Afghanistan, tre morti
Due sono siciliani
Lunedì 20 Febbraio 2012 11:58
Tre militari italiani sono morti in Afghanistan in seguito a un incidente stradale avvenuto nei pressi della località Shindand. Lo si apprende da fonti della Difesa.
I militari morti questa mattina in un incidente stradale in Afghanistan sono il caporal maggiore capo Francesco Currò, nato il 27 febbraio 1979 a Messina, e residente a Ravenna, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, nato il 23 maggio 1983, originario di Termini Imerese e il primo caporal maggiore Luca Valente, nato l'8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (Lecce). Lo rende noto la Difesa, aggiungendo che il militare ferito ha avvisato personalmente i propri familiari.
Il cordoglio del presidente Lombardo
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, anche a nome dell'intero Governo regionale, esprime "profondo cordoglio per la morte dei tre soldati italiani in Afghanistan e piena e convinta solidarietà ai familiari delle vittime". "Mi stringo alle famiglie di questi militari nel momento del dolore e, in particolare ai parenti dei giovani siciliani Francesco Currò, originario di Messina, e Francesco Paolo Messineo, di Termini Imerese - ha continuato Lombardo - che hanno perso la propria vita nell'adempimento del loro dovere. E' sempre molto alto il contributo di giovani vite che la terra di Sicilia fornisce per l'affermazione della pace e della democrazia nel mondo".
Il cordoglio dell'Ars e del presidente Cascio
"Esprimo commosso cordoglio ai familiari dei militari italiani caduti in Afghanistan, a nome mio e del Parlamento Regionale Siciliano ". Lo ha detto il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che ha aggiunto: "Il mio pensiero e la mia vicinanza va a questi soldati che ancora una volta si sono spinti fino al sacrificio estremo della vita per portare pace e democrazia in un luogo martoriato del mondo". "La mia solidarietà - ha concluso Cascio - va alle famiglie di tutti loro ed in particolare, da presidente dell'Ars, non posso che manifestare una marcata commozione per il tributo di sangue altissimo che la Sicilia ha pagato finora, a cui purtroppo oggi si aggiunge un nuovo dolore per la scomparsa del messinese Francesco Currò e del palermitano Francesco Paolo Messineo".
Annullato il Carnevale di Termini Imerese
In segno di lutto per la morte in Afghanistan del primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, ha cancellato le iniziative previste questa sera per il penultimo giorno di Carnevale. Inoltre ha dichiarato il lutto cittadino in occasione dei funerali. "Esprimiamo solidarietà e cordoglio alla famiglia colpita dal grave lutto", dice il sindaco. La società del Carnevale, i maestri cartapestai, la Pro Loco di Termini Imerese e il responsabile del cerimoniale dei Nanni, Viviana Raja, in adesione all'iniziativa dell'amministrazione comunale, sospenderanno per oggi tutte le iniziative.
I militari morti questa mattina in un incidente stradale in Afghanistan sono il caporal maggiore capo Francesco Currò, nato il 27 febbraio 1979 a Messina, e residente a Ravenna, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, nato il 23 maggio 1983, originario di Termini Imerese e il primo caporal maggiore Luca Valente, nato l'8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (Lecce). Lo rende noto la Difesa, aggiungendo che il militare ferito ha avvisato personalmente i propri familiari.
Il cordoglio del presidente Lombardo
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, anche a nome dell'intero Governo regionale, esprime "profondo cordoglio per la morte dei tre soldati italiani in Afghanistan e piena e convinta solidarietà ai familiari delle vittime". "Mi stringo alle famiglie di questi militari nel momento del dolore e, in particolare ai parenti dei giovani siciliani Francesco Currò, originario di Messina, e Francesco Paolo Messineo, di Termini Imerese - ha continuato Lombardo - che hanno perso la propria vita nell'adempimento del loro dovere. E' sempre molto alto il contributo di giovani vite che la terra di Sicilia fornisce per l'affermazione della pace e della democrazia nel mondo".
Il cordoglio dell'Ars e del presidente Cascio
"Esprimo commosso cordoglio ai familiari dei militari italiani caduti in Afghanistan, a nome mio e del Parlamento Regionale Siciliano ". Lo ha detto il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che ha aggiunto: "Il mio pensiero e la mia vicinanza va a questi soldati che ancora una volta si sono spinti fino al sacrificio estremo della vita per portare pace e democrazia in un luogo martoriato del mondo". "La mia solidarietà - ha concluso Cascio - va alle famiglie di tutti loro ed in particolare, da presidente dell'Ars, non posso che manifestare una marcata commozione per il tributo di sangue altissimo che la Sicilia ha pagato finora, a cui purtroppo oggi si aggiunge un nuovo dolore per la scomparsa del messinese Francesco Currò e del palermitano Francesco Paolo Messineo".
Annullato il Carnevale di Termini Imerese
In segno di lutto per la morte in Afghanistan del primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo, il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, ha cancellato le iniziative previste questa sera per il penultimo giorno di Carnevale. Inoltre ha dichiarato il lutto cittadino in occasione dei funerali. "Esprimiamo solidarietà e cordoglio alla famiglia colpita dal grave lutto", dice il sindaco. La società del Carnevale, i maestri cartapestai, la Pro Loco di Termini Imerese e il responsabile del cerimoniale dei Nanni, Viviana Raja, in adesione all'iniziativa dell'amministrazione comunale, sospenderanno per oggi tutte le iniziative.
Ultima modifica: 21 Febbraio ore 07:23
























onore ai commilitoni caduti.. ho letto nelle varie testate giornalistche online dei commenti davvero imabarazzanti sui due militari consegnati in india...ora queste morti... molti non sanno i sacrifici che affrontiamo senza mai sottrarci al dovere di fronte alla Patria e agli italiani.. vedono solo il colore dei soldi che, credetemi, non ripagano per niente le condzioni di vita che facciamo( non essere presenti alla nascita dei propri figli, alla morte dei propri cari, cambiare città ogni 5 anni, docce fredde e ricoveri senza riscaldamento ecc. ecc.)ma noi lo abbiamo scelto e in silenzio portiamo avanti il nostro lavoro...ma certi considerazioni mi fanno andare su tutte le furie..del resto, almeno negli anni che mi sono arruolato, non dovevi essere uno scienzato per entrare nelle forze armate e in pochi lo abbiamo fatto.. ora siamo tutti pronti a dire quanto siamo fortunati e quanti soldi che guadagnamo...
Un pensiero accorato alle loro Famiglie.
Onore ai commilitoni? Ma perchè, sarebbero degli eroi? Tutti d'accordo sul fatto che non esistano morti di serie A o B (almeno in teoria, fra la stretta cerchia degli assennati), ma, mi chiedo, sarebbero degli eroi? Sanno, sapete perfettamente a quali rischi si va incontro, e le retribuzioni credo siano adeguate. Come mai quando muore un operaio che invece non ha scelto di lavorare in condizioni precarie, senza che il suo duro lavoro sia retribuito per i rischi annessi, e le condizioni di (in)sicurezza in cui vive rendano la sua esistenza precaria e instabile per pochi spiccioli al mese, non lo si consideri un eroe?
Onore a tutti gli operai caduti!
Per piacere evitiamo questa involontariamente schifosa polemica a margine di una tragedia. Cordoglio per i morti. E zitti. Grazie.
Scusate , ma la commozione è grande sono distrutto peer la perdita di questi ragazzi , cedetemi non potete capire come ci si sente a dovere convivere con una realtà come quella dell'Afghanistain , io ho un figlio che presta servizio in un Reggimento degli Alpini al Nord d'Italia , l'anno scorso mio figlio è stato per sei mesi in quella terra maledetta e con lui c'eravamo con l'anima tutti noi.
credetemi ogni giorno sembrava durare 60 ore , ogni attentato contro gli Italiani era un dramma a casa , mio figlio nonostante la giovane età è un fuciliere e per questa sua caratteristica si è distinto in quei luoghi. Adesso voglio dire ma quante vite dobbiamo lasciare sui luoghi per fare cessare questo inferno ?
sono d'accordo con il dott. Puglisi... di certo Ayeye non ha inteso il senso del mio commento...non c'è differenza tra chi muore compiendo onestamente il proprio dovere(operaio o agente di commercio) e in effetti non mi sembra di aver esternato questo..ma tant'è... non voglio continuare perchè non mi sembra ne il luogo nè il modo per fare inutili polemiche... riposate in pace..
Sono d'accordo con tutti voi. Non voglio sollevare polemiche inutili e speculare finte ideologie su una così grave situazione.
@ zeffiro: non si evinceva una discriminazione dalle tue parole perchè credo in effetti nel tuo dolore. Sono solo indignato contro il senso comune che giorno per giorno vende e compra slogan pubblicitari (speculando si sulla morte di operai-militari) per farci sentire parte di una realtà nazionale di cui a pochi importa. Per stringerci a coorte non dobbiamo certo aspettare che i militari facciano la fine del topo.
@ tommy: dì a tuo figlio che è meglio disoccupato che morto per una causa inesistente, tienitelo stretto a casa!!
Una guerra che non ci appartiene anche se media di stato e fonti militari vogliono farci credere l'esatto contrario.
In certe aree dell'Afghanistan la gente non ha neppure idea di cosa sia "Nine/Eleven", ragion per cui si mandano i "nostri" laggiú. In ogni caso gli attacchi terroristici contro "l'Occidente", se coordinati, vanno a segno comunque con immaginabili e inimmaginabili effetti. Vedi il metró di Londra nel luglio del 2005.
Sicuramente il cordoglio per la perdita di un familiare: il dolore deve essere insopportabile.
Rimane il fatto che, questa, come tutte le guerre produce ne vincitori ne vinti.
Solo perdenti da entrambe le parti.
Vergogna. Il carnevale termitano andrebbe interamente annullato.
Qualcuno mi sa dire se tra i militari in Afganistan ce ne sia uno figlio di un politico o di un manager di Stato o di un alto burocrate.
O sono soltanto i figli del popolo del sud che devono andare in trincea.
Vergognatevi. Dott. Roberto Puglisi sono d'accordo con lei. non fate polemiche ma un pensiero alle famiglie per queste perdite! Erano ragazzi....
@Antonio dici bene , li ci vanno i figli del popolo , quelli che non hanno alcuna raccomandazione per fare il servizio militare , vicino casa. Mio figlio viste le grosse prospettive di lavoro che offre la nostra città è partito a 18 anni e dopo quattro anni si trova a fare l'alpino in un luogo sperduto del Trentino Alto Adige "Vipiteno" ..... ora qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa c'entra un palermitano li ... eppure è stato mandato li in punizione e poi ha partecipato a tutte le missioni l'anno scorso è stato in Afghanistain è ci ha fatto piangere per sei lunghi mesi. Signor Ministro lei che dice che i figli stanno a casa guardi dove si trova il mio Grazie.
Colui che e' morto per la propria patria con coraggio,si e' da se stesso costruito un monumento eterno.
Riposino in pace.
Cordoglio sentito e un commosso abbraccio alle famiglie.
MA SI DAI ANCORA STRAGI, STATO ITALIANO VERGOGNOSO!