Fondi Ue, facciamo ridere
Martedì 14 Febbraio 2012 18:50 di Accursio Sabella
A quanto ammonta la reale spesa dei fondi europei da parte della Regione siciliana? Una risposta ufficiale è arrivata oggi in commissione Attività produttive, per bocca del dirigente generale alla Programmazione Felice Bonanno: “Dei soldi previsti dal piano Po Fesr 2007-2013 abbiamo speso circa il 12,7%”. Circa un ottavo dell’intero finanziamento a disposizione, che ammonta complessivamente a sei miliardi di euro. Anche per questo la Regione varerà, forse già questa settimana, una “task force” per controllare e accelerare la spesa.
Ma la situazione, precisa Bonanno, non è così drammatica, visto che “circa il 40% è già in fase di Impegno giuridicamente vincolante”. In pratica, c’è già un contratto formalizzato, e un creditore chiaramente individuabile. Insomma, soldi che dovrebbero essere spesi senza grossi problemi. Ma il condizionale è d’obbligo, perché è ancora viva la polemica sulla possibile perdita di 220 milioni di fondi, a causa di alcuni errori compiuti dall’amministrazione.
“Anche su questo punto – spiega Bonanno – è meglio puntualizzare. Ancora non abbiamo perso un euro. Sono stati solo interrotti i termini di pagamento”. In pratica, l’Ue avrebbe dovuto versare i 220 milioni entro la fine di febbraio, ma ha congelato quelle cifre a causa di alcune incongruenze e irregolarità incontrate nell’istruttoria dei progetti. “Ma la stessa cosa – prosegue Bonanno nel suo intervento in Commissione - è avvenuta in altre regioni d’Italia. Adesso noi avanzeremo le nostre controdeduzioni. Ma passerà di certo qualche mese, il cosiddetto ‘periodo di negoziato’, prima che si giunga a una decisione definitiva da parte dell’Europa. In Campania, ad esempio, è avvenuta la stessa cosa alla fine del 2010 e ancora non si è arrivati a un esito”.
Al centro delle contestazioni della Commissione europea, sarebbero state principalmente, le cosiddette “perizie di variante”, vale a dire, per semplificare, gli interventi di modifica di vecchi progetti: “L’Europa sostiene – dichiara Bonanno – che se il progetto è fatto bene fin dall’inizio, non c’è bisogno di varianti. Noi riteniamo invece che questi interventi consentano di attualizzare il progetto che a volte, dopo anni, diventa desueto”.
In alcuni casi, poi, le contestazioni della Commissione hanno investito altri fattori. Un esempio è legato a un progetto della Protezione civile per l’acquisto di mezzi finalizzati a un piano di sviluppo. “Ma in questo caso – spiega Bonanno – la Commissione europea ha sollevato la questione che quei mezzi potrebbero essere in seguito rivenduti ad altre Regioni, contravvenendo alle regole dei finanziamenti europei. Ma sia nel primo che in questo caso – continua Bonanno – a nostro parere si tratta semplicemente di ‘punti di vista’ discordanti”.
Nonostante queste criticità, Bonanno si dice “cautamente ottimista”: “In fondo – spiega – in nessuna annualità siamo caduti nel disimpegno dei fondi. Posso affermare con certezza, quindi, che finora non si è perso un euro”.
Ma scendendo nelle cifre, la fotografia che emerge non è così confortante. Solo per il Fesr, infatti, la Sicilia dispone di sei miliardi di euro. Di questi, sono oltre tre miliardi quelli provenienti dall’Europa, il resto è dato dalla compartecipazione statale (al 70%) e regionale (al 30%). Di questi 6 miliardi, la Regione ha speso finora 766 milioni. Per cosa? Micro-interventi, soprattutto, e poche grandi opere. Restano da spendere quindi oltre 5,2 miliardi. E il 2015 è la scadenza prevista dall’Europa, visto che anche per il Po Fesr vige il sistema dell’”n+2”. In pratica, per i progetti programmati in una determinata annualità, la spesa deve compiuta entro due anni.
Di questi oltre 5,2 miliardi, però, spiega Bonanno, molti saranno spesi in tempi più o meno brevi. Circa la metà, per la precisione, frutto di una parte dei quasi 2 miliardi previsti per dodici grandi opere (nove delle quali già cantierate), del miliardo previsto per i cosiddetti “Regimi d’aiuto” (aiuti di stato alle imprese) di cui sono già state allestite le graduatorie, e dei 600 milioni del’Asse 6 (riguardante lo sviluppo urbano-sostenibile). In molti di questi casi, esiste già un “Igv”, cioè un impegno giuridicamente vincolante: ovvero c’è un contratto e un creditore.
Ma i problemi rimangono in vista del termine ultimo per la spesa: “La colpa, però, - puntualizza Bonanno – non può essere attribuita all’esecutivo regionale, visto che non siamo certamente, come qualcuno ha detto, la cenerentola d’Europa. Sarebbe più utile – aggiunge – ridiscutere la governance dei fondi e le rigidità presenti oggi dovute al patto di stabilità che rallenta e complica la spesa da parte degli enti locali, e quindi la disponibilità della quota di compartecipazione”.
E alla fine della seduta, arriva anche un annuncio: “Verrà costituita una task force che si occuperà del controllo della spesa. Sarà un’area costituita da funzionari della Regione che avrà sede nel dipartimento della Programmazione che io dirigo. E che, forse è meglio precisarlo, ha un ruolo di coordinamento dei 14 dipartimenti coinvolti della spesa dei fondi europei. Non è, insomma, l’unico responsabile – conclude - di una spesa che finora, inutile negarlo, è troppo bassa”.
“Eccessivamente bassa”, secondo il presidente della Commissione Attività produttive Salvino Caputo: “I dati presentati oggi dal direttore Bonanno – dice Caputo – che ringrazio per la disponibilità, sono allarmanti e fonte di grande preoccupazione. Per questo motivo – aggiunge – la Commissione ha previsto incontri periodici sia col dirigente della Programmazione, sia con i singoli direttori dei dipartimenti, affinché anche il parlamento posa esercitare quella funzione di stimolo che potrebbe servire a impedire un incredibile spreco di questi fondi destinati alla Sicilia”.
“E’ vero che fino ad ora sono stati spesi ‘appena’ 800 milioni di euro, ma è anche vero - ha commentato il vicepresidente della commissione Attività produttive Pino Apprendi - che ci sono oltre 2 miliardi e 600 milioni già indirizzati alla spesa con ‘creditore certo’. Adesso bisogna sfruttare al meglio il tempo e le risorse umane, per far sì che la somma che complessivamente abbiamo a disposizione dalla Comunità Europea, circa 6 miliardi e mezzo di euro, possa essere spesa creando davvero sviluppo e crescita in Sicilia”.
Ma la situazione, precisa Bonanno, non è così drammatica, visto che “circa il 40% è già in fase di Impegno giuridicamente vincolante”. In pratica, c’è già un contratto formalizzato, e un creditore chiaramente individuabile. Insomma, soldi che dovrebbero essere spesi senza grossi problemi. Ma il condizionale è d’obbligo, perché è ancora viva la polemica sulla possibile perdita di 220 milioni di fondi, a causa di alcuni errori compiuti dall’amministrazione.
“Anche su questo punto – spiega Bonanno – è meglio puntualizzare. Ancora non abbiamo perso un euro. Sono stati solo interrotti i termini di pagamento”. In pratica, l’Ue avrebbe dovuto versare i 220 milioni entro la fine di febbraio, ma ha congelato quelle cifre a causa di alcune incongruenze e irregolarità incontrate nell’istruttoria dei progetti. “Ma la stessa cosa – prosegue Bonanno nel suo intervento in Commissione - è avvenuta in altre regioni d’Italia. Adesso noi avanzeremo le nostre controdeduzioni. Ma passerà di certo qualche mese, il cosiddetto ‘periodo di negoziato’, prima che si giunga a una decisione definitiva da parte dell’Europa. In Campania, ad esempio, è avvenuta la stessa cosa alla fine del 2010 e ancora non si è arrivati a un esito”.
Al centro delle contestazioni della Commissione europea, sarebbero state principalmente, le cosiddette “perizie di variante”, vale a dire, per semplificare, gli interventi di modifica di vecchi progetti: “L’Europa sostiene – dichiara Bonanno – che se il progetto è fatto bene fin dall’inizio, non c’è bisogno di varianti. Noi riteniamo invece che questi interventi consentano di attualizzare il progetto che a volte, dopo anni, diventa desueto”.
In alcuni casi, poi, le contestazioni della Commissione hanno investito altri fattori. Un esempio è legato a un progetto della Protezione civile per l’acquisto di mezzi finalizzati a un piano di sviluppo. “Ma in questo caso – spiega Bonanno – la Commissione europea ha sollevato la questione che quei mezzi potrebbero essere in seguito rivenduti ad altre Regioni, contravvenendo alle regole dei finanziamenti europei. Ma sia nel primo che in questo caso – continua Bonanno – a nostro parere si tratta semplicemente di ‘punti di vista’ discordanti”.
Nonostante queste criticità, Bonanno si dice “cautamente ottimista”: “In fondo – spiega – in nessuna annualità siamo caduti nel disimpegno dei fondi. Posso affermare con certezza, quindi, che finora non si è perso un euro”.
Ma scendendo nelle cifre, la fotografia che emerge non è così confortante. Solo per il Fesr, infatti, la Sicilia dispone di sei miliardi di euro. Di questi, sono oltre tre miliardi quelli provenienti dall’Europa, il resto è dato dalla compartecipazione statale (al 70%) e regionale (al 30%). Di questi 6 miliardi, la Regione ha speso finora 766 milioni. Per cosa? Micro-interventi, soprattutto, e poche grandi opere. Restano da spendere quindi oltre 5,2 miliardi. E il 2015 è la scadenza prevista dall’Europa, visto che anche per il Po Fesr vige il sistema dell’”n+2”. In pratica, per i progetti programmati in una determinata annualità, la spesa deve compiuta entro due anni.
Di questi oltre 5,2 miliardi, però, spiega Bonanno, molti saranno spesi in tempi più o meno brevi. Circa la metà, per la precisione, frutto di una parte dei quasi 2 miliardi previsti per dodici grandi opere (nove delle quali già cantierate), del miliardo previsto per i cosiddetti “Regimi d’aiuto” (aiuti di stato alle imprese) di cui sono già state allestite le graduatorie, e dei 600 milioni del’Asse 6 (riguardante lo sviluppo urbano-sostenibile). In molti di questi casi, esiste già un “Igv”, cioè un impegno giuridicamente vincolante: ovvero c’è un contratto e un creditore.
Ma i problemi rimangono in vista del termine ultimo per la spesa: “La colpa, però, - puntualizza Bonanno – non può essere attribuita all’esecutivo regionale, visto che non siamo certamente, come qualcuno ha detto, la cenerentola d’Europa. Sarebbe più utile – aggiunge – ridiscutere la governance dei fondi e le rigidità presenti oggi dovute al patto di stabilità che rallenta e complica la spesa da parte degli enti locali, e quindi la disponibilità della quota di compartecipazione”.
E alla fine della seduta, arriva anche un annuncio: “Verrà costituita una task force che si occuperà del controllo della spesa. Sarà un’area costituita da funzionari della Regione che avrà sede nel dipartimento della Programmazione che io dirigo. E che, forse è meglio precisarlo, ha un ruolo di coordinamento dei 14 dipartimenti coinvolti della spesa dei fondi europei. Non è, insomma, l’unico responsabile – conclude - di una spesa che finora, inutile negarlo, è troppo bassa”.
“Eccessivamente bassa”, secondo il presidente della Commissione Attività produttive Salvino Caputo: “I dati presentati oggi dal direttore Bonanno – dice Caputo – che ringrazio per la disponibilità, sono allarmanti e fonte di grande preoccupazione. Per questo motivo – aggiunge – la Commissione ha previsto incontri periodici sia col dirigente della Programmazione, sia con i singoli direttori dei dipartimenti, affinché anche il parlamento posa esercitare quella funzione di stimolo che potrebbe servire a impedire un incredibile spreco di questi fondi destinati alla Sicilia”.
“E’ vero che fino ad ora sono stati spesi ‘appena’ 800 milioni di euro, ma è anche vero - ha commentato il vicepresidente della commissione Attività produttive Pino Apprendi - che ci sono oltre 2 miliardi e 600 milioni già indirizzati alla spesa con ‘creditore certo’. Adesso bisogna sfruttare al meglio il tempo e le risorse umane, per far sì che la somma che complessivamente abbiamo a disposizione dalla Comunità Europea, circa 6 miliardi e mezzo di euro, possa essere spesa creando davvero sviluppo e crescita in Sicilia”.
“E’ vero che fino ad ora sono stati spesi ‘appena’ 800 milioni di euro, ma è anche vero che ci sono oltre 2 miliardi e 600 milioni già indirizzati alla spesa con ‘creditore certo’. Adesso bisogna sfruttare al meglio il tempo e le risorse umane, per far sì che la somma che complessivamente abbiamo a disposizione dalla Comunità Europea, circa 6 miliardi e mezzo di euro, possa essere spesa creando davvero sviluppo e crescita in Sicilia”. Lo dice Pino Apprendi (PD), vicepresidente della commissione Attività produttive all’Ars, dove oggi, in seguito alle recenti polemiche relative alla spesa dei fondi comunitari, si è svolta l'audizione del direttore del dipartimento Programmazione, Felice Bonanno.
Ultima modifica: 15 Febbraio ore 00:06
























FATE SCHIFO
Da 38 mesi aspettiamo di essere ricollocati, grazie.
Ma con tutti i consulenti che ha nominato Lombardo non è riuscito ad evitare questa catastrofe?
lo ripeto da 3 anni ormai e come vedete UCATINISI un parri, sei fiero di questo modo di governare????
Orazio dov'è Orazio dove sono i difenzori del grande partito MPA .bellà politica che fanno
e pensare che quel mafioso di regina celli li spendeva tutti i fondi, ed era considerato il malaffare w.cuffaro.
Inoltre su Centorrino, quello che è deprimente che nessuno, dicono che sono 90, dico nessuno è intervenuto sulle sue dichiarazioni. Infatti sul sito del " Giornale di Sicilia" le falsità di Centorrino continuano in questo modo vergognoso, deputati VERGOGNATEVI:
Solo il 12 per cento delle somme assegnate dall'Ue alla Sicilia è stato finora speso: a fronte di 6,5 miliardi di euro tra fondi comunitari del Fesr e cofinanziamenti nazionali e regionali, sono stati assegnati solo 762 milioni. Sono i dati emersi nel corso dell'audizione di Felice Bonanno (dirigente generale del dipartimento della programmazione regionale).
Inoltre Vi continuo a ricordare in che mani siamo, in merito all'incontro del Presidente Monti con il nostro Presidente Lombardo:
“Come fate a chiedere aiuti allo Stato, se non siete stati capaci di spendere più del 4% dei fondi europei?”. Con queste parole, il presidente del consiglio Mario Monti e il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri avrebbero “bacchettato” il governo regionale nel corso dell’incontro tenuto a Roma giorni fa per discutere sulla protesta dei Forconi.
L’indiscrezione è stata rivelata dal presidente dell’Ars Francesco Cascio, nel corso del suo intervento al coordinamento regionale del partito. Quindi?
Meditate gente....Meditate.. Alle prossime elezioni. Grazie da 10.000 famiglie della formazione professione in SICILIA
ma come si fà a sostenere un governo del genere , la sicilia affonda e si continua a sostenere un governo lombardo che la stà affossando e i vari lumia e cracolici uomini di lombardo nel pd sono disposti a spaccare tutto in difesa una alleanza fallimentare che ha affossato la sicilia.
"Live Sicilia" sei troppo buona, ad avermi tagliato il commento, su Centorrino per come dovrebbe vivere con 600 euro al mese, come viviamo noi della formazione da 1 anno. Non comment. WWW il Dott. MARINESE votiamolo come Assessore della FORMAZIONE PROFESSIONALE in Sicilia, forse potremmo ritornare al pagare mutui, luce, gas etc. e mangiare pasta condita assieme ai ns. figli.
Ma don Raffaè non ha dichiarato che non è stato perso neppure un euro?
IDDU ...... lombardo VOLEVA ASPETTARE L'ANNO PROSSIMO X SPENDERE, COSI' LA CITTADINANZA SI SAREBBE RICORDATA DI CHI CHI L'AVEVA BENEFICIATA E L'AVREBBE VOTATO!!! lui....... PENZA KE LA CITTADINANZA ABBIA LA MEMORIA CORTA, INVECE LA NOSTRA MEMORIA E' MOOOOLTO LUNGA.....MOMORIA DI ELEFANTE E'!!!!
Giova ricordare adesso e a futura memoria che il governo regionale è presieduto da Raffaele Lombardo, eletto Governatore nell'aprile 2008, ossia già 4 anni fa.
Gli assessori, dodici in tutto che si spacciano per tecnici, sono esponenti dei seguenti partiti:
MPA, PD (il partito di Lupo, Cracolici e Lumia), API (che è un partito), FLI (il partito di Fini e qui in Sicilia non so chi lo rappresenti).
Fino a pochi giorni fa ad appoggiare questo governo regionale c'era anche l'UDC, mentre Miccichè vi faceva parte fino a un paio di anni fa.
Dico a futura memoria perchè tra qualche tempo, alla scordata, diranno che in questi 4 anni in Sicilia c'era la Primavera siciliana del riformismo (finto e gattopardesco).
Auguri a tutti.
Puntualmente, ad ogni verifica dell'attività della Regione in materia di utilizzo dei fondi comunitari, si scopre che le somme non vengono spese o, se vengono spese, sono spese poco e male.
Accadeva la stessa cosa ai tempi di Cuffaro, quando a capo del Dipartimento programmazione c'era un dirigente generale esterno,(la Dott.ssa Palocci) accade oggi che invece c'è un dirigente generale "interno", cioè proveniente dagli uffici regionali.
A questo punto viene legittimo domandarsi a che cosa serva pagare centinaia di migliaia di euro dirigenti che poi si rivelano del tutto incapaci di conseguire un obiettivo di vitale importanza per l'avvenire della Sicilia, come quello di sfruttare le risorse finanziarie provenienti dalla UE.
La verità è che andrebbe condotta un'indagine sulla professionalità della dirigenza regionale e sulla sua reale capacità di gestire in termini manageriali e aziendalistici una realtà lavorativa complessa come quella della Pubblica Amministrazione, e poi prendere i necessari provvedimenti, se necessario declassando e licenziando qualche super burocrate che di super ha solo lo stipendio....
Purtroppo se vogliamo evitare di fare ridere l'Europa intera occorre mettere mano con urgenza alle modalità di nomina e reclutamento della dirigenza regionale, e cominciare a penalizzare chi non sa operare, ma non credo che questa sia la principale preoccupazione dell'Onorevole Lombardo e del suo governo.
Guardate l'ecatombe che stanno facendo con le risorse del fondo sociale europeo (l'avviso 8 del 2009 è emblematico). Lombardo, Centorrino e i loro compari politici la pagheranno tutta....e molto cara!!!!!!!
@peppe
popolari di italia? domani!!!
pure caracausi vi ha mollato!! nel consiglio comunale di palermo ha più uomini l'MPA che il PID!!! figuriamo cosa sia il PID nelle altre province..... all'ARS siete il gruppo più scarso....fate le primarie di cdx col glorioso pdl e poi ci vediamo alle amministrative in !$= comuni...ovviamente laddove riuscire a fare una lista!!! cantiere popolare di domani.....ma domani quando? SIETE UN PARTITO A CONDUZIONE FAMILIARE e lo stanno capendo tutti!! dina e co...la prossima sarà la caronia a mollarvi....
errata corrige
!$= = 140
E meno male che Bonanno è cautamente ottimista.....