L'Udc torna al dialogo con Pd e Mpa
D'Alia: "Pdl? Non ce ne frega nulla"
Domenica 22 Gennaio 2012 15:41 di Roberto Immesi
Il Pdl? “Non ce ne è mai fregato nulla”. Il Terzo polo? “Alcuni amici avrebbe fatto meglio a stare zitti, non bisogna sempre parlare tanto per dimostrare che si esiste”. Il Fli? “Sono come i giapponesi nella foresta: aspettano Berlusconi per sparargli”. L’Udc? “E’ come la coda delle lucertole: più la tagli, più ricresce”. E’ un fiume in piena Gianpiero D’Alia, il coordinatore siciliano dei centristi che a Palermo, presso l’ex Charleston, ha presieduto il congresso provinciale e cittadino dei casiniani.
Un’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa ma soprattutto lo scenario ideale per le grandi manovre di riavvicinamento al Pd e all’Mpa di Raffaele Lombardo. A vedere la sala gremita che tributa applausi scroscianti appena sente che l’intesa con il Pdl, data per certa fino a qualche giorno fa, era solo un errore di “comunicazione”, si capisce che aria tira nel partito. Nessun ritorno al vecchio schema del centrodestra, quindi, ma una ripresa del dialogo con gli ex alleati democratici e autonomisti che però non significa un rientro nel governo Lombardo.
“Non credo che ci sia lo spazio per una ricomposizione del governo regionale – dice D’Alia nel suo intervento - le questioni che ci hanno portato a uscire dal governo non sono legate agli assetti interni, ma sono complesse: la Regione non riesce a fare il bilancio, è in esercizio provvisorio e dovrà tagliare 1,5 miliardi di euro di spesa. Non voglio polemizzare con l’assessore Armao, ma se il commissario dello Stato impugna le ultime tre leggi per la mancata copertura finanziaria non si può fare un ricorso per il quale ci vorranno anni”. E continua: “Ci vuole un piano di risanamento, oltre alle riforme che in Italia si stanno già facendo, mentre in Sicilia no perché manca una maggioranza politica che sostenga il governo. Il Pd è preso da dispute interne, il Terzo polo deve ancora nascere in maniera trasparente e lineare così come avviene a Roma. Il Terzo polo, del resto, è nato dopo il governo Lombardo e rappresenta un progetto politico alternativo a un bipolarismo finito, un progetto culturale che si fa sulle cose concrete: abolire le province in Sicilia, riformare gli enti locali, liberalizzare i servizi pubblici locali, cancellare le società a partecipazione regionale e locale che mangiano solo soldi, riformare la formazione e non aumentare l’Irpef, soprattutto se serve non a coprire la spesa produttiva ma la tabella H. Su queste cose chiediamo di lavorare e di costruire il Terzo polo, non sull’assessore in più o in meno”.
Un ramoscello d’ulivo che è subito stato raccolto da Giovanni Pistorio, dell’Mpa, che nel suo saluto alla platea ha ammesso che “ci sono difficoltà che vanno superate. Noi abbiamo una vicinanza umana e culturale con l’Udc, il nostro partito nasce da una sua costola: questo può comportare qualche tensione, ma anche una maggiore facilità di dialogo. Bisogna collaborare alle prossime amministrative per dare una risposta forte ai problemi della Sicilia e portali a Roma: da soli né l’Mpa, né l’Udc ce la possono fare”.
Ma il congresso è anche l’occasione per parlare anche delle prossime amministrative: “Il tema non sono le alleanze ma i contenuti – dice D’Alia - oggi lanciamo per Palermo un programma per la città, elaborato sotto la supervisione del professore Piraino, perché la soluzione migliore non è riproporre alleanze che hanno fallito, a noi interessa costruire un progetto politico che faccia di Palermo la priorità della politica regionale. Questo si può fare solo con una giunta di salute pubblica che vada oltre schieramenti che sono protesti al passato e non al futuro. Partendo da questo programma, ci confronteremo con le altre forze politiche”. E per far questo, bisogna trovare un candidato sostenuto da un’ampia coalizione: “Pensare che le grandi decisioni, anche impopolari – puntualizza D’Alia – le possa prendere un sindaco che viene eletto con un 30%, è da pazzi. E a sinistra di pazzi ce ne sono tantissimi”. E per Palermo, lancia la proposta di una legge speciale: “Un provvedimento per la città metropolitana, che conferisca maggiori poteri grazie a uno statuto speciale e permetta di governare un territorio più ampio”. Infine un secco no alle primarie – “Sono una scorciatoia che certifica il fallimento dei partiti, invocare il popolo per non assumersi le proprie responsabilità è troppo facile” – e un annuncio: i candidati dell’Udc alle prossime elezioni dovranno presentare non solo il proprio certificato penale, ma anche quello Antimafia.
“L’Udc si conferma un partito responsabile che pensa al bene della Sicilia e dei siciliani – dice il capogruppo dei centristi a Sala delle Lapidi, Salvo Italiano – e questo congresso così affollato è un grande momento di democrazia e di confronto, che ci proietta con fiducia ai prossimi appuntamenti elettorali. E’ ora di mettere da parte gli interessi di bottega e di pensare al bene comune, soprattutto a Palermo. La città è ormai allo sfascio, serve una grande opera di riqualificazione che le restituisca dignità e serenità”. Il congresso ha infine eletto Anthony De Lisi segretario cittadino e Mimmo Guarneri segretario provinciale.
Un’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa ma soprattutto lo scenario ideale per le grandi manovre di riavvicinamento al Pd e all’Mpa di Raffaele Lombardo. A vedere la sala gremita che tributa applausi scroscianti appena sente che l’intesa con il Pdl, data per certa fino a qualche giorno fa, era solo un errore di “comunicazione”, si capisce che aria tira nel partito. Nessun ritorno al vecchio schema del centrodestra, quindi, ma una ripresa del dialogo con gli ex alleati democratici e autonomisti che però non significa un rientro nel governo Lombardo.
“Non credo che ci sia lo spazio per una ricomposizione del governo regionale – dice D’Alia nel suo intervento - le questioni che ci hanno portato a uscire dal governo non sono legate agli assetti interni, ma sono complesse: la Regione non riesce a fare il bilancio, è in esercizio provvisorio e dovrà tagliare 1,5 miliardi di euro di spesa. Non voglio polemizzare con l’assessore Armao, ma se il commissario dello Stato impugna le ultime tre leggi per la mancata copertura finanziaria non si può fare un ricorso per il quale ci vorranno anni”. E continua: “Ci vuole un piano di risanamento, oltre alle riforme che in Italia si stanno già facendo, mentre in Sicilia no perché manca una maggioranza politica che sostenga il governo. Il Pd è preso da dispute interne, il Terzo polo deve ancora nascere in maniera trasparente e lineare così come avviene a Roma. Il Terzo polo, del resto, è nato dopo il governo Lombardo e rappresenta un progetto politico alternativo a un bipolarismo finito, un progetto culturale che si fa sulle cose concrete: abolire le province in Sicilia, riformare gli enti locali, liberalizzare i servizi pubblici locali, cancellare le società a partecipazione regionale e locale che mangiano solo soldi, riformare la formazione e non aumentare l’Irpef, soprattutto se serve non a coprire la spesa produttiva ma la tabella H. Su queste cose chiediamo di lavorare e di costruire il Terzo polo, non sull’assessore in più o in meno”.
Un ramoscello d’ulivo che è subito stato raccolto da Giovanni Pistorio, dell’Mpa, che nel suo saluto alla platea ha ammesso che “ci sono difficoltà che vanno superate. Noi abbiamo una vicinanza umana e culturale con l’Udc, il nostro partito nasce da una sua costola: questo può comportare qualche tensione, ma anche una maggiore facilità di dialogo. Bisogna collaborare alle prossime amministrative per dare una risposta forte ai problemi della Sicilia e portali a Roma: da soli né l’Mpa, né l’Udc ce la possono fare”.
Ma il congresso è anche l’occasione per parlare anche delle prossime amministrative: “Il tema non sono le alleanze ma i contenuti – dice D’Alia - oggi lanciamo per Palermo un programma per la città, elaborato sotto la supervisione del professore Piraino, perché la soluzione migliore non è riproporre alleanze che hanno fallito, a noi interessa costruire un progetto politico che faccia di Palermo la priorità della politica regionale. Questo si può fare solo con una giunta di salute pubblica che vada oltre schieramenti che sono protesti al passato e non al futuro. Partendo da questo programma, ci confronteremo con le altre forze politiche”. E per far questo, bisogna trovare un candidato sostenuto da un’ampia coalizione: “Pensare che le grandi decisioni, anche impopolari – puntualizza D’Alia – le possa prendere un sindaco che viene eletto con un 30%, è da pazzi. E a sinistra di pazzi ce ne sono tantissimi”. E per Palermo, lancia la proposta di una legge speciale: “Un provvedimento per la città metropolitana, che conferisca maggiori poteri grazie a uno statuto speciale e permetta di governare un territorio più ampio”. Infine un secco no alle primarie – “Sono una scorciatoia che certifica il fallimento dei partiti, invocare il popolo per non assumersi le proprie responsabilità è troppo facile” – e un annuncio: i candidati dell’Udc alle prossime elezioni dovranno presentare non solo il proprio certificato penale, ma anche quello Antimafia.
“L’Udc si conferma un partito responsabile che pensa al bene della Sicilia e dei siciliani – dice il capogruppo dei centristi a Sala delle Lapidi, Salvo Italiano – e questo congresso così affollato è un grande momento di democrazia e di confronto, che ci proietta con fiducia ai prossimi appuntamenti elettorali. E’ ora di mettere da parte gli interessi di bottega e di pensare al bene comune, soprattutto a Palermo. La città è ormai allo sfascio, serve una grande opera di riqualificazione che le restituisca dignità e serenità”. Il congresso ha infine eletto Anthony De Lisi segretario cittadino e Mimmo Guarneri segretario provinciale.
Ultima modifica: 23 Gennaio ore 10:10
























Merianna caronia candidata unica del terzo polo......GRANDE SINDACO DELLA CITTA DI PALERMO
con De Lisi cambieremo Palermo
Quando non parla con la testa di Genovese,Franza, Adamo e del buon Ardizzone obiettivamente appare più ragionevole.
l'udc in testa, come tutti gli altri esponenti di partito...parlano sempre per il bene della sicilia ecc....indubbiamente..ma in questi come negli altri giorni di protesta dove sono stati....ma con quale coraggio questi psudo politicanti parlano....meno male che per voi e' finita ..nessuno piu' vi crede ,siete solo vomitevoli..non avete neanche il buon senso di stare zitti e sparire dalla scena ....ma ci pensera' il popoli a ribellarsi e a cancellarvi definitivamente ......vergogna
@Peppe
Marianna Caronia???????
Ho l'impressione che Lei abbia poche idee ma assai confuse
MARIANNA CARONIA la donna giusta che puo' ricucire il TERZO POLO...sta' lavorando bene nel coinvolgere i cittadini Palermitani...apritevi e parlatene ne vale una vittoria per Palermo verso il cambiamento, Tiratela fuori ora da questi inaffidabili del PID e PDL. LOMBARDO, DALIA scendete ogni tanto dal podio e contattatela RICETTA VINCENTE E SERIA.
Quoto @franco e aggiungo da quale pulpito parte la predica dell'UDC di T'alia una generazione di politicanti che non hanno fatto nulla per la Sicilia e per i pecoroni dei Siciliani compreso me si intende, Siete solo delle sanguesughe che cercano sempre visibilità Vergogna!!!!!!!!!
Piuttosto lei ON.CARONIA esca da questo PIIDDI maledetto, che a seguire FINIRA', ho saputo di alcuni suoi candidati un po' troppo seri per trascinarli verso questa destra FALLITA!!! Lasci la coalizione a LAGALLA, mi creda nemmeno la stessa coalizione lo votera'. Questi le faranno piangere la sua lealta' e onesta', non rovini il bel lavoro che sta' conducendo, vada al terzo polo DOMANI!!!
Hanno fatto bene a riunirsi in un ristorante,tanto per non perdere le buone abitudini.
Certo che quando la Caronia vuole lanciare messaggi all'esterno sa come fare ! Si ritiri va!
Bella questa istorio dice che Mpa e' una costola dell'udc , Mpa e' una creatura di Cuffaro lo dica chiaro solo che poi la creatura formata da gente come lei e lombardo ha dimenticato. Ma il tempo e'galantuomo
EXudc40: SI RITIRERA' A VILLA NISCEMI, E MORIRAI D'INVIDIA!!! TU SEI PIIDDI E NUTRI VELENO...FINIRA'!!!!!
L'On. D'Alia studia da Governatore.
Quanto sono lontani dai problemi della gente !
De Lisi, Guarneri ma chi sono questi? Un partito che non ha il coraggio di impegnare in prima persona i suoi rappresentanti non e' degno di impartire lezioni a nessuno. Questo puo' stare bene a Lentini ma Dina si dovrebbe vergognare, e' questo che ti ha insegnato il tuo maestro? Dina sei veramente una delusione.
Il compagno D'Alia sa che il nerbo dell'elettorato dell'UDC è anticomunista? e poi visto che il nostro buon D'Alia e tutti i deputati e senatori dell'UDC sono stati eletti con i voti mafiosi di Cuffaro (senza quelli l'UDC non avrebbe raggiunto il 5%)non crede sia più coerente dimettersi in massa in attesa delle prossime elezioni?
dalia governatore cià può fare.(forse)