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Live Sicilia

La rivolta del cinque e mezzo

Domenica 22 Gennaio 2012 08:57 di Vincenzo Ceruso

Rivolta meridionalista? Rivoluzione anti - casta? Insurrezione corporativa a rischio d’inquinamento mafioso, come ha denunciato Ivan Lo Bello? Insomma, cosa si muove nelle viscere della Sicilia in questi giorni? Quando cerco di capire gli eventi del mondo, riprendo in mano vecchi libri. Quando cerco di capire gli eventi siciliani, riprendo in mano, per primo, La storia della Sicilia di Francesco Renda (Sellerio editore).

C’informa lo storico che, negli anni difficili seguiti all’unificazione, veniva chiamato “piemontese” tutto ciò che non era siciliano. Rapporto teso quello con i nostri connazionali del profondo nord. Dichiarava il Luogotenente del Re d’Italia nell’isola, Montezemolo, dopo un duplice omicidio avvenuto a Palermo: “Dubito assai che nelle Cabilie la tempra sia più feroce che nei beduini di questa parte dell’isola”.

Noi non li capivamo. Loro non facevano molto per capirci. L’evento più grave del post – Risorgimento fu la cosiddetta rivolta del “sette e mezzo”, nel 1866. Squadre armate di contadini calarono in migliaia dalle montagne su Palermo, unendosi alla plebe cittadina e devastando la città, prima dell’inevitabile repressione dopo, appunto, sette giorni e mezzo. La storia, si sa, non si ripete identica, e anche le rivolte hanno loro caratteri originali. Ma credo che i moti che stanno attraversando la Sicilia in questi giorni presentino alcuni tratti comuni alle ribellioni siciliane dell’ultimo secolo e mezzo: ribellismo plebeo unito a rivendicazioni legittime, associazionismo politico popolare insieme ad autentico brigantaggio. Non mancherebbe la mafia che, nei giorni dopo l’unificazione, trovava il proprio brodo di coltura e, secondo alcuni osservatori, oggi troverebbe spazio in certe frange del movimento. Ovviamente, per il mafioso la violenza non è uno strumento di protesta, ma è in genere preludio ad accordi con i pubblici poteri. Alla guida della rivolta odierna, non certo pacifica ma senz’altro incruenta, è il comitato Forza d’urto, che ha stabilito inizialmente un blocco delle attività in Sicilia dal 16 al 21 gennaio. Il cartello di associazioni riunisce gli autotrasportatori e gli agricoltori, e presenta una forte connotazione sicilianista, oltre che un’opposizione alla politica tout court. Molti hanno già sottolineato la vicinanza manifestata al movimento dal gruppo di estrema destra Forza Nuova, oltre che dalla formazione Grande Sud, fondata da Gianfranco Miccichè, in un passato non lontano al governo sia alla Regione che a Roma.

Ma ciò che è importante è che, nel linguaggio dei rivoltosi, politico sembra divenuto tutto ciò che non è popolo (siciliano). Questo tratto sovversivo si sposa con l’ira di tanta gente a causa della crisi economica e ha consentito ai leader di Forza d’urto di suscitare un certo consenso in una fetta consistente dei siciliani. “Era ora”, dicono molti. Anche se i contenuti di questo “ora” rimangono alquanto generici. In attesa che venga un nuovo generale Cadorna a sedare la rivolta, come nel 1866, si tratterebbe di separare il grano dalla zizzania, e cioè di capire chi siano i disperati da comprendere, quali i criminali che strumentalizzano la lotta e quali, infine, i politici che fanno i furbi giocando con l’anti – politica e la rivoluzione sicilianista. In quest’ultimo caso, sarebbe da smascherare un copione sperimentato più volte nella storia isolana, per cui le classi dirigenti locali tendono a fomentare il disordine per poi presentarsi come garanti dell’ordine al tavolo della politica romana. Vecchio gioco in cui i siciliani cascano sempre.
Ultima modifica: 22 Gennaio ore 08:58

 

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Commenti

  • 2012-01-22 10:25:35

    In quest’ultimo caso, sarebbe da smascherare un copione sperimentato più volte nella storia isolana, per cui le classi dirigenti locali tendono a fomentare il disordine per poi presentarsi come garanti dell’ordine al tavolo della politica romana. Vecchio gioco in cui i siciliani cascano sempre.

  • 2012-01-22 11:04:54

    Speriamo che questa volta i Siciliani abbiano buona memoria e non ci caschino come sempre.

  • 2012-01-22 11:11:05

    Sarebbe istruttivo ed interessante ricordare le cause della rivolta del 1866 e le conseguenze dell'intervento repressivo e pluriomicida del Cadorna.

  • 2012-01-22 14:09:58

    finchè saremo a guinzaglio dell`italia ci sarà ben poco in cui sperare dobbiamo cercare di cavarcela da soli

  • 2012-01-22 16:33:31

    Come già successo qualche tempo fa si ripresenta la protesta dei "camionisti", che a mio avviso non hanno torto nel manifestare il loro "incazzamento" contro questa politica nazionale di sole tasse. ciò che non si è ben capito se la protesta serve a tutti o solo per loro, sgravi fiscali per la categoria. Io penso che se gli unici a subire i problemi causati dalla protesta siamo i cittadini è una protesta inutile se i problemi si allargano o li subiscono solo i politici allora si ricaverebbe un risultato. Se il carburante iniziasse a scarseggiare anche alle auto di scorta forse anche i magistrati, capendo i motivi, potrebbero pressare a favore dei manifestanti. Per quanto riguarda l'infiltrazione mafiosa è il solito spauracchio utilizzato da qualche "stronzo" che non ha altro da dire perche colluso con la politica da quattro soldi che ci governa !! Se qualche politico pensa di cavalcare l'onda sta a noi prendere nota e far si di cancellarlo per sempre dalla scena politica al momento delle elezioni( dovremmo farlo per tutti i presenti al momento all'ARS).

  • 2012-01-22 17:21:05

    I fascismi sono forme immature di partecipazione delle masse alla Storia e i loro effetti sono tragicamente dannosi. I Montezemolo invece non mancano mai, neanche oggi.

  • 2012-01-22 18:23:39

    Palermo è come una bellissima donna Violentata, continuamente Maltrattata.Sicula Palermo,formosa ,con le tue montagne che d'estate ti infiammano,Solare ma bruci dentro di RABBIA, Splendente e azzurra come il tuo mare. La guerra tante ferite ti ha lasciato, nessuno dei tuoi ominicchi li ha curate.Le tue culture vogliono annientare, tu Palermo alza la testa e fatti RISPETTARE.L'aquila del malaffare è sempre in agguato pronta a sopraffarti. Arriva un sindaco e ti vorrebbe cambiare, ti rimette il vestito nuovo, tinge i tuoi capelli bianchi per poi trascurarti lasciandoti sporca , scolorita e lacerata, adesso sei vecchia è stanca...ma i giovani Onesti è forti non vogliono abbandonarti, lottano per risanare le ferite del tuo corpo, Curarti, Rispettarti,Amarti per L' ETERNITA'. Anna Conti

  • 2012-01-23 09:50:08

    Politici siciliani assenti, proteste portate avanti da settori di parte che hanno solo disagiato i siciliani, con personaggi di dubbia e nebulosa provenienza, quindi impensabile che persone perbene possano sposare siffatta protesta. Le proteste si fanno bloxxando i palazzi del potere, non elemosinando i loro miseri sussidi.
    Infatti la protesta un flop che ha generato un ulteriore collasso alla gia' disagiata economia siciliana

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