Il campo dei miracoli
Domenica 29 Gennaio 2012 08:53
(rp) La signora Enza scuote il capo al confine della porta della sua trattoria: “Vuole pesce, dottore? Mi spiace. Al mercato non si trova niente. C’era un signore che cercava la pasta con le vongole. Gli ho spiegato che sono sparite. Questa protesta ci ha messo in ginocchio”. Stessa musica al bar. Il titolare somiglia a un oste antico e cortese: “Siamo rovinati. Niente roba fresca. Siamo rovinati”. E’ il mantra. Qual è il bilancio della devastazione della Sicilia a opera di Forconi, illusionisti e autotrasportatori?
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ricordato i vincoli europei, nel famoso incontro con Raffaele Lombardo, governatore di Sicilia. Si è limitato a vaghe annotazioni. Un pezzo di qualcosa è stato portato a casa. Ma sarebbe arrivato lo stesso, per logica e diplomazia, se il presidente Lombardo fosse andato a Roma senza “scruscio” forconista incorporato. Un po’ poco per un movimento violento, infiltrato – secondo denunce ad altissimo livello – e con una carica autoreferenziale e visionaria di palingenesi totale. Né il risultato poteva essere dissimile. Se guardiamo la composizione della compagnia dell’anello che ha messo a ferro e fuoco l’isola riscontriamo la presenza di soggetti discutibili, di politicanti dell’opera da tre soldi, di gatti e di volpi, di Pinocchi in buonafede e purtroppo terribilmente sprovveduti.
Giova riflettere sul tema con maggiore lucidità, dopo i giorni della fame e della sete. Lo abbiamo fatto, ripercorriamo il cammino ora che la fase acuta delle rivendicazioni appare tramontata, sconfitta in verità dalla sua stessa indeterminatezza, dall’impossibilità di stilare un programma serio, di trasformare in sbocco una infinita sequela di rabbie, sogni dal colore inconciliabile e ricostruzioni sui massimi sistemi. Oltretutto, la protesta dei Forconi annida un cancro separatista ed egoista che la parte più irresponsabile della politica tenterà di trasformare nel denaro sonante del consenso. E' chiaro che c’è anche la cattiva politica dietro il flagello che ha procurato la scomparsa delle vongole nella trattoria della signora Enza. La stessa che diciamo di volere combattere, perché troppe volte ci ha promesso gli zecchini d’oro, per regalarci soltanto una terra vuota, da riempire di lacrime, nel campo dei miracoli.
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha ricordato i vincoli europei, nel famoso incontro con Raffaele Lombardo, governatore di Sicilia. Si è limitato a vaghe annotazioni. Un pezzo di qualcosa è stato portato a casa. Ma sarebbe arrivato lo stesso, per logica e diplomazia, se il presidente Lombardo fosse andato a Roma senza “scruscio” forconista incorporato. Un po’ poco per un movimento violento, infiltrato – secondo denunce ad altissimo livello – e con una carica autoreferenziale e visionaria di palingenesi totale. Né il risultato poteva essere dissimile. Se guardiamo la composizione della compagnia dell’anello che ha messo a ferro e fuoco l’isola riscontriamo la presenza di soggetti discutibili, di politicanti dell’opera da tre soldi, di gatti e di volpi, di Pinocchi in buonafede e purtroppo terribilmente sprovveduti.
Giova riflettere sul tema con maggiore lucidità, dopo i giorni della fame e della sete. Lo abbiamo fatto, ripercorriamo il cammino ora che la fase acuta delle rivendicazioni appare tramontata, sconfitta in verità dalla sua stessa indeterminatezza, dall’impossibilità di stilare un programma serio, di trasformare in sbocco una infinita sequela di rabbie, sogni dal colore inconciliabile e ricostruzioni sui massimi sistemi. Oltretutto, la protesta dei Forconi annida un cancro separatista ed egoista che la parte più irresponsabile della politica tenterà di trasformare nel denaro sonante del consenso. E' chiaro che c’è anche la cattiva politica dietro il flagello che ha procurato la scomparsa delle vongole nella trattoria della signora Enza. La stessa che diciamo di volere combattere, perché troppe volte ci ha promesso gli zecchini d’oro, per regalarci soltanto una terra vuota, da riempire di lacrime, nel campo dei miracoli.
Ultima modifica: 30 Gennaio ore 06:00
























L'avevo detto prima che iniziasse la inutile e dannosa protesta siciliana dei forconi e autotrasoortatori, che dietro tutto questo caos la politica siciliana di basso profilo, era la mente della manifestazione, nella estrema speranza che l'ennesimo ricatto portasse il governo nazionale a concedere l'ennesimo aiuto,in un momento di grave crisi, a dei politici deleggittimati ed a un gruppo ristretto di facinorosi distanti anni luce dai problemi delle famiglie siciliane. MONTI distante da tutti gli sporchi inciuci tra la politica romana e la politica siciliana, ha garbatamente spiegato che e' giunto il momento di dar conto delle proprie azioni!!
Io da siciliano dico che sono dei parassiti!!
La cosa che mi è piaciuta di più è la frasa: "E’ chiaro che c’è anche la cattiva politica dietro il flagello .... etc".
Cos'è? uno scherzo, un eufemismo?
La Sicilia sta esalando l'ultimo respiro, dopo una inteminabile agonia che dura da cinquant'anni e tutto questo è ANCHE colpa dei politici?
Chi si è arricchito in tutto questo tempo, quelli confluiti nel movimento dei Forconi o politici e mafiosi?
Cos'è che VA BENE in Sicilia: forse le scuole, le università in primo luogo, l'occupazione, lagricoltura, le infrastrutture, i porti, il turismo, i trasporti. Quando trovi qualcosa fammelo sapere.
Lungimiranza
In fuga dal presente rincorriamo il futuro protesi a cercare in esso motivi di soddisfazione. Siamo stati educati a vivere il futuro come "il campo dei miracoli" ma i fatti odierni ci hanno buttatto adosso la nuda realtà: facciamo fatica a trovare motivi adeguati per sperare. Ciascuno, solo o intruppato cerca un "posto al sole" non è importante se questo produce un danno per tutti.
Cosa ci permette di vivere il presente?
Posta la domanda occorre essere leali e rintracciare nell'esperienza quando la realtà ci ha soddisfatto; andare all'origine di essa è la vera sfida. Questo lavoro potrà farci scoprire che c'è Qualcuno che ci rimette in grado di vivere il presente senza dimentica nulla.
Un cattolico
La protesta dei forconi e degli autotrasportatori è il grido di disperazione di una terra che da 50 anni a questa parte non ha avuto una classe dirigente all'altezza delle proprie aspettative.
I tromboni (Lo Bello in testa) che hanno accusato chi protestava di avere degli infiltrati della criminalità hanno scoperto l'acqua calda. Ciò che non si vuol capire, caro dott. Puglisi, è che è gente che soffre e non ha voce per gridarlo, perché la nostra classe politica siciliana è quanto di peggio sia mai passato nella storia di questa disgraziata e bellissima Isola!!!
Complimenti per lo stile e per i contenuti, analisi perfetta!
ieri il capo era pieno di pesce freschissimo
bene dr Puglisi
I siciliani hanno, dopo tempo immemorabile, rialzato la testa... e i giornalisti non hanno capito nulla fornendo, per l'ennesima volta, pessima prova di sé... Quoque tu Puglisi!
E poi, le vongole - e pure gli scrofani - sono tornati da un pezzo...
Io spero che continui, gli altri continuino a rimanere a casa
I politici, i mafiosi, i forconi, i ladri, le persone per bene: nessuna differenza tra chi ruba e chi finge di non vedere, tra chi depaupera la nostra regione e chi continua a votare i soliti amici, ...
L'avevo detto quando il dott. Puglisi, ha fatto la prima disamina su questo poco sfortunato sciopero.Io avrei voluto come manifestanti tutti i comitati antimafia, anche per contrastare se ci fosse stato qualche mafioso o presunto tale. Come erroneamente detto da Lo Bello solo lui l'ha visto la mafia con i manifestanti,ma perchè non li ha fatti arrestare?se erano li!;ma ci rendiamo conto che i siciliani non possono competere con i prezzi che fanno quelli del nord? li al nord, e mi riferisco a città come Salerno, che hanno le serre e fanno ortaggi come da noi.Loro hanno 800 chilometri meno da fare per arrivare nelle verziere del nord Italia e spendono meno di noi ed arrivano prima e noi con i nostri prodotti dobbiamo fare la guerra con i poveri per vendere i nostri prodotti a pari prezzo di quelli di Salerno, Napoli, Fondi, e tante altre città che hanno le serre nel centro sud, e centro italia, questo il dottor, Puglisi lo saprà mi auguro.aaain belgio e Olanda hanno il carburante piu' mercato d'Europa e portano dopo avere fatto 1000 kilometri di autostrada non a pagamento, e per loro c'e' lo stesso vantaggio del tempo e del prezzo sia dei prodotti, che dei carburanti. Questo hanno chiesto i trasportatori prima di fare lo sciopero, e c'e' una parte di loro che sono padroncini.a Milano i pomodorini sono venduti a un euro e venti al kilo:nei centri commerciali sono venduti a dueeuro e cinquanta fino a tre euro e cinquanta cosi le altre cose da orto.Credo che queste cose le sappiano gli assessori regionali, e chi ha scritto questo articolo, dove è l'errore dei scioperanti: ma vedete quello che vogliono fare le categorie protette come i tassisti, gli avvocati, i farmacisti già con i tassisti monti a delegato i sindaci quindi non vuole toccare l'elettorato e gli altri si mettono in coda, io questo vedo e vivo e mi dispiace che tutto aumenta e la gente che lavora non puo'esprimere il malcontento che il governo di maggioranza ha combinato.Ed ha lasciato ad altri per potere dire con parole di bossi "mezzacartuccia" al suo capo del suo governo.
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.....LA CATTIVA POLITICA..... LA STESSA CHE DICIAMO DI VOLERE COMBATTERE.....
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Dottore Puglisi,
e' da oltre 60 anni che noi Siciliani "diciamo" di volere combattere la cattiva Politica mentre con Essa 'barattiamo' puntualmente il nostro voto ad ogni tornata elettorale. Se noi Siciliani fossimo appena un po' più consapevoli della nostra IPOCRISIA - ed un po' più responsabili nei confronti dei nostri figli che abbiamo messo al mondo - capiremmo subito che l'altra faccia della medaglia della nostra "furbizia" si chiama FESSERIA.
Capiremmo che, a BARATTARE il nostro voto, AFFOSSIAMO noi stessi, la nostra Regione e la Nazione. E condanniamo VERGOGNOSAMENTE i nostri figli all'emigrazione. Ma capire NON possiamo, perché' per capire occorre almeno avere il coraggio di guardarsi allo specchio, strumento questo da cui FUGGIAMO con codardia di stampo schettiniano.
Cordialmente,
jb Mirabile-caruso.
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LA SICILIA E' STATA AFFOSSATRICE DELL'ITALIA. E L'ITALIA AFFOSSA L'EUROPA. ENTRAMBE MERITEREBBERO L'AFRICA.
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Esiste, nelle menti dei più, una specie di dissociazione tra lo stato grave dei nostri problemi e la pessima qualità di chi abbiamo mandato istituzionalmente a risolverli. Non possiamo nascondercelo: questi politici ci porteranno allo sfacelo. Su di loro bisogna intervenire. E' inutile bloccare la strada a danno dei comuni mortali come noi.