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Live Sicilia

Spara alla moglie, si uccide
La figlia chiama i soccorsi

Martedì 07 Febbraio 2012 20:40 di Riccardo Lo Verso

Rinaldo D'Alba, 39 anni, appuntato in servizio alla stazione Falde, al culmine di un litigio ha ucciso, ieri sera, la moglie Rosanna Siciliano, 37 anni. E' accaduto intorno alle sette di sera. Le ha sparato al petto con la stessa pistola che poi si è puntato alla tempia. L'uomo è morto sul colpo, la donna dopo l'arrivo dell'ambulanza chiamata da una delle figlie.
La tragedia si è consumata in casa sotto gli occhi delle figlie di dodici e cinque anni. L'alloggio era quello di servizio al secondo piano della caserma di via Giordano Calcedonio.  Il carabiniere, originario di Bari, era in servizio da molti anni a Palermo. La moglie era di Borgo Nuovo.

Secondo le prime indiscrezioni, è stata proprio una delle figlie ad accorgersi dell'accaduto, dopo avere sentito gli spari. Ha aperto la porta della camera da letto e ha trovato entrambi i genitori a terra. Uno morto, uno moribondo. La coppia era separata. Ma i due avevano deciso di mantenere rapporti civili, per amore di pace. Poi deve essere scattato qualcosa di tremendo. Rinaldo D'Alba non ha lasciato e non si è lasciato scampo.
Ultima modifica: 08 Febbraio ore 13:30

 

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Commenti

  • 2012-02-08 01:51:12

    Sarebbe importante, come succede in molti Paesi del Mondo, alcuni più, altri meno avanzati rispetto all'Italia, se i militari lasciassero le armi in caserma invece che portarle a casa. Non è infatti questo il primo caso di tragedia familiare presso le forze dell'ordine

  • 2012-02-08 05:42:29

    Che tragedia. lui un bravo carabiniere.
    Avere sotto mano un'arma può determinare e determina
    queste follie

  • 2012-02-08 08:24:13

    scusa ma se l'articolo dice che abitava nell'alloggio di servizio,e poi quando il cervello si blocca ce poco da fare.

  • 2012-02-09 08:47:37

    Quelli che non capiscono o fingono di non capire, hanno la loro parte di responsabilità per queste morti. Una cosa è perdere l’affetto della moglie, altra è perdere anche le figlie; perdere la casa; perdere la possibilità di sopravvivere economicamente. Un mio amico separato non riesce a vedere la figlia da otto anni a causa dell’ostruzionismo della madre, nonostante i vari pronunciamenti del tribunale che soltanto “a chiacchiere” tutelano il diritto dei minori di frequentare i padri. Da otto anni lavora per gli avvocati con la speranza di stare un poco con la figlia. PER PARITA’ diamo la casa dei separati ai figli e i genitori vi si alternano un anno a testa (con pari modalità di visite) vedrete come le separazioni (chieste per l’80% dalle donne) quasi svaniranno. Ma si sa che LA PARITA’ è bella solo quando conviene!. E’ un dato di fatto: l’ingiustizia e lo stupro dei sentimenti porteranno sempre nuovi massacri.

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