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Live Sicilia

I racconti delle vittime:
"Poi il prete mi assolveva"

Giovedì 23 Febbraio 2012 07:42 di Vincenzo Pirrotta

L'attore palermitano Vincenzo Pirrotta gira i teatri di tutta Italia con il suo “Sacre-stie”, il racconto della vendetta compiuta da un bambino diventato adulto contro il cardinale che l'aveva molestato: il bambino, dopo aver legato il sacerdote alla poltrona, lo costringe a ricordare tutte le violenze che ha subito per sua mano. Per realizzare lo spettacolo, Pirrotta ha intervistato numerosi bambini che hanno subito abusi e questo mese ha deciso di raccontare ai lettori di “S” quell'esperienza.

Quando Cristo disse ai suoi discepoli “lasciate che i pargoli vengano a me e non impediteli, perché di essi è il regno dei cieli”, voleva intendere che sta nell'innocenza la culla di ogni virtù e il viatico per il premio al quale ogni credente dovrebbe ambire. Un ministro di Dio dovrebbe essere virtuoso, dovrebbe emulare la vita di Cristo, dovrebbe essere fedele al giuramento che durante il rito della sua ordinazione ha proclamato davanti agli uomini ma soprattutto davanti a Dio. Questo per quanto riguarda la sfera della spiritualità, questo è quanto lo esorta a fare Dio attraverso la sua parola, in quanto credente, e questo è quanto gli comanda la chiesa della fede che professa.

Ma noi, gli uomini, noi società civile, vogliamo, come lo vogliamo per ogni membro che ne fa parte, che egli sia innocente, proprio come i bimbi del vangelo, gli chiediamo cioè di non essere colpevole, di non commettere reato! Ora, uno dei reati più abominevoli e mostruosi, più crudeli e aberranti, è quello di violare quell'innocenza tanto amata e portata ad esempio dal figlio di Dio.

Nella formula dei voti per l'ordinazione presbiteriale il neo sacerdote giura di volersi fare voce viva in mezzo agli uomini della parola di Dio, che illumina il cammino e che allontana dal peccato, e ancora, giura di voler rinunciare ai piaceri della carne con il corpo e con il pensiero, e di dedicarsi ai fedeli che gli saranno affidati per guidarli nella fortificazione dello spirito con il suo esempio e il suo stile di vita (liturgia dell'ordinazione secondo il rito romano della chiesa cattolica, forma ordinaria). La tonaca allora diventa strumento non per avvicinarsi sempre più a Dio, ma per essere più vicini alle vittime di cui si è affamati! Altro che agnello sacrificale!

Durante le mie ricerche per scrivere Sacre-Stie ho intervistato delle vittime di preti pedofili e quasi tutti mi dicevano che vivono il loro dramma con un senso di colpa e che proprio i preti, i loro carnefici, contribuivano a crearlo, in molti casi, avveniva alla fine della violenza, dello stupro, una cosa agghiacciante: pronunciavano la formula dell'assoluzione (ego te absolvo peccatis tuis)!

Ancora troppi casi continuamente vengon fuori, e non per denunce o indagini interne alla chiesa stessa, ma perché sempre più le vittime trovano il coraggio, la forza, di superare la "vergogna", di vincere quel "senso di colpa" che li attanaglia, troppi per non essere indignati, arrabbiati, quando lo schifo continua a venir fuori, quando i "pastori" sempre più diventano belve stanate!

Oggi la chiesa ha chiesto scusa, oggi che lo scandalo e venuto fuori in tutta la sua tragica crudeltà, solo oggi che lo scandalo è incontrollabile, ma se ciò non fosse avvenuto lo avrebbe mai fatto? È di questi giorni la notizia di complotti, anche all'interno della curia romana, contro il Papa.

Lungi da me la volontà di infierire (anche se i complotti, gli oscuri segreti, le inquisizioni, fanno parte della secolarizzazione della chiesa) ma è un fatto che il Papa regnante quando era prefetto della congregazione della dottrina della fede ha inviato a tutte le diocesi del mondo due lettere pastorali, la "Ad aexequandum" e la "Crimen sollicitationis", in cui si ordinava di mettere sotto silenzio i terribili atti di pedofilia nelle sacrestie.
Ultima modifica: 23 Febbraio ore 07:44

 

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Commenti

  • 2012-02-24 13:42:04

    Monaci e parrini viriti a missa e stoccaci i rini!!! I proverbi di una volta...

  • 2012-03-04 16:45:25

    Io sono d'accordo che la giustizia deve fare il suo corso. I pedofili (sacerdoti e non)devono essere denunciati senza l'ombra di alcuna omertà. Ma metterli sulla bocca di tutti significa creare scandalo e allontanare la gente dalla Chiesa, il che è un grande male perchè Cristo si serve della Chiesa per salvare l'umanità, e di tanti buoni e santi sacerdoti, che sono la maggiorparte.

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