Freddo a scuola, nuova protesta
Giovedì 16 Febbraio 2012 09:59
Le aule non sono riscaldate e gli studenti del liceo artistico 'Damiani Almeyda', a Palermo, hanno deciso di disertare le lezioni. Gli studenti, che si sono radunati davanti alla scuola, fanno sapere di essere intenzionati a proseguire la protesta "a oltranza". "Da giorni - si legge, in una nota - nel liceo di via Vivaldi siamo costretti a seguire le lezioni in aule rese fredde al clima rigido degli ultimi giorni. Secondo il dirigente scolastico i disagi sarebbero provocati dalla mancanza di metano che dovrebbe essere erogato dalla Regione".
La mobilitazione degli studenti dell'Almeyda segue analoghe proteste a Palermo, tra cui quella dei ragazzi del liceo 'Vittorio Emanuele II', sempre per la mancanza dei riscaldamenti. "Non è possibile - dice Alessia Francolino, rappresentante degli studenti e attivista di Avanguardia studentesca - svolgere l'attività didattica in condizioni disumane. Chiediamo alle autorità competenti di risolvere subito la questione-riscaldamenti, perché non abbiamo alcuna intenzione di seguire le lezioni in aule gelide: continueremo la protesta fino a quando i riscaldamenti non funzioneranno".
La mobilitazione degli studenti dell'Almeyda segue analoghe proteste a Palermo, tra cui quella dei ragazzi del liceo 'Vittorio Emanuele II', sempre per la mancanza dei riscaldamenti. "Non è possibile - dice Alessia Francolino, rappresentante degli studenti e attivista di Avanguardia studentesca - svolgere l'attività didattica in condizioni disumane. Chiediamo alle autorità competenti di risolvere subito la questione-riscaldamenti, perché non abbiamo alcuna intenzione di seguire le lezioni in aule gelide: continueremo la protesta fino a quando i riscaldamenti non funzioneranno".
Ultima modifica: 19 Maggio ore 19:23
























Ho frequentato il Liceo Vittorio Emanuele II. Accadde che una mattina, ero al quinto Ginnasio, la classe era impegnata nella versione dall’italiano in latino. Io sedevo al primo banco accanto alla finestra ed il vetro era rotto. In quei giorni di febbraio faceva molto freddo e le dita gelate faticavano a dare alla grafia la indispensabile leggibilità. Mi posi il problema. Così mi recai dalla professoressa, inflessibile e nozionistica, e la pregai di mettere nel conto che la pessima grafia era da addebitare al gelo delle dita. Lei annuì ed io tornai a sedere. Non sapevo di avere ancora il vantaggio di vivere secondo una gerarchia di valori affermatasi negli ultimi duemilacinquecento anni. Poi le cose cambiarono, anche se l’uomo è sempre lo stesso.
P.s.: da quella classe “uscirono” anche nomi oggi noti. Io talvolta avevo sette in condotta e non appartenevo al gruppo dei secchioni. Ma venivo da lontano, cioè non ero nato affaticato dalle debolezze intellettive. Pura fortuna di un tempo ancora libero.
Quindi dalla classe gelida sono usciti nomi oggi noti....e che,quindi,si sono sistemati al caldo.Io uscita pure da una classe freddissima,sono entrata a scuola:per 37 anni ho sempre sentito freddo e non ricordo,in inverno..ma fino a maggio,di essermi mai tolto il cappotto!Nell'ultima Scuola,presso cui ho insegnato,il gasolio manca da circa 20 anni.La verità è che della scuola e di chi ci vive dentro non importa niente a nessuno...tanto i ragazzi,tranne quelli dell'ultimo anno,non votano,i professori sono orientati di loro,i bidelli sono già accoliti di qualche nome noto e i dirigenti.....partono spesso!
Esatto, la verita' e' sempre banale, come il male. Tanto i ragazzi non votano. E dunque la politica puo' distrarsi. E tanto coloro che dovrebbero vigilare sulla qualita' del sistema, cioe' tutti , tutti quanti, genitori, opinione pubblica, collettivita', hanno derubricato la scuola dalle emergenze del paese. Che sara mai un po di freddo? Tra un po finisce e le vergogne si copriranno e dimenticheranno.
@ Marcella
Cara Marcella (ti do del tu perché presumo di avere compreso chi tu sia), concordo nell'auspicio che la qualità della vita migliori anche a scuola. Ma tu sei l'emblema di come e quanto la gerarchia di valori ponga prima la frequenza a scuola e poi i caloriferi. E' l'inversione che mi induce al rammarico e l'attuale (attuale da qualche decina d'anni) stato di cose crea uomini dolenti e con uno sfuggevole senso del dovere. Ti abbraccio (se sei tu). A.