personale (dal quale è “uscito”, suscitando un generalizzato disappunto, Giovanni Bologna).
“Evidentemente – ironizza il segretario generale Cisl Fp Palermo Luigi Caracausi – Carapezza e la Barresi dispongono di poteri da supereroi, per riuscire a reggere contemporaneamente tre o quattro dipartimenti. Ma il problema – aggiunge – è un altro: lo spoil system ignora la meritocrazia. Non si può paralizzare una Regione solo per logiche politiche. Anche perché – conclude – a piangerne le conseguenze sono i cittadini, le imprese, le associazioni che devono dialogare con una Regione acefala”.
Già, perché la paralisi, a detta dei sindacati, è dovuta proprio al fatto che l'interim porta dei dirigenti a occuparsi di dipartimenti che spesso non conoscono a fondo, e nei quali rimarranno pochi mesi.
Gli altri interim sono andati a Pietro Tolomeo (Foreste), Letizia Di Liberti (Lavoro), Sergio Gelardi (Finanze e credito) e Romeo Palma (Affari extraregionali). “È chiaro – spiega il segretario regionale dei Cobas Codir Dario Matranga – che un dirigente che sa di essere 'a tempo' non si prenderà responsabilità che non sono sue. E si limiterà all'ordinaria amministrazione. Oggi, la Regione – aggiunge – non fa altro che gestire le emergenze. E sono già passati venti giorni dalla scadenza dei contratti: può la Sicilia – si chiede infine Matranga – in un momento economico come questo, concedersi questo lusso?”.
Ancora più duro Enzo Abbinanti, segretario della Funzione pubblica della Cgil: “Siamo stanchi – ha detto – di assistere, a ogni crisi politica, a questa guerra per la spartizione dei posti di sottogoverno. Si tratta, anche in questo caso, di un'invasione di campo della politica nei confronti dell'amministrazione. E gli incarichi a interim – prosegue Abbinanti – sono la dimostrazione di come si voglia continuare a 'giochicchiare'. Ma il rischio oggi – conclude – è di mettere sottosopra l'amministrazione, causando danni enormi ai lavoratori e ai cittadini”.
E la vicenda degli incarichi ai direttori è giunta anche all'Ars, dove il presidente della commissione Attività produttive Salvino Caputo ha presentato un'interrogazione con la quale chiede di fare chiarezza: “Come si può pensare – dice Caputo – che un solo dirigente possa coprire diversi dipartimenti, spesso centrali per la macchina regionale? Sei o sette nominati oggi gestiscono tutti i rami dell'amministrazione. E posso dire – rivela – che alcune lamentele sono giunte anche da alcuni di questi dirigenti, che spesso non ce la fanno a seguire materie diverse e impegni così pesanti. So di qualcuno – prosegue – che ha rimandato indietro alcune carpette con atti da firmare perché era all'oscuro del contenuto di quegli atti”. E anche per Caputo, questo immobilismo potrebbe avere effetti disastrosi per la Sicilia: “Pensiamo – dice – alla predisposizione dei bandi comunitari, che rischiano di saltare a causa di questi rallentamenti. Oggi la Regione è dimezzata per colpa del comportamento irresponsabile di Lombardo e del suo governo. Ma del resto – conclude – il progetto di Lombardo è palese: si vuole riservare questi posti solo per poter portare avanti, nelle prossime settimane, una contrattazione politica”.
























cari miei ancora gli ascari non li ha deciso lombardo un pò di tempo che i partiti credino negli ideali e si faranno i dirigenti.
Una volta tanto, i sindacati dei dipendenti regionali sono tutti d'accordo: chissà, forse per convenienza?
Quello che nessuno dice, infatti, è che diversi tra quei dipartimenti sono assolutamente....inutili.
Nel senso che le relative competenze (!?) potrebbero benissimo essere accorpate e distribuite tra un numero minore di dipartimenti (e di dirigenti generali).
Non ho fiducia alcuna però che il presidente stia effettivamente pensando di farlo.....
Ma chi volete che si accorga che "mancano" i Dirigenti ?
Per quel che fanno.............
@Cico
Razionalizzare è sempre cosa buona e giusta. Siamo però certi che accorpando competenze si aumenti l'efficienza? Non vorrei che per risparmiare qualche migliaio di euro si riducesse drasticamente l'efficienza della pubblica amministrazione regionale, che poi è la reale efficienza che ancora stanno aspettando i cittadini siciliani!
Ragioniamo, parliamone, prima di fare ancora danni, oggi pure attraverso facili innalzamenti di forconi!
@alain2012
Giusto! Mandiamo a casa i dirigenti e diamo finalmente in mano la Regione ai camionisti!
effettivamente non sempre ci si accorge della loro mancanza
Potremmo metterci anche il compianto Steve Jobs, ma non riuscirebbe a spuntarla con la politica siciliana.
Il sistema pubblico, contro i loro padroni, cioè i cittadini, creando burograzia e disservizi; agevolando soltanto il sistema spesso, malavitoso.
Vuol dire che sparagnàmo 250mila euro a testa di dirigente? Mi diminuisce il contributo (leggi: rapina) regionale che pago ogni mese?
Allora ci sto.
Se Lombardo ne licenziasse definitivamente una decina e ne retrocedesse un'altra decina per far posto a "nuova Linfa" degli interni non farebbe male.
... ma cosa volete che importi a Lombardo che la Regione funzioni? La Regione deve essere, prima di tutto, occupata, posseduta, conquistata, plasmata, adattata, conformata, fatta propria, assimilata, coniata,resa strumento di consenso e di voti a suon di clientele e ricatti. Null'altro. E stiamo a discutere di merito? Il merito si misura con l'obbedienza e l'aderenza a questo disegno, delirante, di potere... e di sprofondamento non reversibile verso l'arretratezza. Dico sempre: fuggite giovani finché potete e siete in tempo.
Questo Lombardo ha proprio distrutto tutto.
Sulla vicenda informatica , dopo avere messo in liquidazione senza motivo Sicilia e Innovazione, adesso anche Sicilia e Servizi verrà messa in liquidazione lunedì 23 con il presidente i ncapace Spampinato come commissario liquidatore (...capirai che casino continuerà a creare oltre a far girare tante consulenze legali.
Ma perché Live Sicilia non ha saputo nulla al riguardo o non affronta uno scandalo di tali dimensioni.
Oramai la vicenda Cammarata ha esaurito la sua spinta mediatica e ci sono cose più scandalose di cui occuparsi
lombardo? l'uomo giusto per sviluppo e crescita del clientelismo
lombardo fa e farà ciò che vuole solo per amministrare il potere, nient'altro
@cogito ergo sum:
Credo sia più "probabile" riuscire a reperire 10 bravi dirigenti generali piuttosto che 30....
Se c'è una misura che il governo centrale dovrebbe fare è togliere l'autonomia e rifondare completamente la Regione Sicilia, nelle istituzioni e negli uffici. Con questa regione e con questi politici regionali non andiamo da nessuna parte
Lombardo fa quello per cui si e' fatto eleggere: politica. Tutto il resto e' fessaggine degli altri. Micciche' ha ragione ma Purche' vada in fondo questa volta. E' l'ultima chanche Per la sicilia
sempre i soliti giochetti!!! che strazio per i poveri siciliani... E' da tempo ormai che la Sicilia, con la politica di lombardo, è al palo... ma se ne rende conto???
e non sapete che il dirigente che ha avuto l'interim all'Azienda Foreste si è presentato dicendo "non firmo niente"!